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Covid, le mascherine ora non sono inutili

(ansa)

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Perché proteggersi è ancora necessario
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In Italia, con il miglioramento della situazione epidemiologica, sono state modificate le regole per l'utilizzo delle mascherine, che non sono più obbligatorie in diversi contesti sociali. Questo ha generato non solo una certa confusione, ma anche un dibattito pubblico che ha visto intersecarsi in maniera impropria la scienza e la politica.


Il primo elemento da chiarire è l'utilità oggettiva delle mascherine nel prevenire il contagio. Questo dato non può essere dedotto da grossolani paragoni con l'estero, perché la diffusione di una malattia infettiva è un fenomeno molto complesso che non può essere banalizzato con ragionamenti da bar. In Italia abbiamo un limite di velocità autostrad…

In Italia, con il miglioramento della situazione epidemiologica, sono state modificate le regole per l'utilizzo delle mascherine, che non sono più obbligatorie in diversi contesti sociali. Questo ha generato non solo una certa confusione, ma anche un dibattito pubblico che ha visto intersecarsi in maniera impropria la scienza e la politica.


Il primo elemento da chiarire è l'utilità oggettiva delle mascherine nel prevenire il contagio. Questo dato non può essere dedotto da grossolani paragoni con l'estero, perché la diffusione di una malattia infettiva è un fenomeno molto complesso che non può essere banalizzato con ragionamenti da bar. In Italia abbiamo un limite di velocità autostradale a 130 km/h mentre in Germania non c'è nessun limite; ma i morti per incidenti stradali sono di più in Italia che in Germania (52 contro 37 per milione di abitanti nel 2019). Il fatto che in Italia - nonostante i limiti - i morti negli incidenti sono di più consente forse di affermare che i limiti di velocità sono inutili? Ovviamente no, perché la sicurezza stradale è qualcosa di estremamente complesso. Lo stesso vale per l'efficacia delle mascherine, che deve essere valutata con studi scientifici condotti in maniera rigorosa.


Questi studi rigorosi non lasciano adito a dubbi. Le mascherine, specie se bene indossate, sono molto utili a prevenire il contagio, soprattutto nei contesti più a rischio, proteggendo sia chi le porta, sia gli altri. È stato dimostrato come indossando una mascherina Ffp2 le probabilità di contagio diminuiscono dell'83%. Per quanto riguarda la protezione degli altri, ormai sappiamo bene che il virus si diffonde molto efficacemente negli ambienti chiusi grazie all'aerosol, costituito da goccioline di dimensioni piccolissime che possono rimanere sospese nell'aria per molto tempo e percorrere spazi notevoli. Per contrastarlo è importantissimo il ricambio d'aria, ma anche le mascherine possono fare la loro parte: se vengono usate l'esposizione all'aerosol (e quindi al virus) diminuisce del 72%.


A questi dati bisogna aggiungere un'altra recente acquisizione scientifica: anche quando non riescono a proteggere dal contagio, le mascherine diminuiscono la quantità di virus infettante e questo può ridurre la gravità della malattia. Insomma, le mascherine funzionano, e funzionano bene. Questo è un dato oggettivo e non c'è spazio per una discussione così come non c'è da discutere sul numero di caratteri contenuti in questo articolo: si contano e basta.


Si può invece legittimamente esprimere la propria opinione sulla decisione politica di non rendere più obbligatorie le mascherine in certe situazioni. Questa decisione, ricordiamolo, non intacca minimamente il dato riguardante l'efficacia: il casco evita il 40% dei morti negli incidenti motociclistici, in Italia è obbligatorio ma in New Hampshire, Illinois e Iowa si può tranquillamente andare in moto senza indossarlo. Questo significa forse che in quegli Stati Usa il casco non funziona? Ovviamente no: è una decisione politica, che riflette una sensibilità molto lontana dalla nostra.
In ogni caso la decisione di attenuare gli obblighi relativi alle mascherine (decisione politica sulla quale, ripeto, si può essere o meno d'accordo) è basata sul fatto che, rispetto ai mesi passati, il contagio comporta dei rischi molto minori e per questo si è pensato di allentare le maglie della prevenzione per riportare la nostra vita quotidiana verso la normalità. Tuttavia è bene ricordare che siamo ancora in presenza di un virus contagiosissimo e pericolosissimo e i fattori che hanno abbassato i rischi sono due: la vaccinazione e i farmaci molto efficaci.


Per avere un'idea di quanto la vaccinazione sia un fattore importante nella protezione tenete conto che solo nel gennaio scorso, con la circolazione della variante Omicron, senza vaccino avremmo avuto almeno 74.000 morti in più, praticamente una cittadina delle dimensioni di Asti o Pavia.
L'altro elemento che ha diminuito notevolmente i rischi è la disponibilità di farmaci antivirali che, quando un paziente si infetta nonostante la vaccinazione, sono in grado di diminuire nettamente la possibilità di un'evoluzione sfavorevole nelle situazioni più a rischio. Perché siano efficaci devono, però, essere somministrati in maniera tempestiva. Il numero di morti che viene ancora registrato quotidianamente (non di rado superiore a cento) richiede una rigorosa verifica che la prescrizione di questi farmaci avvenga senza ritardi in tutto il territorio nazionale.


Grazie alla formidabile impresa compiuta dalla scienza in questi due anni possiamo fortunatamente avvicinarci alla normalità. Però ricordiamo che quella stessa scienza che ha consentito di avere vaccini e farmaci straordinariamente efficaci ci dice che le mascherine funzionano e che - soprattutto in ambienti chiusi e affollati, dove il rischio del contagio è maggiore - è consigliabile continuare a usarle accettando il piccolo disagio che comportano.