L'idea che i diritti siano separati uno dall'altro, che esista (o pre-esista) una gerarchia tra i diritti, mi è sempre sembrata grottesca. Si dice stato di diritto proprio perché i diritti, tutti insieme, definiscono la condizione in cui corpi e sostanze si trovano (per includere nella definizione di "stato", pure quella propria in fisica e in chimica). I diritti delle persone - cittadini e cittadine - Lbgt+ (per utilizzare l'acronimo scelto da Maya De Leo in Queer. Storia culturale della comunità Lgbt+, Einaudi) creano, inoltre, l'occasione di una particolare riflessione che più volte ho sottolineato sulle pagine di questo giornale, e cioè che, ad oggi, le persone Lgbt+ hanno tutti i doveri delle persone eterosessuali, ma non tutti i diritti.
La riflessione dovrebbe muoversi nell'ordine di rimarcare ciò che fino a un certo punto abbiamo saputo e adesso sembriamo aver dimenticato e cioè che diritti e dove…
L'idea che i diritti siano separati uno dall'altro, che esista (o pre-esista) una gerarchia tra i diritti, mi è sempre sembrata grottesca. Si dice stato di diritto proprio perché i diritti, tutti insieme, definiscono la condizione in cui corpi e sostanze si trovano (per includere nella definizione di "stato", pure quella propria in fisica e in chimica). I diritti delle persone - cittadini e cittadine - Lbgt+ (per utilizzare l'acronimo scelto da Maya De Leo in Queer. Storia culturale della comunità Lgbt+, Einaudi) creano, inoltre, l'occasione di una particolare riflessione che più volte ho sottolineato sulle pagine di questo giornale, e cioè che, ad oggi, le persone Lgbt+ hanno tutti i doveri delle persone eterosessuali, ma non tutti i diritti.
La riflessione dovrebbe muoversi nell'ordine di rimarcare ciò che fino a un certo punto abbiamo saputo e adesso sembriamo aver dimenticato e cioè che diritti e doveri vanno insieme, lo stato di diritto contempla e coesiste con uno stato di dovere, se così possiamo definire la prassi collettiva e civile di contribuire all'aumento del benessere per fasce sempre più ampie di popolazione. Dove benessere ha un senso più lato di quello economico e riguarda l'espressione delle possibilità di vita di ciascuno.
I diritti delle persone omosessuali - così come i diritti delle donne, ma l'elenco di sottocategorie di una risalente norma, potrebbe continuare - non sono questioni che interessano solo gli omosessuali e le donne. Che gli omosessuali abbiano stessi diritti oltre che medesimi doveri, o che la parità salariale e, più in generale, civile tra donne e uomini sia effettiva e non soltanto dichiarata, non è interesse esclusivo degli omosessuali e delle donne. È interesse di una democrazia. Proprio perché i diritti vengono tutti insieme. E se così non è, allora alcuni diritti sono privilegi. I privilegi escludono, i diritti includono.
Dunque, che Repubblica - giornale sul quale scrivo - decida di partecipare al Pride dell'11 giugno prossimo mi soddisfa prima come cittadina e editorialista che come omosessuale. Riguardo la polemica sulle pagine di altri quotidiani italiani dell'occasione colta da Repubblica per la sfilata del Pride di fare rainbow-washing, vorrei dire solo che, se anche fosse, la realtà è che lo striscione di Repubblica al Pride ci sarà e dunque è inutile fare polemica. Personalmente, spero che il prossimo anno andremo con un carro sul quale sta assisa Aspesi in trono (Natalia, mia icona di tutto) e che la prima pagina sia - già da quest'anno - una bandiera arcobaleno.
In un racconto contenuto nella raccolta Altre inquisizioni (Adelphi, traduzione di F. T. Montalto) Borges scrive "codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche".
Ecco, la categoria alla quale spero di appartenere e alla quale, coscienti o no, apparteniamo tutti, è la (n). E deve essere la categoria alla quale estendere tutti i diritti, lo stato di diritto. Tutti gli animali che da lontano sembrano mosche hanno uguali diritti e doveri davanti alla legge. La Costituzione italiana, per vero, ci va abbastanza vicino. "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." Benvenuta Repubblica al Pride. E buon Pride a tutti noi che da lontano sembriamo mosche.