Caro bollette, prezzi trasparenti
di Chiara Saraceno , di Chiara SaracenoÈ probabilmente vero che il decreto approvato venerdì 18 febbraio per venire incontro al caro energia che si è abbattuto su famiglie e imprese non è sufficiente finanziariamente e lascia fuori molte piccole aziende che, pur non essendo energivore, subiscono l'aumento dei costi del materiale prodotto e venduto da quelle che lo sono. Così come tutti noi, oltre al caro bollette, paghiamo anche i rincari dei prodotti che acquistiamo per il nostro consumo quotidiano. Rincari che vengono scaricati sul consumatore - in bolletta o al supermercato - immediatamente, non appena viene annunciato un aumento dei prezzi alla fonte, senza passaggio intermedio, anche se quel prodotto è stato acquistato (ad esempio la benzina) o prodotto da chi lo vende quando il costo era più basso e garantito stabile da contratti poliennali. Così come i prezzi al consumo tendono a rimanere alti ben più a lungo che alla fonte e quasi mai a scendere in …
È probabilmente vero che il decreto approvato venerdì 18 febbraio per venire incontro al caro energia che si è abbattuto su famiglie e imprese non è sufficiente finanziariamente e lascia fuori molte piccole aziende che, pur non essendo energivore, subiscono l'aumento dei costi del materiale prodotto e venduto da quelle che lo sono. Così come tutti noi, oltre al caro bollette, paghiamo anche i rincari dei prodotti che acquistiamo per il nostro consumo quotidiano. Rincari che vengono scaricati sul consumatore - in bolletta o al supermercato - immediatamente, non appena viene annunciato un aumento dei prezzi alla fonte, senza passaggio intermedio, anche se quel prodotto è stato acquistato (ad esempio la benzina) o prodotto da chi lo vende quando il costo era più basso e garantito stabile da contratti poliennali. Così come i prezzi al consumo tendono a rimanere alti ben più a lungo che alla fonte e quasi mai a scendere in proporzione. È un fenomeno in Italia ben noto nel caso della benzina.
Proprio per questo rimane incomprensibile e inaccettabile il fatto che si sia, almeno per ora, rinunciato a toccare i super profitti fatti dalle aziende energetiche in questo contesto di aumento dei prezzi. Che i super profitti ci siano è noto e persino ammesso dagli interessati ed evidenziato nei bilanci, anche se esiste un segreto industriale sul costo dell'energia alla fonte, quasi si trattasse di una ricetta su cui fondare il proprio prestigio di cuochi, o della formula di un vaccino frutto di lunghi studi e sperimentazioni.
Il governo avrebbe la possibilità di imporre una norma di trasparenza sulla formazione dei prezzi, a tutela dei consumatori, delle norme sulla concorrenza e dell'equità fiscale. Avrebbe anche la possibilità, anzi il dovere, vuoi di tassare i super profitti vuoi di imporne la riduzione se non l'annullamento. Altrimenti con il suo intervento rischia di fatto di finanziarli. Un regalo (e una beffa per i contribuenti, le famiglie e le imprese) davvero inaccettabile.
Tanto più che la percezione che qualche cosa non vada nel mercato dell'energia e nella formazione dei prezzi al consumo è andata crescendo da quando c'è stata la liberalizzazione e la creazione del mercato dell'energia. I consumatori hanno visto pochi benefici e pochissima trasparenza nelle offerte da cui sono costantemente bombardati in una sorta di stalking quotidiano, con la sensazione che, più che di scegliere con una oculata valutazione degli elementi in gioco, si tratti di giocare d'azzardo. Questa potrebbe essere l'occasione per introdurre più trasparenza, anche a livello comunicativo, in un settore cruciale per tutti.
Anche il secondo decreto approvato dal governo, quello che ri-regola il superbonus edilizio, lascia un po' l'amaro in bocca. Sono state definite nuove regole per la cessione del credito e la sua tracciabilità, per evitare i vistosi imbrogli con cui sono andati perduti miliardi (altro che "i furbetti del RdC"). Ma non si è colta l'occasione per cancellarne l'estensione alle seconde case e magari introdurre un limite massimo di reddito.
Anche se meno scandaloso del regalo alle aziende energetiche, anche questo è un regalo non solo alle imprese edili che hanno immediatamente alzato i prezzi (senza alzare i compensi dei lavoratori e talvolta senza garantirne la sicurezza), ma anche agli individui e alle famiglie più abbienti. In un contesto di diseguaglianze sociali e di disagio abitativo crescenti, questa redistribuzione alla rovescia è di difficile comprensione.