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Covid, come tornare ottimisti

Roma, in centro con le mascherine protettive (ansa)

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Immersi nel torpore pandemico, abbiamo disimparato a fidarci. Il disincanto ha rubato lo spazio allo stupore. La soluzione non è chiudere le finestre e fingerci malati cronici, ma uscire a guardare cosa c'è
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In Borsa esiste un'espressione crudele ma efficace. Si usa per indicare l'effimera ripresa di un titolo condannato nel lungo termine al declino: "Il rimbalzo del gatto morto".

Come molti, a un certo punto, non esattamente acerbo, della mia vita, ho scoperto lo yoga. Nei momenti difficili mi ci sono aggrappata come un naufrago a un tronco. Quando, durante il lockdown, la mia scuola ha chiuso, ho pensato che non sarei sopravvissuta alla pandemia. Quando la mia maestra ha detto "non so se riapriremo", avrei venduto casa e figli per scongiurare quell'atroce scenario. Poi sono state inventate le lezioni online e abbiamo ricominciato a respirare, la scuola e io. Oggi, in presenza, il sabato mattina, nella posizione del guerriero, siamo un discreto numero. Il pericolo è scampato? Lo ignoriamo ma lo yoga e il Covid ci hanno insegnato a goderci il momento presente.

Secondo l'Istat l'economia italiana è cresciuta nel 2021 del 6,5%. È…

In Borsa esiste un'espressione crudele ma efficace. Si usa per indicare l'effimera ripresa di un titolo condannato nel lungo termine al declino: "Il rimbalzo del gatto morto".

Come molti, a un certo punto, non esattamente acerbo, della mia vita, ho scoperto lo yoga. Nei momenti difficili mi ci sono aggrappata come un naufrago a un tronco. Quando, durante il lockdown, la mia scuola ha chiuso, ho pensato che non sarei sopravvissuta alla pandemia. Quando la mia maestra ha detto "non so se riapriremo", avrei venduto casa e figli per scongiurare quell'atroce scenario. Poi sono state inventate le lezioni online e abbiamo ricominciato a respirare, la scuola e io. Oggi, in presenza, il sabato mattina, nella posizione del guerriero, siamo un discreto numero. Il pericolo è scampato? Lo ignoriamo ma lo yoga e il Covid ci hanno insegnato a goderci il momento presente.

Secondo l'Istat l'economia italiana è cresciuta nel 2021 del 6,5%. È cresciuta più della media europea, è cresciuta come non cresceva dal 1976, è cresciuta dopo un meno 9% nel 2020, una flessione inaudita dagli anni della guerra. Eppure, mentre guardavo quel numero tronfio con il segno più davanti, vedevo solo la grottesca immagine di quel gatto esanime che rimbalza.

La risalita del nostro Paese dalla china è visibile qui e lì, non solo su un tappetino, intonando un Om accorato. I turisti sono tornati a occupare al piano di sotto un appartamento rimasto a languire per mesi su Airbnb. L'intraprendente signore che il martedì portava le casse di acqua in bottiglia ha cominciato a consegnare anche prodotti tipici pugliesi e sostiene, con gli occhi che brillano, che taralli e frise hanno un grande mercato. Secondo un rapporto di Unioncamere sei aziende su dieci nel 2021 hanno programmato di assumere mentre le nuove iscrizioni al registro delle imprese delle Camere di Commercio sono cresciute del 14%. Costruzioni, manifattura e sanità sono i settori più vivaci.

Un giorno imprecisato degli ultimi due anni, senza accorgermene, ho barattato il mio ottimismo con l'iconografia felina della rovina. Ho smesso di crederci. Ho chiuso gli occhi e, sul naso, i soliti occhiali rosa sono stati sostituiti da un visore puntato su una realtà distopica. La paura, la fragilità e l'incertezza di questo tempo ci hanno rimpicciolito.

Ancora immersi nel malmostoso torpore pandemico, abbiamo disimparato a fidarci: di un Pil che sale e di un tasso di occupazione in crescita ("È solo un rimbalzo e gli occupati sono ancora troppo pochi"), di una primavera incipiente ("Il cambiamento climatico"), di un virus meno feroce ("Come la mettiamo con le varianti?"), del nuovo reinsediamento di Mattarella al Quirinale ("Sventurata la terra che ha bisogno di eroi"), di un Sanremo sfrenato ("Panem et circenses").

Il disincanto ha rubato lo spazio allo stupore. Mio figlio maggiore affronterà a giugno la maturità con le due prove scritte. È molto arrabbiato, o più probabilmente impaurito. Invece io, boomer, sono felice. E non solo perché noi, nostalgici bulli, vogliamo infliggere ai nostri figli i tormenti che altri inflissero a noi. Sono felice perché l'unica ripresa possibile passa dalla rimozione degli alibi. Se ci crediamo inadeguati, impreparati, fragili, feriti, bisognosi di aiuti e scorciatoie, continueremo a esserlo.

A gennaio di quest'anno l'indice del clima di fiducia dei consumatori è calato, ci dice l'Istat. Evidentemente non sono l'unica a vedere gatti che rimbalzano fuori dalla mia finestra. La soluzione non è chiudere le finestre e fingerci malati cronici ma uscire a guardare cosa c'è, che siano gatti in caduta o numeri in crescita. Lo yoga e i prodotti pugliesi faranno il resto.

Elasti su Instagram: @quielasti; su Twitter: @nonsolomamma