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Il trionfo della paranoia

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L'invasione russa dell'Ucraina e le parole di Medvedev, Lavrov e Biden
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Nella guerra in Ucraina non solo vengono lanciati missili e bombe dai russi: anche le parole che usano sono divenute mezzi di offesa che servono a minacciare e a terrorizzare il mondo occidentale. In questi mesi abbiamo assistito ad un linguaggio che è divenuto sempre più violento da parte di personaggi come il ministro degli Esteri Lavrov, da cui ci saremmo aspettati una maggiore moderazione e adesso dall'ex primo ministro Medvedev ritenuto una figura politicamente più liberale. In questi ultimi giorni abbiamo letto con sconcerto e preoccupazione le parole di Medvedev piene di odio verso i Paesi occidentali accusati di essere "bastardi e degenerati" che lui cercherà di far "sparire" con ogni mezzo.

Nella guerra in Ucraina non solo vengono lanciati missili e bombe dai russi: anche le parole che usano sono divenute mezzi di offesa che servono a minacciare e a terrorizzare il mondo occidentale. In questi mesi abbiamo assistito ad un linguaggio che è divenuto sempre più violento da parte di personaggi come il ministro degli Esteri Lavrov, da cui ci saremmo aspettati una maggiore moderazione e adesso dall'ex primo ministro Medvedev ritenuto una figura politicamente più liberale. In questi ultimi giorni abbiamo letto con sconcerto e preoccupazione le parole di Medvedev piene di odio verso i Paesi occidentali accusati di essere "bastardi e degenerati" che lui cercherà di far "sparire" con ogni mezzo.


Le sue parole non sono soltanto pietre come le aveva definite lo scrittore Carlo Levi parlando nel suo libro sul mondo siciliano, ma hanno un carattere più allarmante che sembrano voler minare la nostra identità di occidentali accusandoci di essere bastardi senza una storia e una tradizione e poi degenerati e corrotti privi di moralità, non riconoscendoci nessun diritto a vivere, perché ci vuole addirittura schiacciare.
Probabilmente sono parole rivolte ai cittadini russi per rinfocolare l'impegno nella guerra ed unirlo contro l'Occidente e l'Ucraina, facendoli sentire paladini di un mondo ben diverso che ha le sue radici nelle figure di Pietro il Grande e più recentemente di Iosiph Stalin. Servono anche ad intimorire e a dividere i Paesi occidentali, in modo da indurli a ritirare le sanzioni e rinunciare al sostegno all'Ucraina. Ma si vuole soprattutto creare un clima di sospetto e di odio verso l'Europa e l'America, accusati di comportarsi falsamente: parlano di pace ma la loro vera strategia è quella di accerchiare la Russia, come è avvenuto con l'estensione dei Paesi che aderiscono alla Nato. D'altra parte nell'inconscio collettivo russo è ancora vivo il ricordo delle invasioni europee del passato, prima da parte di Napoleone che era giunto addirittura a Mosca e poi di Hitler, entrambi respinti dal popolo russo. E, come succede in ogni guerra, la paranoia si sta impossessando delle menti umane, la diffidenza e l'odio stanno contagiando anche il mondo occidentale, ricordiamo le parole di Biden che accusava Putin di essere un macellaio, rendendo sempre più difficile sedersi attorno ad un tavolo di trattative.


È un'ideazione paranoide che sta invadendo le menti, come era già successo durante la pandemia nei confronti dei vaccini, delle multinazionali farmaceutiche e dei poteri occulti internazionali. Probabilmente è una caratteristica umana quella di interpretare i fatti e le vicende minacciose per cui non ci si limita a difendersi ma si congettura sulle intenzioni nascoste di quanti mettono in pericolo la sicurezza e l'incolumità personale. Una possibile spiegazione si può trovare nell'evoluzione del cervello umano con lo sviluppo dei lobi frontali e prefrontali che hanno favorito la capacità di rimuginare ed elucubrare costruendo scenari e convinzioni, che portano ad attribuire intenzioni malevole vengono a persone, organizzazioni e forze nascoste. E quello che distingue queste modalità di pensiero dai comportamenti di difesa più ancorati alla realtà è una sorta di ideologia del sospetto che spinge ad interrogarsi, ad ignorare le evidenze della realtà e a ricercare le forze occulte che governano la vita quotidiana. E chi pensa in questo modo ha la convinzione di conoscere meglio le strategie del mondo, che gli altri non sono in grado di scoprire perché troppo ingenui. Non sono solo supposizioni si tratta di convinzioni che diventano sempre più radicate anche perché non vengono messe alla prova dei fatti, vere e proprie credenze inattaccabili.


Forse è inevitabile che di fronte ai pericoli e alle minacce si attivino negli uomini queste ideazioni paranoidi che spingono a ricercare spiegazioni che vanno aldilà di quello che si vede. L'unico vero antidoto è rappresentato da procedimenti conoscitivi che si muovono da ipotesi, per poi raccogliere sistematicamente evidenze e giungere a previsioni probabilistiche con la consapevolezza che ogni costruzione cognitiva è provvisoria, in attesa di nuove conferme.