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Guerra, se la violenza è maschile

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Gli orrori dell'invasione russa dell'Ucraina
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Di fronte agli stupri di bambini e ragazze, anziani sparati a bruciapelo, uomini torturati, popolazione in fuga bombardata, si dice che la guerra è una cosa sporca sempre e che tanto così va a finire: nella Seconda guerra mondiale i tedeschi hanno fatto questo ai russi, i russi poi ai tedeschi, gli italiani agli jugoslavi, e dopo gli americani in Vietnam, in Iraq, i russi in Cecenia e via così in una lista interminabile come la guerra stessa, che tutto appiattisce nella stessa violenza ineluttabile. Così chiudiamo il giornale o la televisione pieni di angoscia per loro, quelli che sono a terra con i loro vestiti, cappelli, giacche a vento, scarpe di quando erano vivi. Ma anche per la paura che queste cose avvenute lì possano capitarci. E invece la guerra ha le sue regole, esistono e dobbiamo averle in mente anche se non vengono rispettate, soprattutto se non vengono rispettate.

 

Le regole più importanti sono state siglate nel 194…

Di fronte agli stupri di bambini e ragazze, anziani sparati a bruciapelo, uomini torturati, popolazione in fuga bombardata, si dice che la guerra è una cosa sporca sempre e che tanto così va a finire: nella Seconda guerra mondiale i tedeschi hanno fatto questo ai russi, i russi poi ai tedeschi, gli italiani agli jugoslavi, e dopo gli americani in Vietnam, in Iraq, i russi in Cecenia e via così in una lista interminabile come la guerra stessa, che tutto appiattisce nella stessa violenza ineluttabile. Così chiudiamo il giornale o la televisione pieni di angoscia per loro, quelli che sono a terra con i loro vestiti, cappelli, giacche a vento, scarpe di quando erano vivi. Ma anche per la paura che queste cose avvenute lì possano capitarci. E invece la guerra ha le sue regole, esistono e dobbiamo averle in mente anche se non vengono rispettate, soprattutto se non vengono rispettate.

 

Le regole più importanti sono state siglate nel 1949 nelle quattro convenzioni di Ginevra, a cui si sono aggiunti due protocolli aggiuntivi nel 1977. Le convenzioni sono state sottoscritte da quasi tutti i Paesi, allora non quelli del blocco sovietico, ma i protocolli aggiuntivi hanno avuto nell’evolversi del tempo un’adesione universale. Vuol dire che il senso comune, nei vari Stati del globo, tende a considerare inderogabili i principi elencati nelle convenzioni, inaccettabile per la coscienza umana di tutto il pianeta la loro violazione. Le quattro convenzioni proteggono le persone che non sono coinvolte nel conflitto armato, civili e prigionieri, la scelta degli obiettivi militari, la proibizione delle armi in grado di produrre inutili sofferenze, il divieto di porre in essere atti di perfidia, quali lo stupro e le violenze sessuali. Divieti inderogabili sono l’oltraggio alla dignità personale, i trattamenti umilianti e degradanti, le esecuzioni. Chiarissimo ma non sul campo, non al fronte, mai. I prigionieri di tutte le guerre sono stati umiliati, alle volte torturati e uccisi. Le donne del nemico sono state violentate sempre, in virtù di una pulsione inverosimile, incomprensibile per la sensibilità e la sessualità femminile, che non può associare la violenza sull’altro all’eros, la possibilità di penetrare un corpo vivo e ucciderlo subito dopo. Anche i bambini sono violentati come le donne, succede, come alle donne, anche in tempo di pace. La loro fragilità e incredulità può eccitare in un modo che mi è difficile capire ma che ho cercato di raccontare.

 

Tutto quello che avviene in guerra esiste in tempo di pace, perseguito da leggi, ma esiste. Non c’è una separazione profonda in questo tra la pace e la guerra, nel primo caso sono crimini individuali, nel secondo sistematici e collettivi. Ma ci sono le leggi e ci sono le regole in entrambi i casi, scritte da esseri umani, in maggioranza uomini. Allora dobbiamo ammettere che la violenza contro gli inermi, l’accanimento sugli indifesi, sulle donne, si perpetua nel tempo, sfugge a ogni legge e a ogni regola, attraversa i secoli, le guerre, non incrinata dalla modernità, dalle nostre idee. Come fosse ineluttabile, connessa all’umano. Chiudiamo il giornale, il televisore, sarà sempre così, la guerra è una cosa sporca. Voglio invece riaprirli da donna, guardare di nuovo quei corpi, i bambini come i nostri, voglio dichiarare che finché ci sarà il primato unico del potere maschile, le regole a garanzia dell’umano non conteranno, solo l’allargamento alle menti e ai corpi delle donne, umiliate e violentate in tutte le guerre, potrà collegare profondamente le leggi e le regole ai comportamenti umani, altrimenti saranno precetti che è bene sapere e ricordare ma che verranno infranti sempre, in guerra e in pace.