Il miracolo di Sanremo
di Alessandra Vitali , di Alessandra VitaliL'Ariston è come il bicchiere, puoi vederlo mezzo vuoto o mezzo pieno ma se sei ottimista è meglio. Amadeus ha avuto la sventura di vederlo tutto vuoto, ovvio che martedì scorso (1 febbraio) s'è commosso di fronte al pubblico che riconquistava le poltrone, occupate nel 2021 da palloncini tristi (la toppa peggio del buco). Non poteva certo finire così: l'Amadeus-ter doveva essere quello della riscossa e quello è stato: ascolti boom, social boom, serate boom. Tutti in casa davanti alla tv ma senza un decreto che ci imponesse, come un anno fa, di starci per legge. Gli ascolti son volati ancora più in alto, significa che il pubblico ha scelto. Ha pigiato il tasto 1 del telecomando e numerosi tasti dello smartphone per condividere - in modo virtuale come due anni di pandemia ci hanno abituato a fare - umori e pensieri, battute, foto, commenti cretini.
Una comunità si è riconosciuta in un grande spettacolo televisiv…
L'Ariston è come il bicchiere, puoi vederlo mezzo vuoto o mezzo pieno ma se sei ottimista è meglio. Amadeus ha avuto la sventura di vederlo tutto vuoto, ovvio che martedì scorso (1 febbraio) s'è commosso di fronte al pubblico che riconquistava le poltrone, occupate nel 2021 da palloncini tristi (la toppa peggio del buco). Non poteva certo finire così: l'Amadeus-ter doveva essere quello della riscossa e quello è stato: ascolti boom, social boom, serate boom. Tutti in casa davanti alla tv ma senza un decreto che ci imponesse, come un anno fa, di starci per legge. Gli ascolti son volati ancora più in alto, significa che il pubblico ha scelto. Ha pigiato il tasto 1 del telecomando e numerosi tasti dello smartphone per condividere - in modo virtuale come due anni di pandemia ci hanno abituato a fare - umori e pensieri, battute, foto, commenti cretini.
Una comunità si è riconosciuta in un grande spettacolo televisivo che, in quest'edizione più che nelle due precedenti, ha chiamato a raccolta mondi che non si sfiorano, realtà che parlano linguaggi differenti, culture che in condizioni normali sarebbe tosto iperlinkare ma che in quella bolla, che tra un mese avremo dimenticato, si sono impastate e hanno spinto i più giovani a spiegare, i genitori a raccontare, i nonni a ricordare, qualcuno perfino ad ascoltare.
È la "rivoluzione Amadeus", di cui si è scritto a fiumi ma che stavolta è giunta a compimento, perché il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d'amore e lui il sentimento lo ha preso e in un riquadro ha tracciato una diagonale che parte da Iva Zanicchi e Massimo Ranieri in alto a sinistra e arriva in basso a destra, a Matteo Romano e Yuman, Rkomi e Aka7even.
Nel mezzo, tutto frullato insieme: Gianni Morandi, il fenomeno al quale non dai un'età perché ce l'hai in casa da sempre, Achille Lauro, che le mamme in casa non ce lo vorrebbero affatto, i giovani che non hanno mai sentito uscire la loro voce da un vinile, le signore della musica alle quali dici Spotify e pensano a uno spray anticalcare, cinque madrine e una era un uomo, due ragazzi che sussurrano brividi d'amore e uno ha la gonna, i rapper e il grande cantattore napoletano, ogni tanto qualcuno grida "Papalina!", il Fantasanremo che ha stravolto la liturgia come il cane in chiesa.
Amadeus è il capitano di una paranza e ha servito il fritto misto sulle tavole degli italiani, prelibato come il live di Cremonini, le irruzioni di Zalone, la sorpresa Jovanotti. La qualità. Perché va bene le commistioni, ma la musica è una roba seria. I social hanno fatto il resto, perché l'importante è partecipare e chisseneimporta se poi in duecento ti mandano a quel paese ma almeno ti senti vivo, ascoltato, in compagnia, buona o pessima non fa niente.
Compiuta è la missione, anche, di aver raggiunto un pubblico altro rispetto ai Sanremo d'antan, merito delle scelte musicali (Rkomi vostra zia non lo conosce ma Taxi Driver è l'album più ascoltato del 2021 e una ragione ci sarà) e dello "spacchettamento" sulla piattaforma, già avviato negli anni passati, così vai su RaiPlay e ti rivedi e riascolti solo quello che ti piace, insomma quella modalità di fruizione dell'intrattenimento che fino a qualche anno fa era impensabile associare al Festival.
Tra poco questa edizione sarà un ricordo sbiadito, già oggi la smania del Fantasanremo verrà rimpiazzata da quella del "chi ci sarà dopo di te" e chissà che Amadeus non accetti di ingranare la quarta, o se toccherà a "una donna" (segue dibattito). Certo è che per ritrovare uno spettacolo di questo livello bisognerà aspettare un altro anno, sopravvivere a pupazzi di gomma dai quali emergono attempati cantanti in debito d'ossigeno, a talent fotocopia, a format yé-yé in cui brillanti promesse della conduzione si arenano al secondo stadio del paradigma di Arbasino. Oggi le acque si richiudono, come nel finale di Moby Dick, Amadeus-Ismaele se ne torna ai Soliti ignoti. Per scrutare il futuro gli basta il Binocolone.