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Palomino positivo, il doping prima del calcio

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Ancora non si è cominciato a giocare ed ecco che torna il doping nel calcio, questo strano clandestino a bordo, questo compagno segreto. Hanno pescato positivo non un campione ma un difensore argentino dell’Atalanta, José Luis Palomino, non proprio uno di quei nomi scintillanti che accendono suggestioni, solo un ottimo mestierante di una squadra che da anni corre davvero molto.

(agf)
Il doping del pallone è come quando si rivede un parente che stava in giro da un po’, rieccolo, prima o poi arriva sempre. A volte ritornano, o forse certi sospetti non erano mai andati via davvero. La trafila è sempre la stessa, un po’ da commedia all’italiana: io non sapevo, io non volevo, era solo una pomata, era uno spray per i foruncoli, era un collirio. Il passato ci regalò perle surreali quando qualcuno diede la colpa a uno shampoo o alle troppe bistecche: …

Ancora non si è cominciato a giocare ed ecco che torna il doping nel calcio, questo strano clandestino a bordo, questo compagno segreto. Hanno pescato positivo non un campione ma un difensore argentino dell’Atalanta, José Luis Palomino, non proprio uno di quei nomi scintillanti che accendono suggestioni, solo un ottimo mestierante di una squadra che da anni corre davvero molto.

(agf)
Il doping del pallone è come quando si rivede un parente che stava in giro da un po’, rieccolo, prima o poi arriva sempre. A volte ritornano, o forse certi sospetti non erano mai andati via davvero. La trafila è sempre la stessa, un po’ da commedia all’italiana: io non sapevo, io non volevo, era solo una pomata, era uno spray per i foruncoli, era un collirio. Il passato ci regalò perle surreali quando qualcuno diede la colpa a uno shampoo o alle troppe bistecche: sia come sia, di solito paga un atleta solamente, a volte insieme a un medico un po’ disinvolto, mai però che si cerchi qualcosa di più o che si vada un poco in profondità. Il sistema non gradisce, e ancora si fa scudo con una frase vecchia di decenni: nel calcio il doping non esiste. Falso. Ma nessuno ha saputo o voluto dimostrare il contrario. Un tabù assoluto.

Rispetto a discipline sportive caratterizzate da un doping potente e da un antidoping altrettanto combattivo, una su tutte il ciclismo, il calcio al massimo si concede qualche controllo all’amatriciana, random: si calano reti a maglia larga nell’oceano, dove al massimo resta impigliato qualche tonno addormentato. Poco o niente per dimostrare che gli apprendisti stregoni, o gli stregoni e basta, stanno a bordocampo e negli spogliatoi, e gli steroidi vengono consumati eccome.

È curioso che questa faccenda di Palomino salti fuori quand’è ancora calda la polemica sul calcio italiano, dove si fatica poco e si corre ancora meno (l’ha appena scatenata l’allenatore tedesco Nagelsmann, del Bayern Monaco: «De Ligt mi ha detto che in quattro anni non si era mai allenato duramente come con noi» ). Anche i movimenti del mercato a volte raccontano di campioni non più giovanissimi che vengono a chiudere la carriera in Italia, oppure ci tornano perché si sta bene e non ci si ammazza di lavoro. E allora, questo doping si usa o no? Funziona o no? Conviene o no? In un sistema iper controllato, è possibile che un terzino venga lasciato solo con una pomata?

L’unica certezza è che le vecchie scuse non reggono più. La sostanza in questione, il “clostebol metabolita”, è un’antica molecola che già veniva usata nei laboratori dei dottor Stranamore in Germania Est, ed è la stessa che ogni due o tre anni torna a galla pure da noi, cicatrizzante ma anche anabolizzante. E insomma questo è il periodo dell’anno in cui si comincia a riempire il serbatoio e ci si carica i muscoli in spalla, più sono grossi, meglio si corre, e meno si sente la fatica di una stagione che mai come stavolta comincia presto, addirittura prima di ferragosto.

Volete sapere come andrà a finire? Palomino, già sospeso, sarà condannato e resterà il solito caso isolato. Quando un club come la Juventus venne processato per doping, nessuno provò a capire cosa facessero gli altri e se certe pratiche fossero solo un sospetto. Il calcio è come il campionato, non si ferma mai, non si mette mai in discussione, è uno sport presunto innocente, mai potenziale colpevole. La pillola me l’ha data il dottore, avevo male al ginocchio, avevo una pustola sul naso, era solo un calmante, ora è tutto a posto, io sono una persona onesta. Zero a zero e palla al centro. Signor arbitro, si può ricominciare.