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La paura delle persone

La guerra è nella vita di tutti i giorni, l'Europa è stata troppo arrogante, E ora Putin non si fermerà
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Lo ammetto: da semplice cittadino, da padre, ammetto di avere paura. La sensazione che un potenziale pericolo ci minacci mi si è insinuata dentro come un ladro. È qui. Non so in che modo, ma si è insediata in me come un compagno indesiderato.
La paura è spesso irrazionale. Si ha paura del buio, dell’ignoto, di un rumore insolito, del cielo tempestoso, del mare in burrasca, della turbolenza degli aerei. Ma questa è una paura distillata da un uomo, un uomo potente e pericoloso. Ha la faccia impassibile di uno che non scherza. Non un sorriso. Non il minimo accenno di una benevola umanità. Fa quello che dice e si ferma davanti a niente.
La paura di cui parlo non ha niente a che vedere con quanto scriveva Vittorio Alfieri in Della Tirannide: “Dalla paura di tutti nasce nella tirannide la viltà dei più.” Molti di noi hanno paura di Putin, ma non ci sentiamo dei codardi. Ci sentiamo indifesi, impotenti di fronte a una …

Lo ammetto: da semplice cittadino, da padre, ammetto di avere paura. La sensazione che un potenziale pericolo ci minacci mi si è insinuata dentro come un ladro. È qui. Non so in che modo, ma si è insediata in me come un compagno indesiderato.
La paura è spesso irrazionale. Si ha paura del buio, dell’ignoto, di un rumore insolito, del cielo tempestoso, del mare in burrasca, della turbolenza degli aerei. Ma questa è una paura distillata da un uomo, un uomo potente e pericoloso. Ha la faccia impassibile di uno che non scherza. Non un sorriso. Non il minimo accenno di una benevola umanità. Fa quello che dice e si ferma davanti a niente.
La paura di cui parlo non ha niente a che vedere con quanto scriveva Vittorio Alfieri in Della Tirannide: “Dalla paura di tutti nasce nella tirannide la viltà dei più.” Molti di noi hanno paura di Putin, ma non ci sentiamo dei codardi. Ci sentiamo indifesi, impotenti di fronte a una macchina da guerra che minaccia di passare dai carri armati alle bombe atomiche. Lo ha detto. In un momento di follia furiosa è capace di premere il pulsante.
Ci dicono che Putin ha perso la guerra in Ucraina. Può darsi. Questo lo rende ancora più determinato a colpire non solo gli ucraini ma anche gli europei che li hanno sostenuti fornendogli armi e denaro.

Ho l’impressione che America e Europa abbiano valutato male le minacce di Putin. Il presidente francese Macron pensa che, chiamandolo spesso, può influenzare le sue decisioni. Putin prende in giro Macron e lo considera un ragazzino che fa politica. Quando lo ricevette, prima della guerra, lo salutò a mala pena e lo fece accomodare in fondo a un tavolo lungo otto metri. Un’umiliazione palese.
Macron non ha paura. Pensa che la paura sia appannaggio dei deboli. Il presidente degli Usa è lontano dal campo di battaglia. È protetto dal suo status di capo di Stato più potente del mondo. Anche lui non ha paura.
Restano le persone semplici che non hanno nessun potere e ogni giorno che passa constatano gli effetti collaterali di questa guerra: tutto aumenta di prezzo e tutto scarseggia.


Ecco cosa succederà nel prossimo futuro. La prima cosa a mancare sarà la carta. Niente più giornali, niente scatole, niente carta igienica. Tutte le informazioni passeranno attraverso schermi e social network. Anche i libri saranno venduti in formato elettronico. Poi sarà il turno delle granaglie. L’India le sue non le venderà più. Scarseggeranno farina, pasta e riso. I distributori di benzina avranno meno carburante da vendere e i prezzi saranno esorbitanti. Sentendo che il pianeta è in pericolo, le formiche non usciranno più dalle loro gallerie. Anche le api diserteranno dai campi in fiore. Gli uccelli non canteranno più.
Un po’ per volta, la guerra sta prendendo piede nella vita quotidiana dei cittadini. Eppure non siamo in guerra con nessuno. Non siamo abituati a vivere in una simile austerità. Questo è quanto ci aspetta se Putin non pone fine alla sua guerra contro l’Ucraina. Che cosa possiamo fare per impedire alla Russia di continuare a mettere in pericolo la pace nel mondo?

Il suo esercito uccide civili, distrugge case, occupa territori e gli ucraini resistono con l’aiuto degli americani e degli europei. Quindi è una guerra tra la Russia e l’America, tra la Russia e l’Europa. Gli americani sono tranquilli. Mandano armi e denaro e sono molto lontani dai campi di battaglia. Prima mandavano soldati a morire in Afghanistan e in Iraq. Gli europei fanno lo stesso. Ma quelli che pagheranno le conseguenze di questa guerra sono sempre gli stessi: Paesi emergenti come il Marocco e Paesi poveri che mancheranno di grano, petrolio e gas. Bisogna mettere in conto che in Egitto, in Sudan e in molti altri Paesi colpiti dalla carestia ci saranno proteste per il pane.
Putin non arretrerà. Umiliarlo è inutile. Non allenterà la presa sull’Ucraina. Non dovremmo negoziare con lui per dargli l’impressione di aver vinto e perché fermi così questa guerra dalle conseguenze collaterali incalcolabili?
Perché Putin accetti di negoziare, bisogna fargli delle concessioni. In Terre di sangue (Rizzoli, 2021), Timothy Snyder racconta come quattro milioni di ucraini siano morti di fame tra il 1933 e il 1945. Stalin aveva punito un intero popolo. L’orrore assoluto.
L’Europa avrebbe potuto essere meno arrogante, meno radicale, e cercare una composizione con Putin in negoziati che non lo umiliassero. Troppo tardi. Putin è determinato e non ascolta nessuno. Di qui la paura. La nostra paura.
(traduzione di Elda Volterrani)