“La guerra non appartiene alla storia delle donne” diceva Virginia Woolf. Non sono loro a decidere
le guerre. Ma ne pagano terribilmente le conseguenze. Le guerre portano dolori terribili, carneficine, stupri. Uomini, donne, bambini calpestati e umiliati nelle loro identità, nei loro corpi violati.
La guerra fa emergere la disumanità, la cattiveria. Deve essere fermata con tutte le nostre forze. La guerra acceca gli uomini. La guerra calpesta tutti i diritti e tutti gli esseri umani. È scatenata da pochi uomini e passa sopra a uomini, donne, bambini ,anziani. Oggi più che mai la guerra in mano a dittatori senza scrupoli, come Putin, super armati può portare alla fine del pianeta. E non può passare il principio che basta invadere un paese, distruggerlo per annetterselo in barba al diritto internazionale.
Questa guerra passa sopra la testa dei popoli.
Le donne sono una grande risorsa nel prevenire le guerre. Con la loro capacit&agra…
“La guerra non appartiene alla storia delle donne” diceva Virginia Woolf. Non sono loro a decidere
le guerre. Ma ne pagano terribilmente le conseguenze. Le guerre portano dolori terribili, carneficine, stupri. Uomini, donne, bambini calpestati e umiliati nelle loro identità, nei loro corpi violati.
La guerra fa emergere la disumanità, la cattiveria. Deve essere fermata con tutte le nostre forze. La guerra acceca gli uomini. La guerra calpesta tutti i diritti e tutti gli esseri umani. È scatenata da pochi uomini e passa sopra a uomini, donne, bambini ,anziani. Oggi più che mai la guerra in mano a dittatori senza scrupoli, come Putin, super armati può portare alla fine del pianeta. E non può passare il principio che basta invadere un paese, distruggerlo per annetterselo in barba al diritto internazionale.
Questa guerra passa sopra la testa dei popoli.
Le donne sono una grande risorsa nel prevenire le guerre. Con la loro capacità di tessere reti, abbattere muri e costruire ponti. Sono una grande risorsa per il dialogo (quanto manca Angela Merkel in questo momento!) Sono fondamentali per ricostruire dopo il disastro. Sono cruciali nei processi di integrazione dei rifugiati, perché ne rappresentano la maggioranza con i bambini. Sono preziose anche nella resistenza, in tutti i modi possibili anche mentre imparano a fare le molotov per difendere il loro popolo, anche quando combattono in prima linea per la libertà.
Dobbiamo sostenere le donne ucraine che coraggiosamente resistono e il loro popolo.
Possiamo farlo manifestando in tanti. Accogliendole e sostenendole nel nostro Paese dove arriveranno con
il dolore di aver lasciato la propria terra, con il cuore spezzato per essersi allontanate dai propri cari, con il coraggio di vivere lontane e l’angoscia per le condizioni di chi resta. Bisogna fare l’impossibile per fermare la barbarie e sostenere il popolo ucraino.Questa guerra è terribile, libertà, indipendenza, democrazia devono essere ripristinati in Ucraina.
Sono tante le donne che si battono per i diritti negati nel mondo. Pensiamo alle afgane ripiombate nel Medioevo dopo il ritiro frettoloso degli Stati Uniti e dell’Occidente. Private di tutti i diritti, senza istruzione, senza libertà di vivere la propria vita, né di scegliere il proprio amore, presente e futuro libero negato.
Pensiamo alle russe incarcerate se manifestano.
Che non poche volte fanno la fine di Anna Politkovskaja la giornalista uccisa nel 2006 per aver denunciato le atrocità in Cecenia. Una grande donna che diceva in quegli anni “Con il presidente Putin non riusciremo a dare forma alla nostra democrazia, torneremo solo al passato... Solo un cambio di leadership potrebbe consentirmi di sperare.” Purtroppo non ha potuto vederlo quel cambio. Ma aveva capito bene la situazione. Non si era fatta intimidire dalle minacce. Il suo amore per il giornalismo e per i diritti l’ha accompagnata nella sua azione. E aggiungeva “Bisogna essere disposti a sopportare molto, per amore della libertà.” Anche a perdere la vita, purtroppo.
La forza delle donne è sempre stata una preziosa risorsa per la libertà di tutti e la democrazia. Le donne sono costruttrici di reti di relazione, di tessuto sociale. Sono costruttrici di pace. La democrazia a sua volta è una condizione necessaria per il raggiungimento della libertà femminile.Condizione necessaria, ricordiamocelo, non sufficiente.
Linda Laura Sabbadini è direttora centrale Istat. Le opinioni qui espresse sono esclusiva responsabilità dell’autrice e non impegnano l’Istat