Uno scudo per i bambini
di Linda Laura Sabbadini , di Linda Laura SabbadiniL'avanzare veloce della variante Omicron apre scenari diversi dal passato. Bambini e adolescenti si ritrovano improvvisamente all'interno del vortice dell'epidemia. Crescono i contagi dei minori e crescono anche i ricoveri tra i bambini. Bisogna porsi il problema se non sia necessario apportare qualche modifica alle misure adottate.
L'allarme dei presidi non è casuale, rispecchia questo contesto. Secondo i dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità in un mese i contagi dei bambini da 5 a 11 anni sono aumentati di 102 mila unità. Quelli da 12 a 19 anni di 115 mila. I ricoveri nel complesso di 500 unità. La situazione alla riapertura delle scuole si presenta non facile. L'estendersi dei contagi tra i bambini creerà frammentarietà delle lezioni, interruzioni e una situazione particolarmente difficile da gestire in termini di sicurezza dei bambini e di passaggio da Dad a presenza e viceversa.
D'altro canto, l…
L'avanzare veloce della variante Omicron apre scenari diversi dal passato. Bambini e adolescenti si ritrovano improvvisamente all'interno del vortice dell'epidemia. Crescono i contagi dei minori e crescono anche i ricoveri tra i bambini. Bisogna porsi il problema se non sia necessario apportare qualche modifica alle misure adottate.
L'allarme dei presidi non è casuale, rispecchia questo contesto. Secondo i dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità in un mese i contagi dei bambini da 5 a 11 anni sono aumentati di 102 mila unità. Quelli da 12 a 19 anni di 115 mila. I ricoveri nel complesso di 500 unità. La situazione alla riapertura delle scuole si presenta non facile. L'estendersi dei contagi tra i bambini creerà frammentarietà delle lezioni, interruzioni e una situazione particolarmente difficile da gestire in termini di sicurezza dei bambini e di passaggio da Dad a presenza e viceversa.
D'altro canto, l'esperienza della Dad non è stata positiva ovunque. E quindi ritornarci, sic et sempliciter, non va bene per tutti. Il governo ha ragione. I risultati dei test Invalsi, infatti, sono stati molto critici. Le competenze sono peggiorate trasversalmente. Non arrivano al livello base di competenze in italiano il 39% dei bambini della terza media inferiore e il 45 % in matematica. E la situazione è peggiore al Sud. A ciò va aggiunto che i bambini hanno sofferto della carenza delle relazioni sociali, amicali, soprattutto nel mondo dei pari. È comprensibile quindi anche la rigidità del governo nel non voler accettare 14 giorni di Dad subito dopo le feste.
Ma allora come fare a tener conto di ambedue queste esigenze reali? I dati possono aiutarci.
Come sappiamo, il contagio vola tra coloro che non sono vaccinati, e tra i bambini ce ne sono molti. Tra 5 e 11 anni il tasso di copertura vaccinale è solo dell'11,8%, mancano alla conta 3 milioni 224 mila bambini. Tantissimi. Tra i 12 e i 19 anni la situazione è migliore. Il tasso di copertura in questo caso è più alto, siamo al 80% ma ne mancano all'appello 866 mila. Non pochi. Sono più di 4 milioni a rischio. Questi bambini potranno facilmente contagiarsi. E ciò non è positivo, non solo perché si può presentare una forma grave, ma anche perché il virus può causare conseguenze a loro volta gravi. Ma allora perché non pensare ad una soluzione diversa? Il governo potrebbe in accordo con le Regioni valutare di riprendere le scuole con la Dad, per garantire comunque la continuità didattica, ma spostare in avanti la fine del calendario scolastico del numero di giorni di Dad utilizzati. Ciò permetterebbe di sfruttare il periodo della Dad per intensificare fortemente le vaccinazioni soprattutto dei bambini da 5 a 11 anni, ma anche degli altri. E poi recuperare con la didattica in presenza.
Vaccinazioni che ancora non decollano adeguatamente per i bambini. È evidente che i timori dei genitori sono elevati. È come se molti di noi di fronte alla scelta di ciò che è meglio per i propri figli siano in attesa. "Vediamo che succede"..., "vediamo se è veramente sicuro il vaccino",... "aspettiamo un po' e vediamo Israele e gli Stati Uniti". Non è opposizione, è solo attesa. Ma più attendiamo e peggio è, più i bambini diventeranno bersaglio del virus, proprio perché non vaccinati. Bisogna intensificare la campagna di informazione sulla vaccinazione dei bambini. I pediatri devono attivarsi di più famiglia per famiglia, in modo capillare e così la scuola.
Guardiamoci intorno. Non avete la sensazione che il cerchio si stringa? Tante persone che conosciamo sono colpite dal virus, sempre più vicine. Ma il cerchio si stringe anche intorno ai nostri bambini. E tutti abbiamo il dovere di proteggerli. Trovando soluzioni nuove, complesse e flessibili.
Linda Laura Sabbadini è direttora centrale Istat. Le opinioni qui espresse sono esclusiva responsabilità dell'autrice e non impegnano l'Istat