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La guerra vista dall'alto

(ansa)

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I droni sempre più importanti anche nell'invasione russa dell'Ucraina
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Il drone è come l'occhio di Dio: dovunque tu sia, lui ti vede. L'immagine diffusa qualche giorno fa dai media del soldato russo inseguito da un drone ucraino mentre corre disperato nel timore d'essere colpito è emblematica. Nella guerra in corso nel bassopiano sarmatico i droni hanno rivestito un ruolo importante tanto da assicurare, grazie a quelli forniti dalla Turchia, un indubbio vantaggio all'esercito ucraino. Come ha spiegato lo storico francese Grégoire Chamayou nel suo libro Teoria del drone (DeriveApprodi) la guerra non viene oggi più pensata secondo le tesi di von Clausewitz come un duello, bensì come una vera e propria caccia. Il paradigma dei due lottatori che si scontrano in campo aperto è sostituito da quello del cacciatore che bracca una preda, la quale fugge e si nasconde. La parola drone viene dall'inglese to drone, ronzare ed è l'arma low cost che, unita all'uso del digitale e del web, come …

Il drone è come l'occhio di Dio: dovunque tu sia, lui ti vede. L'immagine diffusa qualche giorno fa dai media del soldato russo inseguito da un drone ucraino mentre corre disperato nel timore d'essere colpito è emblematica. Nella guerra in corso nel bassopiano sarmatico i droni hanno rivestito un ruolo importante tanto da assicurare, grazie a quelli forniti dalla Turchia, un indubbio vantaggio all'esercito ucraino. Come ha spiegato lo storico francese Grégoire Chamayou nel suo libro Teoria del drone (DeriveApprodi) la guerra non viene oggi più pensata secondo le tesi di von Clausewitz come un duello, bensì come una vera e propria caccia. Il paradigma dei due lottatori che si scontrano in campo aperto è sostituito da quello del cacciatore che bracca una preda, la quale fugge e si nasconde. La parola drone viene dall'inglese to drone, ronzare ed è l'arma low cost che, unita all'uso del digitale e del web, come nel caso della brigata ucraina composta da giovani smanettoni, determinerà molti cambiamenti nella guerra futura.

Da dove vengono i droni attuali, sia quelli di grandi dimensioni usati in Afghanistan dagli americani, che li guidano dagli Usa, sia quelli più piccoli che circolano da diversi anni? Nel 1964 un ingegnere, John W. Clark, prepara uno studio preliminare sulle "metodologie dell'ambiente ostile". L'idea è far operare delle macchine, chiamate da Clark telechiriche ("tecnologie di manipolazione a distanza"), in situazioni che possono mettere in pericolo i corpi degli operatori umani. Prima c'erano stati gli aerei spia americani che sorvolavano a grande altezza il territorio dell'Urss durante la Guerra fredda, seppure a guida umana. Secondo Chamayou all'origine di tutto ci sarebbe il cinema di Hollywood. Nel 1944 un ex attore del muto produce i primi aeromodelli guidati da terra, per cui il drone sarebbe nato sotto "il segno della finzione". Nel corso della Seconda guerra mondiale viene usato come strumento per l'addestramento dei soldati. Gli studiosi di storia militare ritengono che il suo primo utilizzo in battaglia sia del 1973 nella Guerra del Kippur: gli aeromodelli venivano fatti volare in direzione delle batterie anti-aeree egiziane in modo da individuarle mentre sparavano verso l'apparecchio, così da colpirle con missili terra-aria. Di certo ne hanno fatto uso negli ultimi anni le televisioni nelle riprese degli eventi sportivi: partite di baseball, calcio americano, basket. Un alto dirigente della Air Force ha affermato che nel campo della visione lo sport è molto più avanti delle forze armate, poiché i software delle stazioni televisive in questo campo sono molto raffinati. Che l'elemento dello spettacolo sia fondamentale nella diffusione del drone in ambito civile è inconfutabile. Quante volte abbiamo seguito con grande soddisfazione la visione dall'alto di un territorio prodotta dai piccoli droni dotati di telecamera.

 

Manuel De Landa, regista, artista e filosofo, in un libro dell'inizio degli anni Novanta, La guerra delle macchine intelligenti (Feltrinelli), ha immaginato di guardare lo sviluppo delle tecnologie visive attraverso l'occhio di un robot, cui è affidato il compito di raccontare la guerra tecnologica a partire dalla prima Guerra del Golfo. A osservare la caccia del soldato russo in Ucraina attraverso la telecamera del drone, che trasmette in tempo reale, ci si rende conto che questo non è altro che uno sviluppo dei videogiochi degli anni Ottanta: l'aspetto ludico si fonde con quello aggressivo. Tuttavia, come spesso capita in guerra, da cacciatore può succedere facilmente di trasformarsi in cacciato. Niente è mai stabile quando si combatte.