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Il long Covid sociale e psichico

(afp)

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Nella transizione dalla pandemia all'endemia, dovremo abituarci all'idea che nella "nuova normalità" vi sarà un nuovo rischio di morte: il Covid endemico
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È facile prevedere che la pandemia di Covid-19 lascerà un segno profondo nella nostra memoria collettiva e probabilmente produrrà un mutamento duraturo nei comportamenti. Tale è stata la portata dell'evento, e tanta l'attenzione che ha generato, che questo esito appare scontato - per quanto, storicamente, non lo sia affatto. Se confrontiamo Covid con l'influenza Spagnola del 1918-19, che tra le grandi pandemie del passato è certamente quella meglio comparabile anche sotto il profilo epidemiologico, potremmo attenderci che essa abbia avuto effetti duraturi sulla memoria e sui comportamenti umani.

Così non è: tanto che in un libro famoso, lo storico Alfred Crosby la definì "la pandemia dimenticata". Eppure, la Spagnola causò un numero di vittime molto più elevato rispetto a Covid-19: si stimano almeno 50 milioni di morti in tutto il mondo, di cui circa 450.000 solo in Italia, vale a dire poco pi…

È facile prevedere che la pandemia di Covid-19 lascerà un segno profondo nella nostra memoria collettiva e probabilmente produrrà un mutamento duraturo nei comportamenti. Tale è stata la portata dell'evento, e tanta l'attenzione che ha generato, che questo esito appare scontato - per quanto, storicamente, non lo sia affatto. Se confrontiamo Covid con l'influenza Spagnola del 1918-19, che tra le grandi pandemie del passato è certamente quella meglio comparabile anche sotto il profilo epidemiologico, potremmo attenderci che essa abbia avuto effetti duraturi sulla memoria e sui comportamenti umani.

Così non è: tanto che in un libro famoso, lo storico Alfred Crosby la definì "la pandemia dimenticata". Eppure, la Spagnola causò un numero di vittime molto più elevato rispetto a Covid-19: si stimano almeno 50 milioni di morti in tutto il mondo, di cui circa 450.000 solo in Italia, vale a dire poco più dell'1% della popolazione complessiva (dall'inizio della pandemia a oggi, nel nostro Paese i morti di Covid-19 sono stati circa 146.000).

Se la Spagnola fu presto dimenticata, dunque, ciò non fu dovuto a una bassa mortalità, anzi. Le ragioni vanno cercate altrove - e per la precisione, nel contesto storico in cui ebbe luogo. Nella primavera del 1918, quando iniziò la seconda ondata di Spagnola e il virus, prima relativamente benevolo, mutò divenendo assai più letale, l'attenzione di gran parte dei Paesi occidentali era calamitata dalla prima Guerra Mondiale. In Italia, il conflitto causò tra le 550.000 e le 650.000 vittime solo tra i militari, a cui secondo molti studiosi andrebbero aggiunte alcune centinaia di migliaia di vittime tra i civili dovute a malnutrizione e altre avversità indotte dalla guerra.

La Spagnola, insomma, non fece che aggravare la conta dei morti in un contesto già tutt'altro che normale. Per giunta, l'armistizio dell'11 novembre 1918 portò nel nostro Paese a festeggiamenti generalizzati e a un diffuso senso di sollievo - che non fu scalfito neppure dall'avvio della terza ondata di Spagnola, nel dicembre di quell'anno, forse innescata proprio dall'aumento dei contatti interpersonali legati ai festeggiamenti. L'intenzione di tutti era voltare pagina e dimenticare gli orrori degli anni passati: così la Spagnola fu rimossa dalla psiche collettiva.

Ciò non accadrà con Covid-19. In primo luogo, con ogni verosimiglianza Covid non sparirà ma diventerà un'infezione endemica. In secondo luogo, al contrario della Spagnola, in questi anni di pandemia il Covid ha focalizzato l'attenzione collettiva e influenzato non solo i nostri comportamenti, ma il nostro modo di guardare agli altri e al mondo. Le politiche di contenimento della pandemia - dai lockdown all'obbligo delle mascherine e del Green Pass - hanno senz'altro contribuito a rendere la nostra visione del mondo sostanzialmente Covid-centrica. Fortunatamente questo non durerà per sempre, perché prima o poi la pandemia finirà. Ma purtroppo, qualcosa resterà: una sorta di long-Covid sociale e psicologico, i cui tratti specifici rimangono difficili da prevedere.

Una cosa però può già essere anticipata. Nella transizione dalla pandemia all'endemia, dovremo abituarci all'idea che nella "nuova normalità" vi sarà un nuovo rischio di morte: il Covid endemico, per l'appunto. Ma così come i nostri antenati hanno affrontato prove ben più terribili, dalla Peste Nera alle Guerre Mondiali, così noi dovremo accettare la situazione e adattarci: usando quella che ho definito, in un precedente pezzo su Repubblica, la rassegnazione del coraggio. Vi sono già tutti i segni che non sarà facile, ad esempio le recenti polemiche sulla chiusura delle scuole, inutile (anzi dannosa) nel contesto attuale ma psicologicamente "rassicurante" per alcuni. Solo con il coraggio potremo decidere che la crisi è finita e, finalmente, voltare pagina. 

guido.alfani@unibocconi.it