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Il conto pagato dalle ragazze

(siano)
Gli effetti della pandemia
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Col primo lockdown l’intera popolazione ha vissuto in uno stato di semireclusione, pesante per tutti ma soprattutto per gli adolescenti e i giovani che dovevano rinunciare alla loro vita e rinchiudersi nella loro stanza, ore ed ore davanti allo schermo. Nonostante il duro isolamento sociale era viva in tutti la speranza che dopo questo sacrificio la vita sarebbe ripresa come prima e forse più di prima, come avvenne nell’estate del 2020. Nell’autunno successivo e nel mese di dicembre furono necessarie nuove restrizioni che furono accettate anche perché si era in attesa del nuovo vaccino che avrebbe debellato il virus. Purtroppo negli ultimi due mesi stiamo assistendo alla reintroduzione di nuove misure restrittive per far fronte ad una variante del virus estremamente contagiosa. Allo stesso tempo si è scoperto che il vaccino previene quadri clinici gravi e ricoveri, però non evita sempre il contagio. Comincia a serpeggiare un certo scoramen…

Col primo lockdown l’intera popolazione ha vissuto in uno stato di semireclusione, pesante per tutti ma soprattutto per gli adolescenti e i giovani che dovevano rinunciare alla loro vita e rinchiudersi nella loro stanza, ore ed ore davanti allo schermo. Nonostante il duro isolamento sociale era viva in tutti la speranza che dopo questo sacrificio la vita sarebbe ripresa come prima e forse più di prima, come avvenne nell’estate del 2020. Nell’autunno successivo e nel mese di dicembre furono necessarie nuove restrizioni che furono accettate anche perché si era in attesa del nuovo vaccino che avrebbe debellato il virus. Purtroppo negli ultimi due mesi stiamo assistendo alla reintroduzione di nuove misure restrittive per far fronte ad una variante del virus estremamente contagiosa. Allo stesso tempo si è scoperto che il vaccino previene quadri clinici gravi e ricoveri, però non evita sempre il contagio. Comincia a serpeggiare un certo scoramento anche perché non è facile trovare un equilibrio fra la propria salvaguardia e il bisogno di ricominciare a vivere.


Per gli adolescenti è ancora più difficile, non corrono gravi rischi, però sono costretti a fare molte rinunce per non infettare i familiari. Numerosi studi epidemiologici effettuati in molti Paesi hanno documentato un forte aumento di disturbi psichici fra gli adolescenti, stati di ansia, depressione, disturbi del sonno e comportamenti autolesivi. Per questi ultimi vale la pena di citare lo studio dell’Agenzia Federale Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti sulle accettazioni nei dipartimenti di Emergenza degli adolescenti fra i 12 e i 25 anni per sospetti tentativi di suicidio. In questa indagine vengono messi a confronto i dati dei tentativi di suicidio del 2019 con quelli del 2020 e 2021, ossia prima della pandemia e durante le tre fasi successive di restrizioni. Nella prima fase di emergenza nazionale fra marzo e aprile 2020 si verificò addirittura una consistente riduzione di accettazioni nei dipartimenti di Emergenza degli adolescenti e dei giovani, a riprova del fatto che era viva in loro la speranza che la pandemia potesse risolversi fra breve per cui le stesse misure di restrizione venivano percepite come un’imposizione necessaria, addirittura rassicurante. Ben presto, dopo il mese di maggio 2020 e soprattutto durante l’estate, la situazione divenne più difficile per gli adolescenti fra i 12 e i 17 anni con un aumento del 26% dei tentativi di suicidio. Ancora più drammatica è stata la situazione nel febbraio-marzo 2021 in cui si è verificato un forte aumento di tentativi di suicidio nella stessa fascia di età, addirittura del 50% nelle ragazze e del 3% nei ragazzi.


Nella fascia di età successiva fra i 18 e i 25 anni, pur essendoci un aumento dei tentativi di suicidio è stato più ridotto. Nel report rimane aperto un interrogativo importante, le morti per suicidio aumentano o no con l’aumento consistente dei tentativi di suicidio? Anche in Italia si è riscontrato un fenomeno simile, ad esempio nell’ospedale Bambino Gesù le consulenze per ideazione suicidaria e per tentativi di suicidio sono aumentate del 63% nel gennaio del 2021.


Questi dati non ci dicono nulla sui motivi dei tentativi di suicidio, ma si può ritenere che le restrizioni imposte dal distanziamento sociale e dalla didattica a distanza abbiano pesato particolarmente sulle ragazze che attraversano le prime fasi dell’adolescenza. È un periodo nel quale si vive una crisi di identità, non vi è più il mondo rassicurante dell’infanzia con i genitori che erano un riferimento e una guida rassicurante. I ragazzi e le ragazze si trovano in una situazione nuova, si sentono confusi senza una direzione personale con un corpo che si trasforma e che diviene a volte un compagno imprevedibile. E i compagni e le compagne con cui ci si confronta continuamente con la paura di essere rifiutati e divenire vittime dei coetanei. Allo stesso tempo i genitori si trovano in difficoltà, non sono in grado di essere presenti garantendo un contenimento affettivo fermo, senza ritirarsi.


Se questo è lo scenario delle prime fasi dell’adolescenza, perché le ragazze hanno risentito di più delle incertezze, delle paure e delle ansie che si sono respirate in famiglia, condivise coi coetanei purtroppo a distanza. Le ragazze sono più sensibili e attente a quello che succede intorno, più portate a vivere le proprie emozioni per leggere i drammi familiari emersi durante la pandemia. Il clima che si è vissuto in questi due anni ha riflettuto in modo amplificato i turbamenti degli adolescenti, ansie di perdita, rinunce quotidiane anche pesanti, disorientamento con la perdita di abitudini e riferimenti quotidiani.


E tutto questo si è prolungato nel tempo, alternando momenti di speranza a momenti di depressione, nei quali era difficile guardare in avanti, si è trattato di traumi cumulativi che hanno reso più fragili i ragazzi, ma soprattutto le ragazze.