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Blanco canta davanti al Papa: la sostenibile trasgressione

(ansa)

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Nel Lunedì dell'Angelo l'esibizione in piazza San Pietro
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"Qui ci vorrebbe un pianoforte per sentire della buona musica": nelle prime settimane da Papa, Jorge Mario Bergoglio deve avere pensato che se mancava qualcosa, mancava la musica. Non credo, anzi sono quasi certo, che sappia con esattezza chi sia Blanco, che a Pasquetta si esibirà per lui e per i giovanissimi radunati in piazza San Pietro, ma chi lo conosce sa che l'orecchio del pontefice non è snob. Ama la musica classica, ama il tango, ama Piazzolla. Perché non Brivid" e il pop iper-contemporaneo? Il fatto è che già Wojtyla ci aveva abituato a un rapporto speciale con gli artisti - attori, cantanti, circensi. Ai funerali del precedessore, in una omelia davvero bellissima, Ratzinger ricordò quella passione giovanile di Karol per la poesia e per il teatro. Le sue posizioni sulla morale sessuale furono anche rigide, ma il papa polacco conosceva la grazia eccentrica, la follia degli artisti e la loro capacità di dissoda…

"Qui ci vorrebbe un pianoforte per sentire della buona musica": nelle prime settimane da Papa, Jorge Mario Bergoglio deve avere pensato che se mancava qualcosa, mancava la musica. Non credo, anzi sono quasi certo, che sappia con esattezza chi sia Blanco, che a Pasquetta si esibirà per lui e per i giovanissimi radunati in piazza San Pietro, ma chi lo conosce sa che l'orecchio del pontefice non è snob. Ama la musica classica, ama il tango, ama Piazzolla. Perché non Brivid" e il pop iper-contemporaneo? Il fatto è che già Wojtyla ci aveva abituato a un rapporto speciale con gli artisti - attori, cantanti, circensi. Ai funerali del precedessore, in una omelia davvero bellissima, Ratzinger ricordò quella passione giovanile di Karol per la poesia e per il teatro. Le sue posizioni sulla morale sessuale furono anche rigide, ma il papa polacco conosceva la grazia eccentrica, la follia degli artisti e la loro capacità di dissodare terreni e cuori inariditi. Per Giovanni Paolo II in tanti, forse in troppi, possono dire di essersi esibiti, cantanti vintage, star melense e semi-rockstar. Per questo, anche nel caso di Francesco, tenderei a non sovrainterpretare l'esibizione del vincitore di Sanremo nel Lunedì dell'Angelo. Corrisponde alla necessità di dialogare con i credenti nati in questo secolo, e di usare anche i loro linguaggi e i loro beniamini. Non sarà un fatto che fa epoca. In fondo, è l'invito rivolto a un nipote famoso, ma pur sempre un nipote.

Detto questo, il Papa ascolterà un paio di canzoni che le ragazze e i ragazzi sanno a memoria; non riceve un capo di Stato. Che ai genitori possa apparire una scelta trasgressiva, è possibile (i nonni sono spesso più aperti e intelligenti). Che qualcuno trovi stridente in quella piazza un giovane artista che si è esibito indossando per gioco un reggiseno, o che ha posato nudo sulla copertina di Vanity Fair con il co-vincitore del festival, Mahmood, non mi stupisce. Ma la società, nei fatti, è sempre un po' più avanti delle sue retroguardie moraliste. E anche quando si è parlato, per dire, del Sanremo "fluido", a proposito dell'estetica dei Maneskin e di colleghi anche più attempati, si etichettava qualcosa che non richiede etichette (la grande lezione dei nati dopo il duemila non è forse questa?). E poi: perché dovrebbero essere "angelici" i protagonisti del lunedì dell'Angelo? Quali parametri ha la patente? Quella vaticana è evidentemente più duttile di certe patenti assegnate da atei troppo devoti, o semplicemente bigotti. Una trasgressione sostenibile, l'ho sentita definire acutamente: e vorrei suggerire di leggere qualche (intelligente) intervista a Blanco, e ai bacchettoni ricordare che, con garbo ma con nettezza, richiamò i suoi fan assembrati senza mascherina. Per dire. E comunque, un verso come "e ti vorrei amare ma sbaglio sempre" non stona poi troppo, davanti a un Papa incredibilmente più morbido della Chiesa-curia, un Papa che usa espressioni come "avere il cuore a pezzi" o "balconare la vita" (per dire di chi se ne sta a puntare il dito e bofonchiare dall'alto). Bergoglio è rientrato in uno spazio da cui sembrava che larga parte degli uomini di Chiesa avesse tolto le tende; ha riaperto una porta che pareva sprangata. Si è riaffacciato nella zona delle nostre minuscole e complicate esistenze, della nostra unicità e inevitabile imperfezione - "il nostro bisogno, il nostro vuoto". La zona - si può dire così - dei sentimenti. Nella veglia pasquale, viene evocata la luce che salva "dall'oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo". Ed è difficile pensare che ci si riferisca alle presunte trasgressioni dei musicisti.