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Quale binomio Quirinale-Palazzo Chigi

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Chi vuole Mario Draghi presidente della Repubblica deve porsi in parallelo il problema di che governo dare al Paese nell'anno pre-elettorale
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La salita che porta al Quirinale non è mai stata così contorta come quest'anno. Si può dire che non ci sono precedenti. Mai si era visto un sistema politico così sconnesso - salvo le mascherature di facciata - e dei partiti che spesso sono solo delle sigle sotto le quali si nascondono clan e fazioni in conflitto tra loro. Quando il presidente Mattarella chiamò Draghi, ormai quasi un anno fa, si disse che le forze politiche avrebbero fatto tesoro della stagione dell'emergenza: la felice parentesi andava messa a frutto attraverso un rinnovamento profondo delle classi dirigenti, ma anche della cultura politica e dei programmi.

Quasi nulla di quei buoni propositi è stato attuato. Benché Draghi affermi che il clima all'interno del governo è buono, al di là delle discussioni animate, l'impressione è che le cose non stiano proprio così. È vero tuttavia che il prestigio del presidente del Cons…

La salita che porta al Quirinale non è mai stata così contorta come quest'anno. Si può dire che non ci sono precedenti. Mai si era visto un sistema politico così sconnesso - salvo le mascherature di facciata - e dei partiti che spesso sono solo delle sigle sotto le quali si nascondono clan e fazioni in conflitto tra loro. Quando il presidente Mattarella chiamò Draghi, ormai quasi un anno fa, si disse che le forze politiche avrebbero fatto tesoro della stagione dell'emergenza: la felice parentesi andava messa a frutto attraverso un rinnovamento profondo delle classi dirigenti, ma anche della cultura politica e dei programmi.

Quasi nulla di quei buoni propositi è stato attuato. Benché Draghi affermi che il clima all'interno del governo è buono, al di là delle discussioni animate, l'impressione è che le cose non stiano proprio così. È vero tuttavia che il prestigio del presidente del Consiglio ha impedito che le tensioni deflagrassero. Oggi è sotto gli occhi di tutti che l'eventuale passaggio del premier al Quirinale creerebbe un'altra situazione senza punti di riferimento nel passato.

Per cui chi vuole Draghi presidente della Repubblica deve porsi in parallelo il problema di quale governo dare al Paese nell'anno pre-elettorale. Sia che resti l'attuale maggioranza di semi-unità nazionale (assai improbabile dopo le uscite di Berlusconi e Salvini) sia che se ne debba costruire una su basi nuove, destinata - c'è da crederlo - a vivere clamorosi livelli di litigiosità interna.

Senza dimenticare che il corollario del rebus è ancora la riforma elettorale: necessaria dopo il taglio dei parlamentari, ma tuttora fumosa tra i fautori del modello proporzionale, prevalenti, e gli irriducibili sostenitori del maggioritario. In assenza di una sintesi, l'intesa da cercare sul capo dello Stato offre un'occasione irripetibile per far entrare la riforma nell'accordo quadro. Più facile a dirsi che a farsi, s'intende. Vedremo. Di sicuro vari tessitori sono all'opera, pur senza significativi risultati.

È sempre più evidente, del resto, che la debolezza del sistema richiede un'architettura di sostegno. Nell'ultimo anno l'equilibrio si è trovato grazie al binomio Mattarella-Draghi. Il primo ha avuto il coraggio di proporre, anzi d'imporre l'ex presidente della Bce al Parlamento. E Draghi si è avvalso della lealtà e del sostegno del capo dello Stato in ogni giorno del mandato. Ora non sembra una buona idea disfarsi del binomio in presenza di circostanze avverse: dalla pandemia all'attuazione del Pnrr alle riforme, alla stessa legge elettorale.

L'asse Quirinale-Palazzo Chigi è idoneo alla condizione d'emergenza in cui ancora ci troviamo. Spezzarlo creerebbe nuovi rischi. Infatti, dicono molti, non ci si può permettere di perdere Draghi sia al Colle sia alla guida del governo. Trattenerlo a Palazzo Chigi per permettergli di completare il lavoro, significa individuare per il Quirinale una figura in grado di tutelarlo e magari consigliarlo in alcune scelte istituzionali.

Non tutti i nomi che si fanno in questi giorni sono adatti allo scopo. Ecco perché il Paese potrebbe aver bisogno ancora di Mattarella, nonostante il suo personale desiderio di tornare alla vita privata. Accade talvolta che le istituzioni chiedano un sacrificio. E se non fosse Mattarella, il binomio dovrebbe appoggiarsi a un nome di indiscutibile autorità ed esperienza, così da creare un'immediata sintonia con il presidente del Consiglio.