In un mare social di infelicità. Lettera aperta ai miei cari leoni da tastiera
di Natalia Aspesi , di Natalia AspesiPare che io abbia insultato una intera categoria di onesti lavoratori, in questo caso i bidelli, per avere scritto che un leggiadro spettacolo di varietà come Sanremo non è un manifesto politico e quindi non capivo perché dovesse includere, del resto con molta ritrosia, vari tipi umani, come invece è giusto per i concorsi professionali, per esempio per bidelli, intendendo, donne, uomini, etnie e altro.
Dice la signora Patrizia, patrona dei collaboratori scolastici anche laureati, che il verbo "includere" per paragonare l'aurea figura del bidello alle eterogenee vallette di Sanremo, Muti, Cesarini, Foer, Giannetta, Ferilli, è l'equivalente di aver scritto "negro" o "checca". Mi trovo impreparata a capire.
Anche il barbuto Maurizio ce l'ha con me, "francamente mi sono rotto le palle di beccare le tue sciocchezze sotto ogni post del mio prof. Dacci un taglio, cazzo!". Il suo prof è un noto int…
Pare che io abbia insultato una intera categoria di onesti lavoratori, in questo caso i bidelli, per avere scritto che un leggiadro spettacolo di varietà come Sanremo non è un manifesto politico e quindi non capivo perché dovesse includere, del resto con molta ritrosia, vari tipi umani, come invece è giusto per i concorsi professionali, per esempio per bidelli, intendendo, donne, uomini, etnie e altro.
Dice la signora Patrizia, patrona dei collaboratori scolastici anche laureati, che il verbo "includere" per paragonare l'aurea figura del bidello alle eterogenee vallette di Sanremo, Muti, Cesarini, Foer, Giannetta, Ferilli, è l'equivalente di aver scritto "negro" o "checca". Mi trovo impreparata a capire.
Anche il barbuto Maurizio ce l'ha con me, "francamente mi sono rotto le palle di beccare le tue sciocchezze sotto ogni post del mio prof. Dacci un taglio, cazzo!". Il suo prof è un noto intellettuale da me seguito con interesse nei suoi scritti, che ebbe come troppi l'infortunio di farsi intrappolare dal solito Facebook, da cui lancia luttuosi strali contro il governo e altri poteri. Che talvolta io commento leggiadramente. Non si può.
Più della sgridata mi fa effetto che un giovanotto soffra perché si tenta di scherzare col suo professore. Magari se gli avessi augurato la morte non ci avrebbe fatto caso.
Facebook e gli altri sono luoghi sacrali dove, basta che tu non scriva "busone" o "grassona", ti consentono qualsiasi bizzarria. Quindi è chiaro che questi social network sono stati costruiti apposta come trappole per sviare il cattivo umore da innocui busoni e grassone. Guai, saltan su subito i samurai della correttezza. Non per togliere il cattivo umore ma per renderlo addirittura più efferato su temi più consistenti.
Io non posso scrivere senza nessun malanimo "frocio", ma non vedo perché "non binario" non possa essere offensivo per la sua gelida definizione senza storia, senza umanità, senza verità. A parte la noia.
Di solito passo oltre, anche se questo mare di infelicità mi deprime, ma sono rimasta davvero male quando questi ciabattoni dell'eterna apocalisse hanno cominciato a prendersela con papa Francesco da Fabio Fazio. Volendo, era una bella novità e mi venivano in mente le immagini di Pio XII seduto su un trono mobile vestito d'oro e con un'enorme mitra ingioiellata in testa, circondato da cardinali e flabelli e altri segni di sacro potere.
I social sono luoghi di lamento e invettiva, vigilati dalle attuali SS, i Suscettibili della Soncini. E pure in una situazione più straordinaria di un litigio al Grande Fratello, quale un Papa in uno studio televisivo (più di così non si può) dove di solito vanno gli amati Nino Frassica e Orietta Berti, i twittaioli si sono come di dovere subito imbufaliti, come sempre per ragioni opposte.
Pareva più ovvio ascoltare e riflettere, ma i ragazzi del web non hanno tempo per queste ovvietà, anche perché come Papa loro sarebbero meglio, e figuriamoci come Fazio, avrebbero lapidato Francesco di vere domande da papa cancel culture, tipo: "Non le sembra suo dovere buttare al macero tutto ciò che riguarda il suo collega Borgia?".
Chiunque twitta vuole solo fare stragi sia di sconosciuti che di potenti, non certo provare a dialogare se non con piacevoli seduttori, che si sa son lì per fregarti e già in troppi ti han clonato la carta di credito.
Ciò che mi stupisce più di tutto, oltre il costante brontolio, è proprio questa stravaganza. Milioni di cittadini, virologi, maestre, registi, pensionati, escort, ingegneri e bidelli, chiunque altro, saprebbero come far funzionare il Paese, ma nessuno dà loro retta. E vuoi non essere incazzato?