Che l'Europa sia preoccupata per le elezioni in Italia non è un mistero. Le proposte avanzate dalla coalizione di destra, dalla flat tax alla rottamazione delle cartelle esattoriali, dall'aumento delle pensioni alla ridiscussione degli impegni presi con il Pnrr farebbero saltare i nostri già fragili conti pubblici e aumenterebbero ulteriormente il debito che sfiora il 150 per cento del Pil anche dopo il calo registrato con il governo Draghi.
Inoltre i partiti egemoni del cartello conservatore, Fratelli d'Italia e Lega, sono schierati in Europa con i sovranisti, di cui esplicitamente condividono le idee: Meloni e Salvini vogliono un'Italia più sovrana e meno dipendente dalle decisioni di Bruxelles in una Europa con ridotti poteri sovranazionali. Sono posizioni legittime. Ma totalmente contraddittorie. Il paradosso dei sovranisti italiani, visto da Bruxelles, sembra una plateale dimostrazione di malafede politica che spaventa ancora di più i …
Che l'Europa sia preoccupata per le elezioni in Italia non è un mistero. Le proposte avanzate dalla coalizione di destra, dalla flat tax alla rottamazione delle cartelle esattoriali, dall'aumento delle pensioni alla ridiscussione degli impegni presi con il Pnrr farebbero saltare i nostri già fragili conti pubblici e aumenterebbero ulteriormente il debito che sfiora il 150 per cento del Pil anche dopo il calo registrato con il governo Draghi.
Inoltre i partiti egemoni del cartello conservatore, Fratelli d'Italia e Lega, sono schierati in Europa con i sovranisti, di cui esplicitamente condividono le idee: Meloni e Salvini vogliono un'Italia più sovrana e meno dipendente dalle decisioni di Bruxelles in una Europa con ridotti poteri sovranazionali. Sono posizioni legittime. Ma totalmente contraddittorie. Il paradosso dei sovranisti italiani, visto da Bruxelles, sembra una plateale dimostrazione di malafede politica che spaventa ancora di più i nostri interlocutori europei.
La prima condizione per essere sovrani, e non dover sottostare a imposizioni altrui, è quella di essere indipendenti. Un'impresa indebitata fino al collo dovrà dipendere dai diktat che le impongono i suoi creditori. Una famiglia che deve chiedere a prestito i soldi per arrivare a fine mese non è libera di decidere autonomamente l'acquisto indiscriminato di beni superflui.
Uno Stato come l'Italia, il cui debito pubblico è detenuto in larga parte da investitori esteri e dalla Banca centrale europea e che viene finanziato per centinaia di miliardi con denaro raccolto dai contribuenti europei, ha evidentemente una sovranità limitata, non dalla avidità ma dalla generosità dei suoi finanziatori.
Invece tutti i partiti della coalizione di destra propongono programmi che aumenterebbero il debito, e dunque la nostra dipendenza dall'Europa, ma allo stesso tempo pretendono di avere più sovranità rispetto alle direttive che arrivano da Bruxelles, e chiedono di ridurre i poteri sovranazionali della Ue.
Anche questo, a ben vedere, è un altro paradosso, visto che nella storia recente dell'Unione europea i principali progressi verso un accrescimento dei poteri sovranazionali sono venuti proprio dalla necessità di far fronte alla debolezza dei conti pubblici italiani.
Dallo scudo anti-spread alla creazione del Recovery Fund, dalle Omt (Outright Monetary Transactions) volute da Draghi quando era a Francoforte fino al nuovo "scudo antiframmentazione" previsto dalla Bce su giudizio inappellabile del suo consiglio direttivo, è stata sempre la debolezza dell'Italia a rafforzare i poteri dell'Europa. Ma Salvini e Meloni pensano di poter ridurre i poteri europei pur aumentando il nostro debito verso di loro. Auguri.
I due Paesi dove i sovranisti sono al governo, la Polonia e l'Ungheria, pur essendo molto più poveri dell'Italia, hanno un debito pubblico che è, percentualmente, circa la metà del nostro e si prodigano per farlo calare. Il loro sovranismo, almeno, ha un briciolo di coerenza. Salvini, Meloni e Berlusconi, invece, vogliono essere sovranisti a spese dei contribuenti europei. Ma così facendo condannano il Paese ad una maggiore dipendenza verso i creditori e ad una ulteriore perdita di sovranità. Senza contare che questa plateale contraddizione del loro progetto politico mina ulteriormente la già bassissima credibilità che hanno agli occhi dei nostri partner europei.
Se c'è qualcuno che, pur essendo agli antipodi delle idee sovraniste, ha fatto davvero molto per rafforzare la sovranità dell'Italia, è proprio Mario Draghi, che ha aumentato la crescita economica, ridotto il debito e tagliato la dipendenza energetica da Mosca. Il cartello delle destre ci porterebbe nella direzione opposta. Forse sono davvero sovranisti ma, come si dice, per conto terzi.