Sesso e Covid, non è tempo di preservativi
di Claudia de Lillo , di Claudia de LilloQualche tempo fa, a casa mia, è arrivato un pacco piuttosto voluminoso. L'ho aperto ed era pieno di preservativi. Non ne avevo mai visti così tanti tutti insieme. "Sono 600" ha puntualizzato mio figlio di mezzo, con una certa fierezza. Ho deglutito, in preda a disagio, benché conscia degli iperbolici appetiti sessuali degli adolescenti. "Li distribuiremo gratuitamente davanti a scuola. È un'iniziativa del collettivo studentesco" ha aggiunto il figlio grande. "Bravi!" ho gongolato sollevata. E il pacco è sparito.
Nei giorni successivi tuttavia, alla spicciolata, quei preservativi sono ricomparsi, senza alcun pudore: nell'armadio del bagno, nello svuotatasche all'ingresso, in una ciotola in cucina. Erano disseminati ovunque, con la disinvoltura dei libertini o con la noncuranza degli sciatti. "Non li vogliono". Perché? Ritrosia? Imbarazzo? Brancolavo alla ricerca di una spiegazione. Sempli…
Qualche tempo fa, a casa mia, è arrivato un pacco piuttosto voluminoso. L'ho aperto ed era pieno di preservativi. Non ne avevo mai visti così tanti tutti insieme. "Sono 600" ha puntualizzato mio figlio di mezzo, con una certa fierezza. Ho deglutito, in preda a disagio, benché conscia degli iperbolici appetiti sessuali degli adolescenti. "Li distribuiremo gratuitamente davanti a scuola. È un'iniziativa del collettivo studentesco" ha aggiunto il figlio grande. "Bravi!" ho gongolato sollevata. E il pacco è sparito.
Nei giorni successivi tuttavia, alla spicciolata, quei preservativi sono ricomparsi, senza alcun pudore: nell'armadio del bagno, nello svuotatasche all'ingresso, in una ciotola in cucina. Erano disseminati ovunque, con la disinvoltura dei libertini o con la noncuranza degli sciatti. "Non li vogliono". Perché? Ritrosia? Imbarazzo? Brancolavo alla ricerca di una spiegazione. Semplicemente, i ragazzi all'uscita della scuola non erano interessati all'articolo. È mai possibile?
Non è un caso che il maggior produttore globale di condom, la Karex, abbia registrato nei due anni di pandemia un calo delle vendite del 40 per cento e abbia quindi deciso di convertire la produzione in guanti protettivi. Per paura del contagio non stringiamo la mano al vicino di casa, non abbracciamo gli amici, non baciamo le nostre madri anziane. Perché mai una barriera di lattice dovrebbe restituirci la fiducia nei partner occasionali?
Ma se il desiderio di un po' di sano e gioioso randagismo sessuale si facesse incoercibile e, muniti di certificato vaccinale, tampone negativo, mascherina Ffp2 e igienizzante per mani e corpo, cercassimo qualche temerario, gaudente, vaccinato e tamponato come noi? Dove andare? Non ci sono feste, né private né aziendali, non ci sono occasioni pubbliche, congressi o convegni a fornirci una chance o un alibi. Sono chiuse anche le discoteche. Aprendo a caso la rubrica telefonica e rispolverando vecchie fiamme, la probabilità che il bersaglio concupito sia in quarantena o malato di Covid è elevatissima.
Certo, c'è sempre la Rete, che ci ha dannato e salvato in questo tempo. Potremmo rivolgerci a una app di incontri ma, mentre noi sogniamo un amplesso rovente, il simpatizzante del piacere a distanza è in agguato e dobbiamo essere pronti a una proposta di sesso virtuale, di ascolto simultaneo di suoni erotici o di una seduta di mindfulness sex, perché queste sono le nuove tendenze.
Dal mio osservatorio di pinguina monogama, avevo sempre guardato con ammirata invidia le amiche single e liberate che volavano sfrenate di fiore in fiore. Con l'arrivo del Covid ho rimesso la testa nel guscio, scoprendone i privilegi e rivalutandone i brividi. Niente da fare: anche per noi pinguini è stata durissima. La condivisione coatta degli spazi e l'assenza di privacy sono deleterie per la vitalità della coppia.
Le vendite di preservativi crollano, gli adolescenti non li vogliono nemmeno gratis, la promiscuità è un lontano ricordo, il brivido dell'incontro occasionale è un retaggio del passato, la monogamia un ricettacolo di nevrosi e stanchezza. Cosa resta per noi, che con il sesso ci sollazziamo, e per l'economia, che di sesso si nutre?
Restano sconfinati e sofisticati orizzonti virtuali a cui dovremo abituarci e, per i refrattari, resta l'autoerotismo, pratica sicura, facile e potenzialmente di grande soddisfazione. Lo dimostra il florido mercato dei sex toy che, da sordida merce occultata in anfratti oscuri, hanno assunto vesti e colori nuovi, diventando graziosi prodotti da banco, eleganti compagni di viaggio, giochi, quali devono essere. E per chi andasse controcorrente a casa ho scorte di preservativi in omaggio per tutti.
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