✕

Il piccolo No Vax che è in noi

Ascolta l'audio

Il nostro compito è tenerlo a bada perché non cresca. Lasciarlo ogni tanto sfogare e poi ricacciarlo tra i cattivi pensieri. La superstizione è più forte della ragione, ed è quasi impossibile estirparla del tutto
3 minuti di lettura

Dentro ognuno di noi è in agguato un piccolo No Vax, perché la superstizione è più forte della ragione, ed è quasi impossibile estirparla del tutto. Il nostro compito è tenerlo a bada quel piccolo No Vax, perché non cresca. Lasciarlo ogni tanto sfogare e poi ricacciarlo giù, tra i cattivi pensieri, dove deve stare.

A me per esempio l'altro giorno è successa una cosa, ma non ci avrei neanche fatto caso se nei giorni precedenti non me ne fossero successe almeno altre due, molto simili. Da mesi ormai non si parla che di Covid. Alle cene, al telefono, per strada quando ci si incrocia. Il Covid non è solo uno spauracchio, è un'ossessione, una sfida. Una specie di codice Enigma ma senza i nazisti: combattiamo tutti dalla stessa parte, ognuno con le sue armi - molti, come me, con quelle degli altri, cioè i medici, gli scienziati e chiunque abbia contribuito a creare i vaccini - indefessamente.

Ma l&…

Dentro ognuno di noi è in agguato un piccolo No Vax, perché la superstizione è più forte della ragione, ed è quasi impossibile estirparla del tutto. Il nostro compito è tenerlo a bada quel piccolo No Vax, perché non cresca. Lasciarlo ogni tanto sfogare e poi ricacciarlo giù, tra i cattivi pensieri, dove deve stare.

A me per esempio l'altro giorno è successa una cosa, ma non ci avrei neanche fatto caso se nei giorni precedenti non me ne fossero successe almeno altre due, molto simili. Da mesi ormai non si parla che di Covid. Alle cene, al telefono, per strada quando ci si incrocia. Il Covid non è solo uno spauracchio, è un'ossessione, una sfida. Una specie di codice Enigma ma senza i nazisti: combattiamo tutti dalla stessa parte, ognuno con le sue armi - molti, come me, con quelle degli altri, cioè i medici, gli scienziati e chiunque abbia contribuito a creare i vaccini - indefessamente.

Ma l'ossessione, si sa, è infida, riottosa al controllo per definizione. Gira, gira, gira fino a confonderti. E nella giostra psichica in cui siamo ormai da due anni sta diventando difficile mantenere stagna la divisione tra ragione e sentimento, tra dati scientifici e angoscia.

Il piccolo No Vax in noi scalpita, si sgranchisce, prende coraggio. Negli ultimi mesi, in queste infinite e sempre identiche conversazioni sul Covid sarà capitato anche a voi di avvertire degli svarioni, quell'incertezza che deriva all'insonnia. È il piccolo No Vax che sussurra: ehi, guarda come stai, hai seguito il protocollo scrupolosamente e ancora te ne vai in giro con la mascherina e passi le tue serate a guardare serie tv perché il mondo è un luogo ostile e gli altri sono nemici appestati. C'è sempre un altro vaccino da fare e un altro distanziamento da praticare. E comunque ancora non si vince: ti pare normale?!

Succede quindi che un'amica con due vaccini fatti e il terzo già prenotato, qualche settimana fa mi dica che ultimamente il suo ciclo mestruale è diventato irregolare. Beh, dico io, succede superati i quarantacinque anni e stavo già cambiando argomento per evitare una conversazione insidiosa quando lei finisce la frase con: è una conseguenza del vaccino. In che senso, dico io? Non credi che invece... me lo ha detto la ginecologa, aggiunge lei. Ha detto che in molti casi il vaccino provoca degli scompensi ormonali. E finalmente cambiamo discorso.

Ma il piccolo No Vax sogghigna là sotto, lo sento. Lo sto ancora zittendo quando, qualche giorno più tardi un'altra amica, anche lei doppiamente vaccinata, mi dice: a te non sembra strano che tizio (amico di entrambe) abbia avuto il fuoco di Sant'Antonio quindici giorni dopo la seconda dose di vaccino? In che senso, dico io? È una reazione avversa e non è l'unica persona a cui è capitato. Il fuoco di Sant'Antonio, chiedo io? Anche.

Il piccolo No Vax nascosto dentro di me gongolava ormai apertamente. Innervosita, cercavo di distrarmi al solito modo, ipnotizzandomi con serie tv sbracata sul divano e distrattamente mi accarezzavo la spalla sotto il maglione. La spalla sinistra. Ma, che diavolo è questa cosa?? Sotto i polpastrelli c'erano corti peli durissimi, inusitati, che si ergevano dalla pelle, come se la mia spalla si fosse trasformata nella cotenna di un cinghiale. Sgomenta, passavo e ripassavo con la mano: un incubo, un film dell'orrore.

Sono schizzata in piedi, mentre il piccolo No Vax dentro di me gridava non ti sembra strano? Certo che mi sembra strano! Hai della peluria mostruosa, durissima a pochi centimetri dal punto in cui, una settimana fa, ti hanno fatto l'iniezione per inocularti la terza dose di vaccino: è un caso? Taci maledetto, e intanto mi torcevo davanti allo specchio per guardare la mia spalla. E mentre guardavo mi ripetevo che io sono una persona razionale, credo alla scienza e guardo in alto, non come i pecoroni trumpisti nel film di DiCaprio. La terra non è piatta e io non ho idea di cosa ci sia nei vaccini ma di certo non c'è il 5G.

Quando improvvisamente, davanti allo specchio avvoltolata come la Dafne di Bernini, mi sono ricordata che il giorno prima, sul terrazzino della casa di mio fratello, mi ero appoggiata per sbaglio sul tronco di una di quelle perfide piante grasse, piene di spine che ti si conficcano ovunque. E ho riso, ho riso così tanto che a un certo punto ho sentito il piccolo No Vax agitarsi, e più ridevo e più lui si innervosiva, fino a quando ha smesso di protestare, e ha taciuto.

Ma mi molesterà ancora, lo so, ed è per questo che al 2022, che nasce con un carico di aspettative che non vorrei essere in lui, chiedo una cosa sola: dammi la forza di ridere di tutte le sciocchezze che il piccolo No Vax mi sussurrerà all'orecchio. Anche quando sarò stanca, demotivata e sola. A me, e a tutte le persone che puoi, compatibilmente coi tuoi impegni a tenere il mondo in vita.