Liliana Segre, Chiara Ferragni e l'influencer della Memoria
di Gianni Riotta , di Gianni Riotta"Così morì Emilia, che aveva tre anni; poiché ai tedeschi appariva palese la necessità storica di mettere a morte i bambini degli ebrei. Emilia, figlia dell'ingegner Aldo Levi di Milano che era una bambina curiosa, ambiziosa, allegra e intelligente..." ricorda Primo Levi in Se questo è un uomo e a lungo lo scrittore, come un altro protagonista della Resistenza, Vittorio Foa, si crucciò che la memoria dei bambini nell'Olocausto fosse affidata ai fragili sopravvissuti.
Ora la rete, la querula, petulante, commerciale, crassa rete del web potrebbe, d'improvviso, ergersi a Muro Digitale della Memoria, riscattando dall'oblio esistenze, immagini, temi fra persecuzioni razziali e Seconda guerra mondiale. Con geniale vitalità, infatti, la senatrice Liliana Segre, in una intervista con Zita Dazzi, de la Repubblica, sorprende: "Mi piacerebbe molto incontrare Chiara Ferragni e invitarla a visitare con me il Memoriale…
"Così morì Emilia, che aveva tre anni; poiché ai tedeschi appariva palese la necessità storica di mettere a morte i bambini degli ebrei. Emilia, figlia dell'ingegner Aldo Levi di Milano che era una bambina curiosa, ambiziosa, allegra e intelligente..." ricorda Primo Levi in Se questo è un uomo e a lungo lo scrittore, come un altro protagonista della Resistenza, Vittorio Foa, si crucciò che la memoria dei bambini nell'Olocausto fosse affidata ai fragili sopravvissuti.
Ora la rete, la querula, petulante, commerciale, crassa rete del web potrebbe, d'improvviso, ergersi a Muro Digitale della Memoria, riscattando dall'oblio esistenze, immagini, temi fra persecuzioni razziali e Seconda guerra mondiale. Con geniale vitalità, infatti, la senatrice Liliana Segre, in una intervista con Zita Dazzi, de la Repubblica, sorprende: "Mi piacerebbe molto incontrare Chiara Ferragni e invitarla a visitare con me il Memoriale della Shoah di Milano... Ho visto che si è impegnata con il marito su diversi temi di importanza sociale, è sicuramente una donna attenta anche ad argomenti diversi da quelli che riguardano il suo lavoro legato alla moda".
Già percepiamo i borborigmi di parrucconi, cattedratici, elzeviristi d'antan e troll che deprecheranno, in sussiegose geremiadi, il coinvolgimento dell'influencer Ferragni, icona di brand, consumi, immagine, contro i fantasmi della Storia. Olocausto e Instagram?
La senatrice Segre, 91 anni, insiste: "Il fatto che i ragazzi conoscano poco il Museo della Shoah e le storie che vi sono custodite, è il mio cruccio... Se i giovani non arrivano, è stato tutto inutile? Se Chiara Ferragni venisse qui con me, molti adolescenti si interesserebbero a questo argomento e verrebbero a vedere quel che è successo a me e a tanti altri, fra cui i tanti che non sono mai tornati dal viaggio verso l'orrore". Segre sa che la guerra in Ucraina rende sempre viva la battaglia perché dittatura e violenza siano sconfitte da speranza e tolleranza.
Sarebbe bello che, con Liliana&Chiara, arrivasse anche la giornalista premio Nobel per la Pace filippino-americana Maria Ressa, una vita per i diritti umani, che, in un colloquio con Rasmus Kleis Nielsen, di Oxford University, riconosce: Facebook e gli altri social media sono sì screziati da disinformazione, algoritmi monopolisti, ma le mie comunità, i ragazzi delle periferie, i contadini poveri, solo lì posso incontrarli, emancipandoli da ignoranza e indifferenza.
Come Liliana Segre e la Nobel Ressa, anche Lily Ebert, 97 anni, ci ammonisce: "Non perdete mai la memoria e la speranza!". Lily, ebrea ungherese sopravvissuta al lager nazista di Auschwitz, dove caddero oltre un milione e centomila esseri umani, usa TikTok, giudicata erroneamente la più frivola delle piattaforme social, malgrado gli austeri Le Monde e The Economist la usino con efficacia, per raggiungere, con il pronipote Dov Forman, un milione e mezzo di follower.
Dov, ci racconta Antonello Guerrera da Londra, aveva postato una foto della bisnonna su Twitter, con un record di 14 milioni di contatti, e ha deciso di ripetere l'esperimento su TikTok registrando un boom di comunità, oltre un milione e mezzo di account, raccolto anche da un libro tradotto da Newton Compton.
Non esistono - lo insegnava, dal 1964, il maestro Umberto Eco con Apocalittici e Integrati (Bompiani) - culture "Alte o Basse", esistono idee, buone o cattive, e donne e uomini che le interpretano. Quando Chiara Ferragni ha visitato la storica galleria fiorentina degli Uffizi, con il direttore Eike Schmidt, nel 2020, tanti hanno storto il naso, deprecando il mix Influencer-Botticelli, solo per essere zittiti dal +27% nelle visite al museo fra gli under 25 anni.
I social media sono il format in cui la nostra era ingaggia la realtà, come prima Piazza del Villaggio, Incunaboli, Cinema, Radio, Tv. Ingaggiarli in modo originale, secondo l'appello della senatrice Segre a Ferragni, perpetua la memoria di Emilia Levi, trascurarli, la abbandona alle tenebre.
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