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Violenza sessuale, l’Italia faccia come la Spagna

Violenza sessuale, l’Italia faccia come la Spagna
(ansa)
Sia nell'iter della proposta di legge "Solo sì è sì" che nel contesto culturale
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Con 201 voti a favore, 140 contrari e 3 astenuti, in Spagna, il congresso dei deputati ha votato per cancellare dal codice penale il reato di "abuso". Qualsiasi atto sessuale non consensuale sarà considerato violenza. La proposta di legge - che deve ancora passare per la seconda camera - è stata, leggo sul giornale, ribattezzata "Solo sì è sì".

Mia madre è nata nel 1952 in una Italia in cui non era possibile per le donne sposate divorziare né per le donne abortire. Io sono nata nel 1978 in un'Italia in cui le coppie sposate potevano divorziare e le donne abortire. I bambini e le bambine nati successivamente al giugno 2016 sono venuti alla luce in un Paese nel quale le coppie omosessuali potevano accedere a un riconoscimento giuridico. Mi piacerebbe che, nei prossimi anni, i bambini e le bambine nascessero in un'Italia in cui le persone omosessuali avessero, oltre che tutti i doveri, anche tutti i diritti delle persone eterosessuali.

Perché le leggi fanno questo, disegnano il mondo, e forniscono, proprio come le leggi fisiche - dinamica, cinematica, termodinamica,... - indicazioni di movimento, vincoli, consentono di disegnare archi e parabole. Le leggi, i codici, i sistemi giuridici ci permettono di essere liberi all'interno di una comunità. Così, quando la legge verrà approvata, la Spagna in cui le bambine e i bambini spagnoli nasceranno, sarà un Paese più sicuro e più libero.

Susan Sontag nelle sue celeberrime Note sul Camp - redatte nel 1964 - contrappone l'aggettivo "libero" all'aggettivo "automatico", il filosofo Paul B. Preciado sottolinea quanto pensare significhi abbandonare gli automatismi. Piegare il piano giuridico in modo tale che nessuno possa ritenere "automaticamente" che la violenza degli uomini sulle donne - o su umani ad essi assimilati per presupposta debolezza - ci sia sempre stata e sia una componente naturale e non culturale significa staccare l'automatismo del pensiero, significa andare verso una maggiore libertà. Per tutti. Uomini e donne.

Non tutti gli uomini sono violenti, non tutte le donne sono deboli, ma uomini e donne sono invischiati in un automatismo che li relega in un gioco di ruolo nel quale, statisticamente, solo le donne muoiono. La Spagna ha rotto l'automatismo di ritenere naturali certi comportamenti culturali e spero che presto sia così anche da noi.

La matematica che non sono più sa però una cosa - e se non sa, ricorda - che tutti i linguaggi, anche quelli simbolici, le formule, possono nascondere ambiguità, e sa pure - e se non sa, ricorda - che per sciogliere l'ambiguità, è necessario conoscere e stabilire il contesto in cui una forma linguistica, o gestuale, una parola o un'azione insomma, viene detta o fatta.

Dopo aver inclinato il piano giuridico, aver stabilito per legge che "sì è solo sì", bisogna occuparsi del contesto. E il contesto è la scuola, i titoli dei giornali, i tweet e gli status Facebook-Meta delle istituzioni e di testate di informazione e agenzie di stampa, il contesto è il linguaggio in cui i rappresentanti democraticamente eletti, direttamente e indirettamente, parlano, i gesti che compiono, il modo in cui reagiscono.

Modificare il contesto è più lungo e laborioso che votare una legge - in Spagna l'iter è durato due anni - e ha a che fare con l'immaginazione dei diritti dei viventi, che sono connessi l'uno all'altro, arrivano insieme, riguardano singoli individui e ambiente, costumi sociali ed energetici. Il contesto è immaginazione di diritti che erodano i privilegi che, proprio come i diritti, sono culturali. Stacchiamo l'automatismo del pensiero.
 

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