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Ora la Russia è un paria

(afp)

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La dottrina della guerra finanziaria
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È una specie di bomba nucleare finanziaria che si sta abbattendo sulla Russia". Sono parole durissime, che potrebbero sembrare eccessive se a pronunciarle non fosse Sergei Aleksashenko.
L'ex vicegovernatore della banca centrale russa sa di cosa parla e ha ragione: mentre le bombe piovono sulle città ucraine, l'Occidente ha lanciato una guerra finanziaria senza pari contro Putin e la "Fortezza Russia" - la struttura economica autoctona creata proprio per salvaguardare il Paese da attacchi stranieri. Le sanzioni coordinate da parte di Usa, Unione Europea, Regno Unito, ma anche Canada, Giappone e Svizzera, rappresentano una pietra miliare per le strategie geopolitiche delle democrazie liberali nei confronti di nemici che non rispettano le nostre regole. Alla deterrenza militare della Guerra Fredda viene oggi sostituita l'asfissia economica. Vladimir Putin ne è il primo obiettivo ma Xi Jinping farebbe bene a prendere appunti visto che gli sc…

È una specie di bomba nucleare finanziaria che si sta abbattendo sulla Russia". Sono parole durissime, che potrebbero sembrare eccessive se a pronunciarle non fosse Sergei Aleksashenko.
L'ex vicegovernatore della banca centrale russa sa di cosa parla e ha ragione: mentre le bombe piovono sulle città ucraine, l'Occidente ha lanciato una guerra finanziaria senza pari contro Putin e la "Fortezza Russia" - la struttura economica autoctona creata proprio per salvaguardare il Paese da attacchi stranieri. Le sanzioni coordinate da parte di Usa, Unione Europea, Regno Unito, ma anche Canada, Giappone e Svizzera, rappresentano una pietra miliare per le strategie geopolitiche delle democrazie liberali nei confronti di nemici che non rispettano le nostre regole. Alla deterrenza militare della Guerra Fredda viene oggi sostituita l'asfissia economica. Vladimir Putin ne è il primo obiettivo ma Xi Jinping farebbe bene a prendere appunti visto che gli schemi saranno simili qualora la Cina avanzasse brame imperialistiche su Taiwan.


L'enorme svantaggio di questa dottrina è che, a differenza della teoria della mutual assured destruction del passato - la distruzione reciproca garantita dall'uso delle testate atomiche - le battaglie economiche non sono riuscite ad impedire l'aggressione all'Ucraina. Il loro vero test, allora, è se funzioneranno a mettere in ginocchio la Russia e costringerla ad un negoziato vero, sincero e concreto (a differenza di quello farsesco di ieri a Gomel).


Il bersaglio principale dell'ultima salva di sanzioni sono il tesoro della Fortezza Russia, ovvero i 630 miliardi di dollari di riserve custodite nei forzieri della banca centrale. Erano l'arma segreta di Putin contro tutte le altre misure punitive perché potevano essere utilizzate per comprare qualsiasi cosa servisse alla Russia da Paesi vassalli o alleati. Da domenica, ciò non è più possibile perché, per la prima volta nella Storia, le riserve di una banca centrale di un Paese del G-20 sono state completamente congelate.
La mossa dell'Occidente va a colpire più di 400 miliardi di dollari custoditi nei caveau di Mosca. Come ha spiegato Josh Lipsky, un ex consigliere del Fondo Monetario Internazionale, a Politico: "È come perdere l'intero Pil dell'Austria dal tuo conto in banca durante la notte".


A Putin rimangono circa 130 miliardi di dollari di riserve auree che, in teoria, potrebbe vendere sul mercato internazionale ma non sarà facile, o rapido, trovare compratori in queste condizioni. E poi ci sono circa 60 miliardi di yuan che la Russia potrebbe provare a scambiare per valuta pregiata con banche cinesi ma, anche lì, non è detto che Xi voglia prendersi il rischio di far imbufalire gli Usa e l'Europa.


Senza altre vie di uscita, la Russia precipiterà in una crisi monetaria, finanziaria e di liquidità che è già cominciata ieri, con le file ai bancomat, il crollo del rublo e la decisione-panico di raddoppiare i tassi d'interesse. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare mosse ancora più disperate, come il divieto di spostare capitali dalla Russia all'estero, che danneggerebbero investitori, banche ed aziende straniere.


Per i sudditi di Putin, invece, questo crac finanziario porterà ad un inflazione rampante, ad un deterioramento notevole nelle condizioni di vita e alla scomparsa di gran parte dei loro risparmi. La speranza delle potenze occidentali è che la sofferenza porti la gente comune a ribellarsi, o quantomeno ad appoggiare tentativi di defenestrare lo zar.


Nessuno può prevedere come Putin reagirà a questo attacco frontale all'indipendenza economica del Paese. Il pericolo di esplosioni militari e ritorsioni commerciali è notevole, soprattutto sull'energia, ma la Russia sa che la coalizione occidentale può aumentare ulteriormente la pressione. Le misure allo studio sono molte - da un altro giro di vite sui pagamenti internazionali al bando alle esportazioni di gas e petrolio, al sequestro dei beni dei tanti oligarchi che fanno la bella vita nei nostri Paesi.
Ma un primo risultato le sanzioni lo hanno già raggiunto: la Russia da oggi è un paria economico.