Sale il prezzo del gas e con lui le nostre bollette. Sale il prezzo del petrolio e il pieno dal benzinaio diventa un investimento per ricchi. Salgono i prezzi dei cereali e del grano e di conseguenza delle farine. Salgono i prezzi di alluminio, rame, zinco e ferro che sono materiali grezzi, che peseranno prima sull'industria e dopo su tutti noi. Salgono i prezzi di oro e argento, beni rifugio che si comprano quando non si crede più in nient'altro. Sale anche il prezzo del legname perché l'Ucraina, oltre a essere il granaio d'Europa, ospita le foreste a cui attingiamo.
Putin ha invaso l'Ucraina. Europa e Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Russia. La guerra, oltre a portare il suo atroce carico di vittime innocenti e di devastazione, di paura e di insensatezza, dilaga in mille rivoli capaci di insinuarsi nella nostra quotidianità, in forma di incubi di notte e di carrelli della spesa proibitivi di giorno.
Mario Draghi ci chiede sacrifici. &q…
Sale il prezzo del gas e con lui le nostre bollette. Sale il prezzo del petrolio e il pieno dal benzinaio diventa un investimento per ricchi. Salgono i prezzi dei cereali e del grano e di conseguenza delle farine. Salgono i prezzi di alluminio, rame, zinco e ferro che sono materiali grezzi, che peseranno prima sull'industria e dopo su tutti noi. Salgono i prezzi di oro e argento, beni rifugio che si comprano quando non si crede più in nient'altro. Sale anche il prezzo del legname perché l'Ucraina, oltre a essere il granaio d'Europa, ospita le foreste a cui attingiamo.
Putin ha invaso l'Ucraina. Europa e Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Russia. La guerra, oltre a portare il suo atroce carico di vittime innocenti e di devastazione, di paura e di insensatezza, dilaga in mille rivoli capaci di insinuarsi nella nostra quotidianità, in forma di incubi di notte e di carrelli della spesa proibitivi di giorno.
Mario Draghi ci chiede sacrifici. "La lotta che appoggiamo oggi, i sacrifici che compiremo domani sono una difesa dei nostri principi e del nostro futuro", ha detto al Senato.
Siamo diventati campioni mondiali di sacrifici. Sono due anni che ci esercitiamo in questa pratica nobile, sfinente, votata al sacro in un mondo talmente profano da essere blasfemo. Sacrifici quotidiani ci sono stati chiesti durante la pandemia. Abbiamo rinunciato alla prossimità, alla socialità, alla scuola come la conoscevamo, alla fuga, ai volti, al sesso occasionale. Qualcuno, a furia di rinunce, ha perso il senno, qualcuno il lavoro e la vita di prima.
Ma adesso, mentre ancora ci aggiriamo con mascherine in faccia e igienizzante in tasca, è diverso. Vicino a casa nostra è scoppiata una guerra di cui ignoriamo conseguenze e durata e, nel frattempo, l'inflazione è cresciuta in febbraio del 5,7% su base annua, come non accadeva dal 1995.
I sacrifici economici, a differenza del distanziamento, sono una penitenza regressiva: il loro costo colpisce chi ha poco e plana lieve su chi ha molto.
Ognuno secondo le proprie capacità, ridimensionando i propri bisogni, prepariamoci dunque a questi sacrifici. Spegniamo il riscaldamento anche se fa ancora freddo, laviamoci in fretta, senza indugiare in tiepide mollezze, evitiamo l'auto ove possibile. Siamo frugali ma non troppo perché lo spettro della stagflazione - termine spigoloso e temibile che indica un corto circuito per l'economia, fatto di inflazione e stagnazione - ci fa la posta ogni volta che stringiamo la cinghia e rinunciamo a un acquisto, a un investimento, a una follia compulsiva.
Spiego ai miei figli il nuovo corso. "Era ora", rispondono, fratelli zelanti di Greta Thunberg, integralisti del risparmio energetico, dispensatori di strali censori contro la nostra improntitudine ambientale.
Ripenso con nostalgia al tempo in cui lei, ragazzina svedese poco più che bambina, chiedeva ai leader del mondo, ma anche a tutti noi adulti, come osavamo rubarle i sogni e l'infanzia con le nostre parole vuote. "Le nostre case vanno a fuoco", ci avvertiva. "Voglio che sentiate la paura che sento io ogni giorno".
A suo modo è stata profetica.
Penseremo a lei e forse anche un po' a Draghi quando prenderemo la bicicletta perché l'auto non ce la potremo permettere (ma a Greta diremo che inquina troppo). Penseremo a loro quando domani affronteremo i nostri sacrifici. E ci sentiremo molto fortunati se la guerra l'avremo vissuta soltanto nelle bollette della luce e nel gas, in qualche brivido durante l'inverno, in una doccia fredda, nei nostri polpacci da ciclisti.
Mio figlio è andato al supermercato per comprare beni di prima necessità per i profughi ucraini. "È un'iniziativa della mia scuola". È tornato con due enormi sacchetti colmi di assorbenti igienici e di pannolini. "E la farina? E la pasta?". "Ho letto che costano sempre di più e ho preferito optare per altri prodotti, sempre molto utili". Ci possiamo ancora permettere uno stralunato candore. Già, siamo molto fortunati.
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