Covid, perché chiudere non serve
di Guido Silvestri , di Guido SilvestriLa storia del Covid è la storia dell'emergere delle sue varianti, con due fasi distinte: la prima, che va dal virus Wuhan fino alla Delta, in cui Sars-CoV-2 acquista sia trasmissibilità (ovvero capacità di infettare più persone) che patogenicità (ovvero capacità di causare malattia più severa), e la seconda, con lo sviluppo di Omicron e delle sue sottovarianti, in cui il virus aumenta di molto la sua trasmissibilità ma perde nettamente in patogenicità. Quest'ultima osservazione viene non solo dai dati clinici ma anche da studi in vitro e sull'animale da esperimento, con meccanismi molecolari ormai chiari e legati all'interazione della Spike di Omicron con fattori cellulari come Tmprss2 e Ifitm1. La trattazione in dettaglio di questi aspetti va oltre lo scopo di questo articolo, ma va osservato come Nature, la rivista scientifica più prestigiosa al mondo, abbia pubblicato nel suo ultimo numero addirit…
La storia del Covid è la storia dell'emergere delle sue varianti, con due fasi distinte: la prima, che va dal virus Wuhan fino alla Delta, in cui Sars-CoV-2 acquista sia trasmissibilità (ovvero capacità di infettare più persone) che patogenicità (ovvero capacità di causare malattia più severa), e la seconda, con lo sviluppo di Omicron e delle sue sottovarianti, in cui il virus aumenta di molto la sua trasmissibilità ma perde nettamente in patogenicità. Quest'ultima osservazione viene non solo dai dati clinici ma anche da studi in vitro e sull'animale da esperimento, con meccanismi molecolari ormai chiari e legati all'interazione della Spike di Omicron con fattori cellulari come Tmprss2 e Ifitm1. La trattazione in dettaglio di questi aspetti va oltre lo scopo di questo articolo, ma va osservato come Nature, la rivista scientifica più prestigiosa al mondo, abbia pubblicato nel suo ultimo numero addirittura cinque articoli che, in modo indipendente e complementare, confermano oltre ogni dubbio la ridotta "cattiveria" di Omicron.
In questo quadro di grande trasmissibilità e ridotta patogenesi si inserisce l'arrivo della cosiddetta variante B.A.2, che ha aumentato la capacità di infettare rispetto perfino ad Omicron, così divenendo il virus "dominante" in molte parti del mondo, tra cui Usa ed Europa. Le brutte notizie però si fermano qui, in quanto, dal punto di vista clinico, B.A.2 ha mantenuto sia la ridotta severità di Omicron che la sensibilità nei confronti dei vaccini più usati e dei nuovi antivirali (Paxlovid, Sotrovimab e Evusheld). Ed infatti i dati a livello mondiale indicano come il numero di morti attribuiti al Covid sia sotto i 4.000 al giorno (i più bassi da marzo 2020) nonostante un totale di nuovi casi, oltre un milione al giorno, che sarebbe stato impensabile fino a dicembre 2021. In questo senso vanno anche i numeri in Italia, con trend settimanale dei nuovi casi in lieve discesa da alcuni giorni, e terapie intensive stabilmente sotto i 500 posti occupati (contro i 4.000 e rotti delle ondate precedenti).
Questi dati convergenti che vengono dalla scienza di base, dalla clinica e dalla epidemiologia indicano in modo chiaro come non avrebbe senso rispondere a B.A.2 con nuove restrizioni e chiusure. Infatti gli esperti occidentali concordano nel continuare la strada intrapresa ormai da tempo e basata su riapertura progressiva della società e convivenza "intelligente" col virus, puntando sulla triade di vaccini, antivirali e potenziamento dei servizi sanitari, ed abbandonando le chiusure generalizzate che sono poco efficaci contro Omicron, ma danneggiano in modo severo giovani e poveri. In questo senso va osservato come l'idea di zero-Covid, un tempo sostenuta da molti, sia stata travolta da Omicron in Australia, Nuova Zelanda, Vietnam, Corea ed Hong Kong (Paesi che hanno vissuto ondate enormi negli ultimi mesi), e traballa sempre più nella stessa Cina, nonostante misure draconiane di contenimento che infuriano la popolazione e mettono in ginocchio l'economia.
Concludo sottolineando come la conservata sensibilità di B.A.2 ai vaccini abbia importantissime implicazioni pratiche per la collettività in quanto rende assolutamente necessario continuare nelle campagne di vaccinazione di massa anti-Covid, bambini compresi, e rende opportune - e qui per una volta mi permetto di esprimere una opinione politica - mantenere una certa pressione nei confronti di chi non si vaccina attraverso strumenti come il Green Pass. La diffusione capillare nella popolazione di immunità contro Sars-CoV-2 è di gran lunga lo strumento più efficace per ridurre i danni che Omicron e le sue sottovarianti possono comunque causare nelle persone anziane e/o fragili di salute, e rimane lo scudo migliore per farci trovare preparati, come individui e come società, di fronte alla possibilità, remota ma certamente non impossibile, dell'emergenza di una nuova "variante-incubo" che coniughi la severità clinica del virus pre-Omicron con la trasmissibilità di B.A.2.