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Facciamo un gesto straordinario

Mario Draghi
Mario Draghi 

Appello agli italiani

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Caro Direttore,

pare che l’Italia tutta, di destra e di sinistra, imprenditoriale e disoccupata, binaria e non, sia rimasta stordita dall’improvviso sbriciolarsi di un governo che pur di bizzarra composizione, pareva avviarsi con affanno ma anche pazienti tentativi di accordo verso la fine della legislatura, quando poi la tempesta delle elezioni avrebbe come sempre creato nuovi sfracelli: ma a tempo debito, come sempre, non così a caso, per il chiacchiericcio smodato di bizzosi adolescenti anche anziani. No, non va bene, non è proprio il momento di giocare a rubamazzetto mentre la casa va a fuoco e il mondo sta scivolando nel nulla. Così la maggior parte degli italiani, a parte i malmostosi di sempre, vorrebbe saltare questi giorni crudeli e ritornare a prima, come se nulla fosse successo.


Non si può, pare chiaro, perché esistono ancora eventi che non si possono cancellare e persone che per quanto al servizio dello stato, possano averne anche le tasche piene: dovevate pensarci prima, mentre noi andavamo a farci la quarta dose e voi in Parlamento stavate già pensando di piantarla con quei noiosi degli ucraini, oppure stavate scoprendo con stupore che pure i lavoratori avrebbero dei diritti, non solo i trans.
Ci resta la solita chiacchiera e il balbettio degli eroici demolitori del presente e del futuro italiano, che provano l’ebrezza di essere trasportati da un nugolo semovente di cellulari taccuini e cineprese verso la fuga, non più sfigati come tutti noi, ma padroni del destino di 60 miloni di umani.


Gli altri paesi ci guardano sgomenti, preoccupati, oppure contenti perché il disastro nostro è il bene loro. La frittata è fatta, tuorlo e albume non tornano nel guscio, l’unica possibilità è evitare la mortale salmonella.
Cioè riuscire almeno a non perdere i soldi europei, a non andare alla deriva coi mercati, lo spread, l’inflazione, la crisi energetica, l’insistenza pandemica. Allora facciamo un gesto straordinario, noi italiani qualsiasi però persino democratici (e anche se radical chic come tuttora capita). Non limitiamoci ad alzare gli occhi al cielo, a brontolare su Facebook, a sentirci traditi, però accettando il tutto perché se no bisogna impegnarsi.

So benissimo che gli appelli servono a niente, e io non li firmo mai. Ma adesso penso che c’è un limite a tutto, all’incompetenza distruttiva di una certa politica, e alla nostra passività. Poi, e lo dico da atea, che Dio ci aiuti.
Questo appelluccio, lo firmiamo in due, due signore qualsiasi, due amiche: Evelina Cristillin e Natalia Aspesi.


Grazie a chi ci darà una mano, grazie soprattutto a Repubblica e al suo direttore Maurizio Molinari, che ha l’ardire di ospitarci.

 

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