Primo Maggio, Luca Barbarossa: "La mia canzone è un inno all'amore contro la guerra"
di Luca Barbarossa , di Luca BarbarossaÈ così è un canto d'amore, un amore militante, partigiano, travolgente. Un amore che si oppone all'arroganza del potere, che vuole riscattare gli ultimi, gli oppressi, vuole ricacciare indietro gli occupanti. È un amore che fa invidia a Dio e che converte il Diavolo al pudore. È l'amore che resiste a tutto, perfino all'ingiustizia, alla guerra. E chissà che il contrario di "guerra" non sia "pace", condizione certamente auspicabile ma che sa anche di stasi, ma "amore". Voglio pensare che l'elemento che resiste ai conflitti di ogni epoca, di ogni latitudine e alle profonde ferite che questi portano con sé, sia proprio l'amore.
Quando ho scritto È così (prodotto da Betty Wrong nell’album Romantic Robot di Extraliscio), non immaginavo certo che ci saremmo trovati di fronte a uno scenario come quello dell'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito russo…
È così è un canto d'amore, un amore militante, partigiano, travolgente. Un amore che si oppone all'arroganza del potere, che vuole riscattare gli ultimi, gli oppressi, vuole ricacciare indietro gli occupanti. È un amore che fa invidia a Dio e che converte il Diavolo al pudore. È l'amore che resiste a tutto, perfino all'ingiustizia, alla guerra. E chissà che il contrario di "guerra" non sia "pace", condizione certamente auspicabile ma che sa anche di stasi, ma "amore". Voglio pensare che l'elemento che resiste ai conflitti di ogni epoca, di ogni latitudine e alle profonde ferite che questi portano con sé, sia proprio l'amore.
Quando ho scritto È così (prodotto da Betty Wrong nell’album Romantic Robot di Extraliscio), non immaginavo certo che ci saremmo trovati di fronte a uno scenario come quello dell'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito russo ma, come spesso accade, le parole di una canzone assumono significati diversi a seconda del contesto storico in cui vengono pronunciate.
Per continuare la mia indagine sulla genesi di questa canzone devo risalire a qualche anno fa, quando mi ero interessato al Risorgimento riscoprendolo, anzi meglio dire scoprendolo; infatti la mia adolescenza è stata sufficientemente turbolenta per collezionare negli anni del liceo svariate lacune. Una materia vasta e piena di implicazioni, sulle quali, non essendo io uno storico, non mi soffermerò in questa sede per non ammorbarvi. Posso dire però di essere stato letteralmente rapito dalla figura di Anita. L'amore tra lei e Garibaldi è un amore rivoluzionario, militante come dicevo all'inizio, sempre dalla parte degli sfruttati, un amore in fuga, braccato, vulnerabile ma indistruttibile.
Immaginavo la dedizione totale e reciproca tra questi due amanti disposti a morire l'uno per l'altra e tutti e due per combattere al fianco dei più deboli. Anita è una ragazza brasiliana del 1821, ha coraggio e sfrontatezza, quando incontra Giuseppe sa già che sarà per sempre e lo sa anche lui. Gli resterà accanto fino alla fine, fino allo stremo delle sue forze: "della forza che mi resta ogni goccia ti darò".
Tra mille difficoltà mette al mondo quattro figli ("il grido di chi viene al mondo è sempre stato uguale, la storia ha le sue pagine e non la puoi fermare") e in una delle sue rocambolesche fughe dalle truppe imperiali brasiliane si rifugia nel bosco tenendo in braccio il suo primogenito che ha solo dodici giorni. Non ha cibo né acqua, non ha nulla e non sa nemmeno che Giuseppe la ritroverà dopo averla cercata per giorni nella foresta. Difficile per noi perfino immaginare una forza d'animo di questa intensità.
Tornando alla canzone È così, va detto che nel suo svolgimento non rivela in modo esplicito le fonti della sua ispirazione ma io so intimamente che le parole pensate per questo brano sono un tentativo di immedesimazione nei sentimenti di Anita e Giuseppe Garibaldi e di tutti gli amanti che oggi e nei secoli passati hanno sfidato il mondo e le sue convenzioni.
È un piccolo insignificante segreto, un dietro le quinte che volevo condividere con voi. Oggi siamo nel 2022 e non a metà dell'Ottocento, e le donne ucraine fuggono dalla devastazione dei bombardamenti di un dittatore sanguinario che ha deciso di espandere il suo territorio per calcoli geopolitici ed interessi economici. Non è il primo e temo non sarà l'ultimo fino a quando non aboliremo dalla nostra testa il concetto di guerra, di aggressione violenta per risolvere i contrasti tra nazioni (cit. Gino Strada e Albert Einstein). Queste donne e questi uomini in fuga dall'orrore hanno il coraggio e la forza che solo l'amore può dare, l'amore per un figlio, per la vita, per la pace, per la giustizia. L'amore per la libertà.
La storia si ripete, mortificando i popoli che non hanno voce. Potessero scegliere, i russi e gli ucraini, non sceglierebbero certo di annientarsi gli uni contro gli altri, chi prende queste decisioni vive i conflitti al riparo da qualsiasi rischio. Dal canto mio, in questi giorni così dolorosi, continuo a mettere in musica l'amore, sperando un giorno di vederlo al potere, ma sono certo che rifiuterà l'incarico.
È di questi giorni la notizia che nonostante la drammaticità della situazione in Ucraina, durante l'attacco dell'esercito russo, si sono celebrati migliaia e migliaia di matrimoni. L'amore, almeno quello, resiste alla barbarie e forse ci salverà ancora.
Luca Barbarossa ed Extraliscio saranno sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma e presenteranno il singolo "È così"