Così la lite Mughini-Sgarbi musicata spiega i nuovi melodrammi della tv
di Stefano Bartezzaghi , di Stefano BartezzaghiPareva proprio impossibile che qualcosa tanto anni Novanta come una lite Mughini-Sgarbi al Maurizio Costanzo Show avesse alcunché di significativo da rappresentare, oltre che il saggio originale e certo perverso di tv-nostalgia che di fatto ha costituito.
A convincere del contrario è stato l'estro di Ruben Coco, "creator digitale", compositore, cantautore e insegnante. Sul suo profilo Instagram Coco ha pubblicato il video dei due spezzoni della lite verbale, con il turpiloquio e il fatale spintone che coricò Vittorio Sgarbi.
Nell'audio le parole che furono realmente pronunciate sulla scena (compreso uno struggente "boni!" intercalato dal consumato conduttore) sono ora doppiate, in perfetto sincrono con i movimenti labiali, accompagnate da un suono di clavicembalo e scandite come in un recitativo di opera settecentesca.
Giampiero Mughini fa: "Tu dici in quanto persona umana / essere umano / che la guerra non è un mod…
Pareva proprio impossibile che qualcosa tanto anni Novanta come una lite Mughini-Sgarbi al Maurizio Costanzo Show avesse alcunché di significativo da rappresentare, oltre che il saggio originale e certo perverso di tv-nostalgia che di fatto ha costituito.
A convincere del contrario è stato l'estro di Ruben Coco, "creator digitale", compositore, cantautore e insegnante. Sul suo profilo Instagram Coco ha pubblicato il video dei due spezzoni della lite verbale, con il turpiloquio e il fatale spintone che coricò Vittorio Sgarbi.
Nell'audio le parole che furono realmente pronunciate sulla scena (compreso uno struggente "boni!" intercalato dal consumato conduttore) sono ora doppiate, in perfetto sincrono con i movimenti labiali, accompagnate da un suono di clavicembalo e scandite come in un recitativo di opera settecentesca.
Giampiero Mughini fa: "Tu dici in quanto persona umana / essere umano / che la guerra non è un modo buono per .... / eccetera eccetera. / Tutto qua, tutto qua!". E intanto allunga il braccio e protende e agita la mano aperta, nel porgere i suoi versetti. Gli risponde in un falsetto già esasperato Sgarbi: "Ma non devi essere obbligato a farlo / per lavorare / e per cantare / Non devi essere obbligato...". "Ma calmati!" "Calmati tu, imbecille!".
Di qui si trascende, con gli insulti più correnti nelle liti maschili dall'età delle scuole elementari. La visione e l'ascolto sono raccomandatissimi: specialmente a chi, per dignità e igiene personale, aveva sinora rinunciato a prendere atto del nuovo exploit della coppia di campioni del wrestling verbale televisivo, le Bibliophile e le Connaisseur.
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I tempi del duetto e dell'azione scenica, i piani d'ascolto degli astanti, l'imbarazzo di Cruciani, la ghignatina maligna di Bonolis, il frapporsi premuroso di Al Bano, sino alla chiusa solenne di Mughini: "Squallido personaggio!". Tutto è perfetto e fa guadagnare: a Coco, il premio Gioacchino Rossini dell'anno; a Filippo Ceccarelli l'obbligo di prevedere già un aggiornamento del suo pur recentissimo Lì dentro. Gli italiani nei social; a tutti noi, l'occasione per sospettare che gli spaccati di vita cosiddetta reale in tv forse sono soltanto melodrammi di cui non avvertiamo - limite nostro - la musica.