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Tahar Ben Jelloun: "Il mio grazie a Lorena Cesarini"

Sanremo, Lorena Cesarini legge il libro di Tahar Ben Jelloun sul palco dell'Ariston (agf)

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È importante che i personaggi diventati simboli di successo, che hanno un pubblico ampio che li ascolta, si esprimano e dicano l'intollerabile. La lotta contro il razzismo è lunga e quotidiana. Deve entrare a far parte dell'educazione di base e non bisogna mai abbassare la guardia
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A cosa serve un festival? A far conoscere artisti di talento. Il festival di Sanremo esiste da tantissimo tempo e la sua popolarità arriva fino in Marocco. La sorpresa è stata totale. Ho visto il video e sentito quello che ha detto Lorena Cesarini: "Io resto nera". Ha ragione. Non ho mai sentito un attore europeo, una cantante europea affermare "io resto bianco", "io resto bianca". Ecco un esempio magnifico di meticciato riuscito: una donna bellissima, di padre italiano e madre senegalese, è in televisione per presentare una serata popolarissima. Ed ecco che dice e fa quello che nessuno aveva previsto. La mescolanza è uno straordinario motore e produttore di bellezza, senz'altro fisica ma anche mentale.

Commosso, l'ascoltavo leggere le mie frasi in italiano e mi ricordavo di quel giorno piovoso del 1997 in cui, per le strade di Parigi, manifestavo insieme a mia figlia Mérième, che è nata come Loren…

A cosa serve un festival? A far conoscere artisti di talento. Il festival di Sanremo esiste da tantissimo tempo e la sua popolarità arriva fino in Marocco. La sorpresa è stata totale. Ho visto il video e sentito quello che ha detto Lorena Cesarini: "Io resto nera". Ha ragione. Non ho mai sentito un attore europeo, una cantante europea affermare "io resto bianco", "io resto bianca". Ecco un esempio magnifico di meticciato riuscito: una donna bellissima, di padre italiano e madre senegalese, è in televisione per presentare una serata popolarissima. Ed ecco che dice e fa quello che nessuno aveva previsto. La mescolanza è uno straordinario motore e produttore di bellezza, senz'altro fisica ma anche mentale.

Commosso, l'ascoltavo leggere le mie frasi in italiano e mi ricordavo di quel giorno piovoso del 1997 in cui, per le strade di Parigi, manifestavo insieme a mia figlia Mérième, che è nata come Lorena nel 1987, contro le leggi che tentavano di rendere difficile la vita degli immigrati in Francia. E mia figlia scandiva con gli altri "No al razzismo", senza sapere che cosa fosse il razzismo. Tornati a casa, mi disse: "Papà, è la mia prima manifestazione e non so contro cosa manifestavo, che cos'è il razzismo? E non capisco, come si fa essere razzisti?". Tutto è partito da là: una ragazzina che voleva sapere da dove viene questo flagello, come si sviluppa, come lo giustificano alcuni, come lo usano certi esponenti politici per arrivare al potere.

Credo sia stato Jean-Paul Sartre a dire che "un libro pesa poco di fronte a un bambino maltrattato". Eppure abbiamo bisogno di libri, anche se la loro portata è limitata. Ma, dopo la serata di Sanremo, so che un libro letto da un'artista di fronte a milioni di telespettatori assume improvvisamente un'importanza inimmaginabile.

Lorena, come si dice, è una "persona di colore". Il colore della sua pelle è magnifico. Eppure, prima o poi, si imbatterà nel razzismo. Ne è consapevole, che sia in Italia o in Francia, in Marocco o in Spagna. La sua sensibilità, la sua bellezza dell'anima e del corpo l'hanno indotta a scegliere quel libretto che circola in decine di lingue nel mondo. L'emozione che provo è reale. Ma non posso credere che quel libro sia stato un argine contro il razzismo. Ha aiutato tanti bambini a comprendere i meccanismi di questo fenomeno, ma non ha sortito effetto sugli adulti, quelli che credono all'esistenza delle razze e pensano che il colore della pelle sia una scala di valore.

In Italia avete Salvini, in Francia abbiamo Zemmour, che crede all'esistenza delle razze e alla loro gerarchia. E milioni di persone gli credono e lo seguono. In questi tempi in cui la questione migratoria è diventata una grande sfida lanciata alle democrazie europee, in cui ci sono decine di uomini e donne che muoiono in mare, dove la tentazione di lasciare il proprio Paese natale resta forte e non c'è nessuna dissuasione che funzioni, in questi tempi in cui le guerre scatenano la fuga di poveri sfollati verso le frontiere dell'Europa, la voce di Lorena è stata un momento di grazia.

Come ringraziarla? Non ha fatto altro che parlare di quello che lei e i suoi fratelli e sorelle che vengono dall'Africa subiscono in una banalità volgare che i partiti di estrema destra sfruttano senza vergogna. Mohamed Mbougar Sarr, vincitore del premio Goncourt 2021, senegalese, universitario, colto, bello, indiscutibilmente nero, il giorno della sua consacrazione mi ha detto che il razzismo lui lo conosce, lo incontra ogni giorno. Per questo è importante che i personaggi diventati simboli di successo, che hanno un uditorio, un pubblico ampio che li ascolta, si esprimano e dicano l'intollerabile.

La lotta contro il razzismo è lunga e quotidiana. Deve entrare a far parte dell'educazione di base e non bisogna mai abbassare la guardia. Vorrei dire grazie a Lorena Cesarini per aver letto quelle pagine di un libro, scritto da me, certo, ma che appartiene a tutti. È un'opera che circola in così tante lingue che è divenuta necessaria in tutte le scuole, perché nessuna società può dire di se stessa: "No, non sono razzista".

(Traduzione di Fabio Galimberti)