✕

Vladimir Putin, disperato e pericoloso

Mosca, il presidente russo Vladimir Putin (ansa)

Ascolta l'audio

Il presidente russo raddoppia l'aggressività dell'offensiva anche se la sua posizione strategica si sta indebolendo
2 minuti di lettura

Il regime del presidente russo Vladimir Putin sta mostrando segni di una crescente disperazione, man mano che la guerra che ha scatenato contro l'Ucraina precipita sempre più nella confusione. Putin sa che sta perdendo e raddoppia l'aggressività dell'offensiva anche se la sua posizione strategica si sta indebolendo. Questo significa che stiamo entrando nella fase più pericolosa dell'infausta campagna putiniana.

Gli Stati Uniti e l'Occidente devono gestire la situazione con attenzione. Invece di dire quello che non faremo, faremmo bene a fare in modo che Putin si preoccupi di quello che potremmo fare. Putin non ha alcun bisogno di complicare la sua guerra trascinandoci dentro anche noi.

Dobbiamo mostrare forza per scoraggiare Mosca dal ricorrere ad armi di distruzione di massa o attaccare i territori o le forze della Nato e dobbiamo dare agli ucraini i mezzi per combattere e sopravvivere fino a quando l'assalto russo non si sgretoler&agrav…

Il regime del presidente russo Vladimir Putin sta mostrando segni di una crescente disperazione, man mano che la guerra che ha scatenato contro l'Ucraina precipita sempre più nella confusione. Putin sa che sta perdendo e raddoppia l'aggressività dell'offensiva anche se la sua posizione strategica si sta indebolendo. Questo significa che stiamo entrando nella fase più pericolosa dell'infausta campagna putiniana.

Gli Stati Uniti e l'Occidente devono gestire la situazione con attenzione. Invece di dire quello che non faremo, faremmo bene a fare in modo che Putin si preoccupi di quello che potremmo fare. Putin non ha alcun bisogno di complicare la sua guerra trascinandoci dentro anche noi.

Dobbiamo mostrare forza per scoraggiare Mosca dal ricorrere ad armi di distruzione di massa o attaccare i territori o le forze della Nato e dobbiamo dare agli ucraini i mezzi per combattere e sopravvivere fino a quando l'assalto russo non si sgretolerà.

La chiave per la sopravvivenza dell'Ucraina è respingere i russi abbastanza a lungo perché le sanzioni facciano effetto e altri leader a Mosca si rendano conto della devastazione economica e militare che Putin sta infliggendo al suo Paese e intervengano per fermarla.

La disperazione di Putin è evidente. Per rendersene conto, basta guardare le sue mosse negli ultimi giorni: passare dalla tattica di prendere di mira le forze militari ucraine a quella di attaccare deliberatamente la popolazione civile per spezzarne la forza di volontà; colpire le infrastrutture energetiche e impedire che i danni vengano riparati, per privare la popolazione di riscaldamento, elettricità e acqua; mettere agli arresti domiciliari gli agenti dei servizi di intelligence russi, ufficialmente per punirli degli insuccessi, ma forse anche per prevenire un colpo di Stato; chiedere supporto militare alla Cina e invocare il reclutamento di mercenari per affiancare le truppe russe in difficoltà; minacciare le forze di Paesi Nato che contribuiscono a rifornire Kiev per provare a interrompere questi rifornimenti (che hanno effetto); ventilare la possibilità di un uso di armi chimiche, biologiche e nucleari, minacciando implicitamente che possa essere la Russia a impiegarle; sparare missili a lunga gittata contro una base ucraina vicina al confine polacco, rischiando di uccidere ufficiali Nato o colpire per sbaglio un territorio Nato, provocando di conseguenza una risposta.

Queste non sono le azioni di un leader che confida di poter vincere. Al contrario, Putin mostra tutti i segni di un uomo che sa che il suo azzardo sta fallendo. Si ritrova stretto fra un'operazione militare impantanata e un'economia in caduta libera. L'ultima cosa che vuole è peggiorare la situazione trascinando gli Usa o la Nato nel conflitto.

Questo mette in evidenza due cose. La prima è che Putin, consapevole che la sua guerra sta andando male, farà qualunque cosa per rilanciarla e recuperare un vantaggio che vede sfuggirgli, senza preoccuparsi dei costi.

È un momento di massimo pericolo. Non ci sono limiti, in termini di armi, obbiettivi, tattiche o sofferenze umane, che Putin non sia disposto a varcare. Potrebbe intensificare il livello dello scontro o ricorrere ad armi di distruzione di massa, se non vedesse altra scelta.

La seconda è che, proprio per questa ragione, il sostegno occidentale all'Ucraina (e la deterrenza nei confronti della Russia) è più necessario che mai.

La chiave per la sconfitta di Putin è la sopravvivenza dell'Ucraina. Bisogna fornire a Kiev qualsiasi cosa e il più in fretta possibile: aiuti umanitari, sostegno per l'energia, informazioni di intelligence, Mig-29, aerei da attacco al suolo A-10, sistemi di difesa antiaerea, missili antinave e altri sistemi anticarro. Il tempo è fondamentale.

Quanto alla deterrenza, dal presidente Biden deve venire un avvertimento chiaro che qualunque uso di armi biologiche, chimiche o nucleari troverà una risposta decisa. Dobbiamo anche diffondere l'informazione che i capi militari russi saranno considerati individualmente responsabili di qualsiasi crimine di guerra commesso.

Gli ucraini stanno facendo cose eccezionali: stanno respingendo le forze di terra di Putin, tagliando le linee di rifornimento, negando alle forze russe la superiorità aerea. Hanno dimostrato di essere un esercito di grande capacità che è in grado di assorbire l'assistenza militare occidentale. Hanno una volontà d'acciaio.

L'Occidente deve dimostrare la stessa capacità, garantendo rifornimenti e fronteggiando le minacce. Putin vorrebbe vincere la guerra con l'intimidazione. Noi dobbiamo dimostrargli che non siamo intimiditi e siamo anzi determinati a fare in modo che l'Ucraina sopravviva mentre Putin porta allo sfinimento l'economia e le forze armate del suo Paese.

(Traduzione di Fabio Galimberti)