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Il salario minimo in cucina

Gli abusi nella ristorazione
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Dignità del lavoro al primo posto. Sta diventando irritante il luogo comune secondo cui i giovani non accettano i lavori perché vogliono fare "la bella vita". Sono un po' stanca di sentire le solite critiche al Reddito di Cittadinanza, come causa di tutti i mali, compresa la difficoltà per le aziende di trovare persone disposte a lavorare. Se ci sono dei limiti della misura si correggano.


Cerchiamo di fare una disamina attenta proprio oggi, nel giorno della festa della Repubblica, fondata sul lavoro. Questo giornale riporta oggi una interessante inchiesta condotta sul settore della ristorazione. Da cui si evince una realtà durissima di lavoro.
Secondo i dati di Contabilità Nazionale dell'Istat è questo uno dei settori dov…

Dignità del lavoro al primo posto. Sta diventando irritante il luogo comune secondo cui i giovani non accettano i lavori perché vogliono fare "la bella vita". Sono un po' stanca di sentire le solite critiche al Reddito di Cittadinanza, come causa di tutti i mali, compresa la difficoltà per le aziende di trovare persone disposte a lavorare. Se ci sono dei limiti della misura si correggano.


Cerchiamo di fare una disamina attenta proprio oggi, nel giorno della festa della Repubblica, fondata sul lavoro. Questo giornale riporta oggi una interessante inchiesta condotta sul settore della ristorazione. Da cui si evince una realtà durissima di lavoro.
Secondo i dati di Contabilità Nazionale dell'Istat è questo uno dei settori dove il lavoro irregolare è più diffuso. A volte insieme al lavoro regolare, a volte no. È un settore a bassi salari in presenza di orari di lavoro molto pesanti, e di un clima di lavoro non sempre dei migliori.


Ovviamente questa non è la regola. Esistono molti imprenditori che svolgono egregiamente il loro lavoro, e che insieme ai loro lavoratori garantiscono l'eccellenza italiana gastronomica. Il nostro cibo è amato in tutto il mondo. Ed è elemento di richiamo potente per il turismo. Ma esistono purtroppo sacche importanti di condizioni di lavoro pesanti, di sfruttamento che inducono molti giovani a non rispondere agli avvisi di ricerca di lavoro, a cercare all'estero, oppure a cambiare settore. Quindi, evitiamo le semplificazioni e guardiamo la realtà per quella che è.
D'altro canto a livello delle politiche ci siamo particolarmente occupati di questo settore? Possibile che nel Paese del mangiar bene non esistano istituti pubblici di alta formazione per la cucina? Possibile che debbano esistere solo nel privato ad alto costo? Molti imprenditori sostengono di non potercela fare così. Sottolineano che ci sia bisogno di introdurre politiche di sgravi fiscali per migliorare la situazione. È probabile che abbiano ragione. Ma, allora, perché non rifondiamo questo settore tenendo conto di tutte le esigenze, in nome della qualità del vivere e del lavoro?


Questo settore ha bisogno di essere rilanciato, ha sofferto tanto. Quindi i ristoratori vanno ascoltati. Ma ha bisogno di un salario minimo e di un clima di lavoro che garantisca la dignità delle persone. Ne va della stessa qualità dei servizi offerti e dello sviluppo del nostro turismo. La dignità del lavoro va al primo posto se si pensa ad aziende moderne che producano servizi di qualità, piccole o grandi che siano. Lo dice la nostra Costituzione, all'articolo 1 laddove afferma che la repubblica si basa sul lavoro. All'articolo 3 dove sostiene che l'uguaglianza dei cittadini è il nodo per assicurare la dignità sociale; all'articolo 36 laddove sottolinea che la retribuzione dei lavoratori è fondamentale per assicurare un'esistenza libera e dignitosa. All'articolo 41 dove afferma che l'iniziativa economica privata ha dei limiti che non possono essere superati, cioè non può svolgersi in contrasto con la dignità umana. E potrei continuare. E di questa dignità non possiamo farne a meno né moralmente, né economicamente, se vogliamo qualità ed allo stesso tempo efficienza e crescita.
La nostra Costituzione non ci prescrive solo diritti, va oltre, delinea anche una prospettiva di sviluppo e di progresso del lavoro e dell'economia.


La nostra democrazia, la nostra libertà, inscindibili dalla giustizia sociale, teniamocele strette, specie ora che le vediamo in pericolo a due passi da noi e nel mondo intero.
Buona festa della Repubblica a tutti e a tutte.

Linda Laura Sabbadini è direttora del Dipartimento Metodi e Tecnologie Istat. Le opinioni qui espresse sono esclusiva responsabilità dell'autrice e non impegnano l'Istat.