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Covid, ecco come sarà la nostra estate

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Oltre a goderci con giudizio le vacanze, dobbiamo prepararci per l'autunno sulla base di quello che sappiamo con certezza. Sappiamo che il ricambio d'aria è importante, che i farmaci antivirali sono efficaci, e che serve il vaccino
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Quale sarà l'andamento della pandemia nei mesi estivi? Non abbiamo una risposta certa a questa domanda ma siamo in grado di fare una previsione ragionata. Molte infezioni hanno un andamento stagionale, con i casi concentrati in un certo periodo dell'anno. Il virus che li rappresenta tutti - il campione olimpionico della stagionalità - è senz'altro l'influenza che circola da gennaio fino a marzo con un picco agli inizi di febbraio, quasi scomparendo negli altri mesi.

Tanto è spiccata questa caratteristica epidemiologica che gli antichi, che non conoscevano virus, varianti e vaccini, si convinsero che la concentrazione dei casi in quelle settimane fosse causata da una congiunzione astrale sfavorevole che aveva un'influenza negativa sulla salute de…

Quale sarà l'andamento della pandemia nei mesi estivi? Non abbiamo una risposta certa a questa domanda ma siamo in grado di fare una previsione ragionata. Molte infezioni hanno un andamento stagionale, con i casi concentrati in un certo periodo dell'anno. Il virus che li rappresenta tutti - il campione olimpionico della stagionalità - è senz'altro l'influenza che circola da gennaio fino a marzo con un picco agli inizi di febbraio, quasi scomparendo negli altri mesi.

Tanto è spiccata questa caratteristica epidemiologica che gli antichi, che non conoscevano virus, varianti e vaccini, si convinsero che la concentrazione dei casi in quelle settimane fosse causata da una congiunzione astrale sfavorevole che aveva un'influenza negativa sulla salute delle persone. Infatti il nome originale di questa malattia era influenza stellarum, l'influenza delle stelle. Anche se adesso abbiamo capito che la colpa non è delle stelle ma di un virus, "influenza" si usa ancora.

In generale, tutti i virus a trasmissione respiratoria circolano molto di più nei mesi invernali. Parafrasando la bella canzone di Bruno Martino questi virus "odiano l'estate". Il perché è dovuto a diversi motivi.

Prima di tutto d'estate si vive molto di meno al chiuso: si mangia, si fanno le feste, si fa sport, si cena e ci si vede all'aperto, dove la ventilazione naturale disperde i virus. Quando si sta al chiuso, poi, c'è maggiore ricambio d'aria perché più spesso si tengono le finestre aperte. Le scuole, che sono un amplificatore efficacissimo degli agenti infettivi, sono chiuse e gli scolari non sono tutti insieme all'interno delle aule; infine d'estate c'è più sole e i raggi ultravioletti sono molto efficaci nell'inattivare i virus.

C'è una domanda che alcuni di voi si staranno facendo: nell'emisfero opposto al nostro, dove le stagioni sono invertite, cosa fanno i virus? Anche in quel caso seguono le stagioni, ovviamente con una stagionalità opposta a quella che si vede da noi. Nell'emisfero australe l'influenza ha il suo picco in agosto mentre i virus che prediligono l'estate (ce ne sono: quello che causava la poliomielite, per esempio) si trasmettono nei mesi che corrispondono al nostro inverno.

Arriviamo ora al punto che ci interessa: Covid è una infezione stagionale? Sì e no. Certamente, essendo un virus a trasmissione respiratoria, il contagio è facilitato durante i mesi invernali per i motivi che abbiamo appena elencato. Peraltro i cugini di questo virus, i coronavirus che sono passati nell'uomo secoli fa e che adesso causano il 30% dei raffreddori, si trasmettono tipicamente da dicembre fino ad aprile.

Fatte queste premesse, dobbiamo però ricordarci che un virus appena passato nell'uomo e non ancora ben adattato può avere una stagionalità alterata. L'influenza, che come abbiamo detto ha la precisione di un orologio, quando nell'ultimo secolo è apparsa sotto forma di un virus nuovo che ha causato pandemie (per esempio nel 1918, nel 1957 e nel 2009) ha avuto un picco a fine ottobre e non a febbraio.

Peraltro il picco pandemico più rilevante di Covid si è verificato nello scorso gennaio in tutto il mondo (anche nell'emisfero Sud, dove era piena estate) non a causa delle condizioni climatiche favorevoli alla sua diffusione, ma perché è comparsa la variante Omicron, estremamente più contagiosa.

Però, al netto di eventuali sorprese, è possibile che durante l'estate il numero di casi diminuirà, ma è altrettanto probabile che in autunno ci sarà una risalita delle infezioni. Quanto sarà grave questa risalita autunnale? Nessuno può dirvelo, perché entreranno in gioco fattori al momento completamente imprevedibili: per esempio non sappiamo se emergeranno nuove varianti e non sappiamo quale sarà tra alcuni mesi la protezione residua derivante dalla vaccinazione.

Detto questo è evidente che quello che dobbiamo fare, oltre a goderci con giudizio l'estate, è prepararci per l'autunno sulla base di quello che sappiamo con certezza. Sappiamo che è importante il ricambio dell'aria, abbiamo mesi per fare sì che nelle scuole, negli uffici e in tutti i luoghi dove ci si affolla la circolazione dell'aria sia adeguata anche a finestre chiuse e questo elemento già da solo potrebbe dare un contributo notevole al controllo della diffusione del virus. Sappiamo che i farmaci antivirali sono molto efficaci e dovremo essere in grado di somministrarli tempestivamente alle persone fragili che si ammaleranno.

Infine, il vaccino. Nessuno vi può dire ora se ci sarà bisogno di un richiamo, chi dovrà sottoporsi ad esso e con quale vaccino si dovrà eseguire. Però sappiamo che è possibile, anzi probabile che di questo richiamo ci sarà bisogno. Dovremo dunque essere pronti a vaccinare molte persone senza alcun ritardo se il richiamo si dimostrerà necessario.

Dopo oltre due anni di pandemia non solo conosciamo bene il nemico, ma abbiamo anche armi efficaci per contrastarlo: sarebbe imperdonabile farsi cogliere impreparati.