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La piazza per Kiev un test di maturità

(ansa)

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Sabato la manifestazione a Firenze per la pace in Ucraina
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Sabato a Firenze, in piazza Santa Croce, si prevede una manifestazione affollata ed esplicita fin dal titolo: "Le città dalla parte dell'Ucraina". Quindi nessuna ambiguità, nessun appello generico che finisce, magari in buona fede, per non distinguere tra aggressore e aggredito. A Firenze si riuniranno sindaci, presidenti di Regione, gonfaloni d'ogni tipo. Ci saranno sigle sindacali e organizzazioni sociali. Ci saranno anche gli esponenti della politica, anzi c'è da augurarsi che rispondano numerosi al manifesto del sindaco Nardella. Il quale è a capo di una giunta di centrosinistra, ma ha fatto in modo che la manifestazione non abbia colore politico e sia aperta a tutti. Come dire che gli assenti avranno torto, siano essi di sinistra o di destra.


In breve, l'appuntamento è molto significativo. Arriva nell'ora più cupa per il destino dell'Ucraina. Nell'ultima settimana la situazione sul campo si è…

Sabato a Firenze, in piazza Santa Croce, si prevede una manifestazione affollata ed esplicita fin dal titolo: "Le città dalla parte dell'Ucraina". Quindi nessuna ambiguità, nessun appello generico che finisce, magari in buona fede, per non distinguere tra aggressore e aggredito. A Firenze si riuniranno sindaci, presidenti di Regione, gonfaloni d'ogni tipo. Ci saranno sigle sindacali e organizzazioni sociali. Ci saranno anche gli esponenti della politica, anzi c'è da augurarsi che rispondano numerosi al manifesto del sindaco Nardella. Il quale è a capo di una giunta di centrosinistra, ma ha fatto in modo che la manifestazione non abbia colore politico e sia aperta a tutti. Come dire che gli assenti avranno torto, siano essi di sinistra o di destra.


In breve, l'appuntamento è molto significativo. Arriva nell'ora più cupa per il destino dell'Ucraina. Nell'ultima settimana la situazione sul campo si è fatta di giorno in giorno più grave, mentre le responsabilità si rivelano sempre più evidenti e certi distinguo sono diventati meno accettabili. Sabato scorso, nella romana piazza San Giovanni, la Cgil di Landini aveva promosso un raduno per la pace al quale la Cisl non aveva aderito e in cui non erano mancati discorsi dai toni discutibili e slogan in quel contesto fuorvianti (del genere "né con Putin né con la Nato"). Di sicuro le bandiere dell'Ucraina erano quasi assenti, sostituite dai meno impegnativi vessilli arcobaleno. Nel concreto, una manifestazione che aveva diviso anziché unire l'opinione pubblica. Ma da allora è appunto passata una settimana che non è mai sembrata così lunga. La posizione agnostica ("né...né...") ha perso senso, man mano che l'offensiva russa è andata avanti e gli orrori della guerra sono cresciuti.


Domani a Firenze saranno spazzati via i dubbi e le zone d'ombra di San Giovanni. La piazza stavolta tende a unire nel segno della vicinanza ideale a Kiev. E infatti i segretari della Cgil e della Cisl saranno entrambi presenti, insieme alla Uil. Come sarà presente l'Anpi, che era già a Roma la settimana scorsa: ma in questo caso, a differenza di quanto accaduto nella capitale, i suoi dirigenti si troveranno circondati dalle bandiere giallo-azzurre. A ricordare che è in Ucraina oggi che si canta Bella Ciao.


Non è ancora chiaro quali e quanti rappresentanti politici arriveranno. Ci sarà Enrico Letta, la cui posizione a sostegno del governo e della popolazione ucraina è sempre stata netta. Non ci saranno a quanto pare i Cinque Stelle che preferiscono un'occasione minore a Napoli. In realtà sarebbe opportuno che a Firenze si ritrovassero tutte le forze politiche che sostengono il governo Draghi in Parlamento, così da dimostrare che il dissenso su singole questioni domestiche (il catasto e altro) si stempera di fronte alla tragedia internazionale, rispetto alla quale il paese ha interesse a mostrarsi il più possibile unito. E questo vale anche per Giorgia Meloni che si colloca, è vero, all'opposizione dell'esecutivo, ma che si è distinta fin dall'inizio della crisi per una linea atlantica, assai più rigorosa di quella del "partner" leghista.


In fondo si tratta di una grande causa di politica estera in cui l'Italia può mostrare al mondo la propria coesione, nel segno non solo della solidarietà, ma della difesa del diritto internazionale. Sarebbe una prova di maturità non trascurabile per la classe politica nel suo insieme, al di là delle fazioni.