Francia, la posta in gioco nel ballottaggio
di Andrea Bonanni , di Andrea BonanniIl martirio dell'Ucraina è entrato nelle urne francesi. Secondo gli exit poll Emmanuel Macron vince il primo turno delle presidenziali con un margine superiore alle aspettative e ai sondaggi della vigilia. L'Europa tira un sospiro di sollievo. Marine Le Pen, l'amica di Putin, la nemica giurata della Ue, andrà al ballottaggio ma non ottiene il successo sperato. Non riesce ad affiancare il suo rivale. Resta distaccata dal presidente uscente e supera di pochi punti il candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon. I partiti tradizionali, socialisti e gollisti, che per oltre mezzo secolo si erano divisi l'anima della Francia, scompaiono definitivamente dalla scena politica: nessuno dei due arriva al 5 per cento.
Naturalmente tutto si giocherà al secondo turno del 24 aprile, dove però Macron potrà beneficiare della ricaduta dei voti che ieri sono andati dispersi tra gli altri candidati, mentre Le Pen ha ottenuto solo l'…
Il martirio dell'Ucraina è entrato nelle urne francesi. Secondo gli exit poll Emmanuel Macron vince il primo turno delle presidenziali con un margine superiore alle aspettative e ai sondaggi della vigilia. L'Europa tira un sospiro di sollievo. Marine Le Pen, l'amica di Putin, la nemica giurata della Ue, andrà al ballottaggio ma non ottiene il successo sperato. Non riesce ad affiancare il suo rivale. Resta distaccata dal presidente uscente e supera di pochi punti il candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon. I partiti tradizionali, socialisti e gollisti, che per oltre mezzo secolo si erano divisi l'anima della Francia, scompaiono definitivamente dalla scena politica: nessuno dei due arriva al 5 per cento.
Naturalmente tutto si giocherà al secondo turno del 24 aprile, dove però Macron potrà beneficiare della ricaduta dei voti che ieri sono andati dispersi tra gli altri candidati, mentre Le Pen ha ottenuto solo l'appoggio di Eric Zemmour, ancora più a destra e xenofobo di lei, e del suo sette per cento di elettori. Ma già il voto di ieri, e il suo scostamento dalle previsioni dei sondaggisti, è indicativo degli umori profondi dell'elettorato francese. "Al primo turno si vota con la pancia e con il cuore, al secondo si vota con la testa", dicono i francesi. Gli osservatori fanno notare come il tasso di astensione relativamente alto abbia favorito Macron, che conta su un elettorato più stabile e politicizzato, mentre Le Pen sperava in un voto di protesta che non si è palesato, mandando così in pensione anche la parentesi dei gilets jaunes che quattro anni fa avevano paralizzato il Paese.
Ma dalle urne francesi escono anche indicazioni che possono avere un valore più generale. Questa infatti è stata la prima elezione veramente libera (quelle ungheresi sono state condizionate dal controllo totale che Orbàn esercita sui media, secondo l'Ocse) dopo la fine dell'emergenza Covid e nel pieno dell'emergenza ucraina. Due eventi altamente traumatici che, a quanto pare, hanno avuto l'effetto di rendere più sobria l'opinione pubblica francese e di riaffermare nella maggioranza degli elettori un più solido principio di realtà.
La destra radicale di Le Pen e Zemmour ha accarezzato, pur senza dirlo apertamente, gli umori no-vax e filo-Putin nella speranza di incassare un dividendo politico dall'inevitabile frangia anti-sistema. Ma gli elettori francesi hanno testimoniato con il loro voto che, in tempi di emergenza, il sistema liberale, democratico, occidentale ed europeo è un bene da preservare e da difendere. Macron incarna perfettamente questi valori e la sua credibilità è stata premiata nonostante una campagna elettorale che, secondo molti osservatori, era stata distratta e poco aggressiva. Cinque anni al potere possono averlo per certi aspetti logorato. Ma l'emergenza ucraina ha riportato tutti, o quasi tutti, a misurarsi sui valori che contano: la democrazia, l'Europa e la sua difesa, la salvaguardia di uno Stato liberale che protegge i diritti dei cittadini, compreso quello alla salute. A queste votazioni era, ed è, in gioco "l'indipendenza francese ed europea", come ha spiegato ieri lo stesso Macron. Gli elettori sembrano averlo capito.