Quando i rifugiati diventano un'arma: perché la guerra in Ucraina è (finora) diversa dalle altre
di Arianna Farinelli , di Arianna FarinelliIn guerra i profughi diventano armi, strumenti di coercizione, attentati alla stabilità politica dei Paesi confinanti. L'invasione dell'Ucraina ha prodotto cinque milioni di profughi e sei milioni di sfollati all'interno del Paese, quasi un quarto della popolazione. L'obiettivo del regime di Putin era quello di far pressione sui Paesi europei affinché convincessero gli ucraini alla resa.
Per quanto terribile, l'arma dei profughi è tutt'altro che originale. Gli eventi di oggi, infatti, sembrano pagine strappate alla Storia di decenni passati. Altre volte i richiedenti asilo sono stati trasformati in proiettili da utilizzare contro Paesi democratici. In piena Guerra Fredda la Germania comunista promise ai migranti provenienti dal Medio Oriente l'accesso in Europa attraverso Berlino Est. Nel 1980 il regime di Castro fece partire alla volta della Florida decine di migliaia di migranti cubani mettendo in difficoltà l'ammini…
In guerra i profughi diventano armi, strumenti di coercizione, attentati alla stabilità politica dei Paesi confinanti. L'invasione dell'Ucraina ha prodotto cinque milioni di profughi e sei milioni di sfollati all'interno del Paese, quasi un quarto della popolazione. L'obiettivo del regime di Putin era quello di far pressione sui Paesi europei affinché convincessero gli ucraini alla resa.
Per quanto terribile, l'arma dei profughi è tutt'altro che originale. Gli eventi di oggi, infatti, sembrano pagine strappate alla Storia di decenni passati. Altre volte i richiedenti asilo sono stati trasformati in proiettili da utilizzare contro Paesi democratici. In piena Guerra Fredda la Germania comunista promise ai migranti provenienti dal Medio Oriente l'accesso in Europa attraverso Berlino Est. Nel 1980 il regime di Castro fece partire alla volta della Florida decine di migliaia di migranti cubani mettendo in difficoltà l'amministrazione Carter.
Nel 1998 il dittatore serbo Milosevic costrinse i kosovari musulmani ad ammassarsi al confine con l'Albania per sfuggire alla pulizia etnica. Erdogan, invece, ha preteso dall'Unione Europea il pagamento di sei miliardi di euro per frenare i milioni di profughi siriani in fuga dalle armi chimiche di Assad.
Infine, nel 2021, il dittatore bielorusso Lukashenko ha invitato a Minsk migliaia di migranti curdi, afghani e siriani promettendo loro di entrare in Europa attraverso la frontiera polacca e lituana - una vendetta per le sanzioni imposte al suo regime dopo la repressione del 2020. Il risultato è stato che i Paesi confinanti, violando i trattati internazionali, hanno respinto i richiedenti asilo verso la Bielorussia abbandonandoli nei boschi in inverno.
In questo conflitto, però, l'arma dei rifugiati utilizzata da Putin non sortisce l'effetto previsto. La Polonia ha accolto due milioni e mezzo di migranti pur avendo un governo nazionalista contrario all'immigrazione. L'Ungheria ne ha accolti 340 mila anche se il suo primo ministro, Viktor Orbán, nel 2015 fece costruire una recinzione al confine per tenere lontani i profughi.
Con una decisione senza precedenti l'Unione Europea ha concesso agli ucraini la possibilità di richiedere asilo politico per un anno, dando loro il diritto di vivere, lavorare e ricevere assistenza medica nei Paesi dell'Unione. L'Italia ha offerto rifugio a 80 mila profughi, la Germania a 300 mila (con il beneplacito di partiti di estrema destra come Afd).
Il Regno Unito mette a disposizione 350 sterline per ogni famiglia ucraina mentre il primo ministro Boris Johnson dichiara che i richiedenti asilo provenienti da altri Paesi dovranno aspettare in Ruanda che la loro richiesta venga esaminata. Infine, gli Stati Uniti sono pronti ad accogliere 100 mila ucraini e a contribuire con un miliardo di dollari all'assistenza dei rifugiati in Europa.
L'Economist ha pubblicato alcuni dati interessanti sull'atteggiamento degli americani. Il 61 per cento degli intervistati si dice favorevole ad accogliere i profughi ucraini, mentre per afghani, siriani e sudamericani solo il 40 per cento è disponibile. Purtroppo, questi dati confermano che l'empatia è influenzata da fattori etnici e culturali: le persone sono più propense a prendersi cura di chi ha simili tratti somatici e professa la stessa religione. Inoltre, il diverso atteggiamento del governo americano si riverbera sul sentire dell'opinione pubblica: il 76 per cento degli americani considera l'Ucraina un Paese alleato, mentre gli afghani e i siriani provengono da Paesi considerati nemici. Infine, mentre i migranti che arrivano dal Medio Oriente sono spesso uomini, quelli che giungono dall'Ucraina sono in prevalenza donne e bambini (gli uomini sono coscritti).
Il diverso atteggiamento del governo americano rispetto agli ucraini è testimoniato anche dal reportage del Wall Street Journal: il confine tra gli Stati Uniti e il Messico, chiuso dallo scoppio della pandemia, è aperto a chi fugge dalla guerra in Ucraina e dal regime di Putin. Da Tijuana, solo nei mesi di febbraio e marzo, sono passati 13 mila ucraini e 30 mila russi (possono entrare solo i russi con parenti americani). A Tijuana gli ucraini ricevono asilo in una o due settimane (l'attesa per i sudamericani è di mesi invece). Anche gli ucraini devono aspettare in Messico che la loro domanda venga esaminata - una disposizione introdotta dall'amministrazione Trump e adottata anche da quella Biden.
Per i minori ucraini non accompagnati dai genitori - ma da parenti o amici perché i genitori sono morti o combattono i russi - torna in vigore l'odiosa pratica di separare i bambini dagli adulti (anche questa già sperimentata durante gli anni di Trump per scoraggiare l'immigrazione). In questo caso i minori ucraini vengono posti sotto tutela del governo finché i documenti per entrare negli Stati Uniti non sono pronti. Secondo il New York Times, i minori dormono per terra con coperte di stagnola, in celle che condividono con almeno 20 altri bambini - una pratica disumana già criticata da molti.
In conclusione, l'Occidente è stato molto accogliente finora con i profughi del conflitto ucraino ma le cose potrebbero cambiare. L'accoglienza nel tempo potrebbe vacillare ed esaurirsi. In fondo è già accaduto nei confronti di chi scappava dalla guerra civile in Venezuela e in Siria, di rumeni e bulgari dopo l'ingresso nell'Ue nel 2007, dei polacchi (ricorderete la paventata minaccia dell'invasione degli "idraulici polacchi" in Francia) e degli immigrati in generale ai tempi della Brexit. L'empatia, purtroppo, rimane un sentimento transitorio e selettivo.