Quirinale, le donne e il tabù del Colle
di Concita De Gregorio , di Concita De GregorioLancio qui ufficialmente la petizione per avere la prossima volta Un Uomo al Quirinale. C'è tempo, non affrettatevi. Non state nemmeno anni a traccheggiare, però, che poi succede che l'elezione vi coglie di sorpresa, come questa volta, e vi tocca andare in giro a citofonare a caso. Qualche mese prima, si può aprire il casting.
I requisiti li sapete, ci avete sfiniti a ripeterli. Deve essere Un Uomo In Gamba, non uno scarso rimandato già alle medie. Deve essere Un Uomo Delle Istituzioni, quindi non serve cercare fra i pur nobili controllori sui treni. Deve essere un Uomo di Alto Profilo, che non vuol dire bella presenza: va bene anche bruttino, sarà l'aura dell'incarico a renderlo attraente. Insomma: Un Uomo Decente. Che abbia possibilmente qualche esperienza nel settore ma che magari non sia proprio un generale di corpo d'armata, un militare a riposo, un capo dei Servizi Segreti. Generano ansia. Super Partes, poi, certamente: che…
Lancio qui ufficialmente la petizione per avere la prossima volta Un Uomo al Quirinale. C'è tempo, non affrettatevi. Non state nemmeno anni a traccheggiare, però, che poi succede che l'elezione vi coglie di sorpresa, come questa volta, e vi tocca andare in giro a citofonare a caso. Qualche mese prima, si può aprire il casting.
I requisiti li sapete, ci avete sfiniti a ripeterli. Deve essere Un Uomo In Gamba, non uno scarso rimandato già alle medie. Deve essere Un Uomo Delle Istituzioni, quindi non serve cercare fra i pur nobili controllori sui treni. Deve essere un Uomo di Alto Profilo, che non vuol dire bella presenza: va bene anche bruttino, sarà l'aura dell'incarico a renderlo attraente. Insomma: Un Uomo Decente. Che abbia possibilmente qualche esperienza nel settore ma che magari non sia proprio un generale di corpo d'armata, un militare a riposo, un capo dei Servizi Segreti. Generano ansia. Super Partes, poi, certamente: che sia di destra, di sinistra, o democristiano come al solito non importa, si metterà al servizio del Paese.
Poi certo, ovvio: che non abbia pendenze giudiziarie, reati prescritti, che non sia evasore fiscale, che non abbia ristrutturato casa a spese dello Stato, che non sia stato in affari con corrotti e tagliagole, con dittatori sanguinari, che non abbia difeso - seppur per professione - mafiosi e stragisti. Un Uomo Onesto, sentite che parole ottocentesche. Infine, va da sé, serve che sia Un Uomo Vivo: perché è chiaro che coloro che posseggono questi requisiti (a volte persino uniti a grande competenza, bontà d'animo, tenacia, rigore e gentilezza) diventano immediatamente presidenti ideali appena morti, fin dalle esequie. Però serve vivo.
Le donne, al prossimo giro, le lascerei in pace. Un piccolo turno di riposo da quel vostro nevrotico tic di dire "una donna" ogni volta che siete nel panico, non avete idea di cosa fare, non controllate più i vostri gruppi parlamentari, avete litigato con l'alleata (Una Donna In Gamba), giocate di rimessa e aspettate il cadavere del nemico e intanto, per distrarre il pubblico, per prendere tempo, dite indicando col dito "una donna!", come quelli che mostrano l'asino in cielo. "Ho detto una donna, non un coleottero", scandì una volta agli stupefatti astanti - un'altra volta, remota - Giuliano Amato, che intanto siede alla presidenza della Corte Costituzionale, e sta.
L'unico sincero è stato quello che, tra i leader, con le donne ha più confidenza di tutti, seppure in quel suo peculiare modo, e non si lascia incantare. Quando a Silvio Berlusconi, dopo averlo disarcionato, i suoi stessi alleati hanno proposto "proviamo Casellati" ha risposto nemmeno per sogno. Coi voti che servirebbero a Casellati avreste potuto eleggere me, non se ne parla. E difatti alla presidente telefonista del Senato sono mancati appunto i voti di Forza Italia.
E meno male, già che autoscrutinarsi per controllare la grafia sulle schede e contare fedeli e infedeli non sarebbe stato un buon esordio, diciamo così. Non un'antifona di terzietà. Dice: ma hai visto intanto che è stato il centrodestra a candidare una donna? Ho visto, ma era da bruciare. Un Uomo nel camino non ce lo hanno messo.
Nel frattempo era scivolata via Letizia Moratti, già pronto il tailleur, triste cometa invisibile nell'accecante spettacolo dell'esplosione della supernova: il centrodestra in polvere di stelle, con Berlusconi che si chiama fuori e manda i colonnelli, Meloni che non crede alle sue orecchie quando parla Salvini, Salvini che se Giorgetti vuole Draghi al Quirinale allora lui non lo vuole, per dispetto al suo nemico intimo. I maschi, si sa, a ricreazione si picchiano. Per gioco, eh?, che poi tornano in classe. Si sfogano.
Dunque Elisabetta Belloni che passava di lì è finita nella rissa fra Conte e Di Maio - ma brutta la rissa, con dita negli occhi e comunicati stampa. Marta Cartabia, proposta da quel primo della classe di Calenda, per questo stesso motivo non poteva decollare: al secchione bastian contrario non si accoda nessuno. Paola Severino era nel roseto per far numero, lo sapeva da subito, così come per anni è toccato ad Anna Finocchiaro questa volta miracolosamente risparmiata. A Rosy Bindi non sarebbe dispiaciuto, ma la tecnica della tanatosi di Enrico Letta gli impediva di far nomi. Tecnica vincente, complimenti. Fingersi morti mentre gli altri si sbranano salva la vita, si impara fin da piccoli a guardare gli opossum su Animal Planet.
Giorgia Meloni, sola all'opposizione, non poteva vincere nessuna gara contro il resto della scuola ed ha perciò giocato restando di schiena a braccia conserte, già in campagna elettorale per il prossimo giro: a lei basta dire no, ogni volta che Salvini si muove le regala un punto.
Infine, mentre la partita a scacchi si trasformava in una corrida di toreri ubriachi, è intervenuta Emma Bonino, regale. "Servirebbe una queenmaker", ha detto. I re, a questo giro, con evidenza scarseggiavano. Si è dovuto difatti richiamare in servizio l'Emerito, santa pazienza. Che spettacolo penoso, speriamo che se ne conservi memoria al momento del voto, giacché i rappresentanti delle istituzioni saranno anche mediocri, ma chi li vota siamo noi. E la prossima volta, gentilmente: Un Uomo, ma Capace. Col ma.