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Gas, l'eccezione della Spagna

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Tutto è cominciato quando l'Europa ha accettato che Madrid e Lisbona ponessero un tetto al prezzo del metano utilizzato per la produzione di elettricità, in modo da ridurre il costo finale per i consumatori
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"La Spagna è diversa", Spain is different, era lo slogan usato dai governi del franchismo declinante per promuovere lo sviluppo turistico del Paese. Da allora, la crescita nel numero di visitatori stranieri è stata formidabile e la Spagna, ormai in democrazia, è diventata una delle grandi potenze mondiali del settore.

In quella campagna promozionale, la diversità della Spagna era collegata al sole, le spiagge, la gastronomia e i prezzi bassi per i turisti europei. Ma i giovani contestatari dell'epoca non volevano che il loro Paese fosse diverso dall'Europa sviluppata, più povero, meno libero e sottoposto a un regime autoritario e dittatoriale. Le nuove generazioni, stufe della propaganda nazionalista, volevano una Spagna uguale al resto delle nazioni integrate nel Mercato comune europeo, com'era chiamato all'epoca.

Ma il tempo a volte passa invano. L'attuale governo spagnolo, una coalizione fra socialisti ed estremisti…

"La Spagna è diversa", Spain is different, era lo slogan usato dai governi del franchismo declinante per promuovere lo sviluppo turistico del Paese. Da allora, la crescita nel numero di visitatori stranieri è stata formidabile e la Spagna, ormai in democrazia, è diventata una delle grandi potenze mondiali del settore.

In quella campagna promozionale, la diversità della Spagna era collegata al sole, le spiagge, la gastronomia e i prezzi bassi per i turisti europei. Ma i giovani contestatari dell'epoca non volevano che il loro Paese fosse diverso dall'Europa sviluppata, più povero, meno libero e sottoposto a un regime autoritario e dittatoriale. Le nuove generazioni, stufe della propaganda nazionalista, volevano una Spagna uguale al resto delle nazioni integrate nel Mercato comune europeo, com'era chiamato all'epoca.

Ma il tempo a volte passa invano. L'attuale governo spagnolo, una coalizione fra socialisti ed estremisti di sinistra, comunismo incluso, e appoggiata in Parlamento da indipendentisti catalani e addirittura dagli eredi politici dell'organizzazione terroristica Eta, è tornata a sbandierare lo stesso slogan. In questo caso, la differenza viene chiamata "eccezione iberica" e coinvolge anche il Portogallo.

Tutto è cominciato a giugno, quando la Commissione europea ha accettato che Spagna e Portogallo ponessero un tetto ufficiale al prezzo del gas utilizzato per la produzione di elettricità, in modo da ridurre il costo finale per i consumatori.

Il sistema, che rappresenta un'anomalia nel mercato dell'elettricità in Europa, è stato giustificato con la limitata dipendenza dei due Paesi dal gas russo, diversamente dal resto del continente, e la limitata interconnessione con il resto d'Europa attraverso la Francia, che è sempre stata restia a potenziare le vie di distribuzione provenienti dalla Spagna. Tutto questo ha portato a ritenere che la penisola iberica sia una sorta di "isola energetica".

Il governo ha assicurato che in questo modo la bolletta della luce si sarebbe ridotta fino al 40 per cento, anche se poi ha ridimensionato le aspettative al 15 e alla fine, visto l'aumento del prezzo del gas, neanche quello. Nonostante tutto, però, "l'eccezione iberica" è riuscita a fare in modo che nella penisola i prezzi dell'elettricità a carico del consumatore finale, benché alti, a luglio siano stati più bassi che nella maggior parte dei Paesi Ue.

Il via libera da parte di Bruxelles alla richiesta dei due Paesi iberici è stato dato in nome della solidarietà tra partner e alleati. Per questo tutti sono rimasti sorpresi dall'iniziale rifiuto spagnolo di sostenere il piano di risparmio del 15 per cento del consumo di gas nei Paesi dell'Unione, come sollecitato dalla Commissione, di fronte all'eventualità di un taglio delle forniture da parte della Russia. La reazione del governo di Madrid è stata dura, con l'argomentazione che la Spagna i compiti a casa li aveva fatti.

È vero che la penisola iberica è meno dipendente dal gas del resto del continente, per la produzione di elettricità. È più di un decennio che la Spagna investe nella creazione di una rete eolica e solare senza paragoni, che per mesi è stata la principale fornitrice di energia elettrica.

La sua dipendenza dal gas russo è storicamente bassa (meno del 10 per cento), grazie agli accordi con l'Algeria, principale fornitrice del Paese. Ed è il Paese europeo con più rigassificatori (sette, anche se uno non è in funzione) per il trattamento del gas liquido e ha un'elevata capacità di stoccaggio (circa la metà del gas stoccato nell'Ue si trova in Spagna).

Per tutte queste ragioni il governo alla fine ha ottenuto che il 15 per cento del risparmio sull'uso del gas chiesto dalla Commissione venisse ridotto al 7 per cento nella penisola iberica. L'esecutivo ha varato un decreto legge senza aver consultato prima né l'opposizione né le comunità autonome (le regioni), scatenando le critiche.

Stemperate dall'ilarità suscitata dall'invito di Sánchez a non mettere la cravatta, per non abusare dell'aria condizionata. Poco dopo è partito per incontri di Stato nei Balcani e per andare all'aeroporto ha utilizzato un elicottero che, secondo gli esperti, ha consumato più di 100 litri di cherosene; in auto sarebber bastati mezz'ora e 6 litri di benzina.

Le misure del governo includono la limitazione dell'aria condizionata e del riscaldamento in luoghi pubblici, luoghi di lavoro, alberghi, ristoranti, negozi e trasporti, lo spegnimento notturno delle vetrine e la riduzione dell'illuminazione pubblica delle città. La presidente della regione di Madrid, una specie di Margaret Thatcher adolescente, ha annunciato che non intende rispettarle. Alla fine, però, sembra che governo e opposizione siano giunti a un accordo.

Ma la Spagna, questo sì, continua a essere diversa. L'assenza di vento e l'eccesso di calore hanno polverizzato l'attività degli impianti eolici e dei pannelli solari, di modo che, a luglio, la principale fonte di energia per produrre elettricità è stata il gas. Gas liquefatto, naturalmente, che arriva dagli Stati Uniti e dalla Russia, visto che le forniture dall'Algeria si sono ridotte e i loro prezzi sono saliti alle stelle, a causa della politica estera del governo Sánchez nel Maghreb.

La cosa paradossale è che, per via del ruolo centrale del gas nella produzione elettrica, se si applicasse il risparmio dei consumi previsto nell'accordo con Bruxelles la produzione industriale ne verrebbe penalizzata, tanto che il governo ha annunciato la possibilità di chiedere una seconda eccezione all'Ue per derogare al risparmio concordato.

Per il resto, la confusione e l'arbitrarietà nelle decisioni hanno provocato dileggi, rimostranze e amarezze in una popolazione ancora scottata dalle privazioni originate dalla pandemia. In tutto questo, rappresentanti del settore tessile hanno protestato per l'attacco delle autorità contro l'uso della cravatta.

(Traduzione di Fabio Galimberti)