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La lettera. Chi ha salvato l'Italia

Mario Monti 
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Caro Direttore, ringrazio molto lei e Tonia Mastrobuoni per l’ampia intervista pubblicata su Repubblica di ieri, intitolata “Così salvai l’Italia. Oggi per abbassare lo spread dobbiamo fare le riforme”. Mi permetta due osservazioni.
La prima — e anche di questo le sono grato — è che i lettori eventualmente interessati all’intera conversazione che ho avuto con Tonia Mastrobuoni, testimone ella stessa della crisi del 2011-2012, possono trovarla in versione integrale sul sito di Repubblica.
La seconda osservazione riguarda il titolo. Esso riflette pienamente le mie convinzioni per quanto attiene al legame tra riforme e spread. Ma l’incipit, ”Così salvai l’Italia”, alla prima persona singolare, comprensibile sul piano giornalistico, non rappresenta il mio pensiero. Certo, ho sempre rivendicato che l’Italia, arrivata sulla soglia del default nel novembre 2011, si è salvata da sé. Non …

Caro Direttore, ringrazio molto lei e Tonia Mastrobuoni per l’ampia intervista pubblicata su Repubblica di ieri, intitolata “Così salvai l’Italia. Oggi per abbassare lo spread dobbiamo fare le riforme”. Mi permetta due osservazioni.
La prima — e anche di questo le sono grato — è che i lettori eventualmente interessati all’intera conversazione che ho avuto con Tonia Mastrobuoni, testimone ella stessa della crisi del 2011-2012, possono trovarla in versione integrale sul sito di Repubblica.
La seconda osservazione riguarda il titolo. Esso riflette pienamente le mie convinzioni per quanto attiene al legame tra riforme e spread. Ma l’incipit, ”Così salvai l’Italia”, alla prima persona singolare, comprensibile sul piano giornalistico, non rappresenta il mio pensiero. Certo, ho sempre rivendicato che l’Italia, arrivata sulla soglia del default nel novembre 2011, si è salvata da sé. Non ha voluto ricorrere al Fondo salvastati né sottoporsi alla Troika, malgrado forti pressioni. E non è stata salvata dalla Bce, come spesso si è detto.


Il governo italiano, riacquisita credibilità attraverso serie politiche interne di risanamento e riforme, ha guidato il fronte degli Stati dell’Eurozona che non accettavano più che la Bce fosse tenuta in una camicia di forza dalla Germania. Quando, con il vertice dell’Eurozona del giugno 2012, si è riusciti a dare alla Bce una vera indipendenza, non più condizionata dalla Germania, il presidente Draghi se ne è avvalso con grande abilità e ha trasmesso ai mercati, con il suo “Whatever it takes”, un forte impulso di distensione. Tale distensione ha certo giovato all’Italia, così come agli altri Paesi che si erano trovati in difficoltà fino a che la Bce si era sentita paralizzata.


Ma anche per quanto riguarda l’azione con la quale il sistema politico e istituzionale italiano è riuscito a salvare l’Italia e a migliorare la governance monetaria europea, mi guarderei bene dall’usare la prima persona singolare ! Se siamo venuti fuori da quella strettoia, lo si deve in primo luogo al presidente Napolitano, che ha visto la necessità di un’unità nazionale e ha saputo creare le condizioni perché si realizzasse; ai partiti e alle parti sociali, che con grande senso di responsabilità hanno tollerato una stagione all’insegna della preminenza dell’interesse generale; ai cittadini italiani che hanno dovuto sopportare sacrifici; e, tengo a dirlo, ai ministri del governo da me presieduto, che hanno offerto al Paese le proprie competenze e, cosa rara, la disponibilità a diventare impopolari pur di porre in atto le misure necessarie.