I nuovi territori di Meloni
di Furio Colombo , di Furio ColomboIl caso Meloni è unico. Lo dimostra la sua reazione a un giovane contestatore che è balzato sul palco di un suo comizio ostentando la bandiera Lgbt per dire "voglio potermi sposare e poter adottare". "Tu vuoi delle cose e io voglio il diritto di pensarla in maniera diversa", ha risposto Meloni. Ma mentre il disturbatore viene allontanato Meloni invita la platea all'applauso. "Rispetto chi ha il coraggio di difendere ciò in cui crede. Io lo faccio da una vita". Nella stessa giornata, Meloni, che mostra sempre di possedere una giusta dose di aggressività volgare, aveva detto: "Nella morra cinese della sinistra un clandestino batte una donna violentata".
Poi ci sono stati i giorni dello Forum Ambrosetti, in cui abbiamo visto Meloni in classe, decisa a farsi trovare non dalla parte giusta in nome di qualche valore, ma dalla parte che vince. È la decisione della prima della classe, che non discute la mater…
Il caso Meloni è unico. Lo dimostra la sua reazione a un giovane contestatore che è balzato sul palco di un suo comizio ostentando la bandiera Lgbt per dire "voglio potermi sposare e poter adottare". "Tu vuoi delle cose e io voglio il diritto di pensarla in maniera diversa", ha risposto Meloni. Ma mentre il disturbatore viene allontanato Meloni invita la platea all'applauso. "Rispetto chi ha il coraggio di difendere ciò in cui crede. Io lo faccio da una vita". Nella stessa giornata, Meloni, che mostra sempre di possedere una giusta dose di aggressività volgare, aveva detto: "Nella morra cinese della sinistra un clandestino batte una donna violentata".
Poi ci sono stati i giorni dello Forum Ambrosetti, in cui abbiamo visto Meloni in classe, decisa a farsi trovare non dalla parte giusta in nome di qualche valore, ma dalla parte che vince. È la decisione della prima della classe, che non discute la materia, persegue la classifica. A differenza di altri candidati che si incontrano, si scontrano, si separano o si riconoscono strada facendo, Meloni rimane legata alla missione che si era data fin dall'inizio, essere la prima.
Non bisogna dimenticare che queste elezioni sono state predisposte come una imboscata a Draghi per rimuoverlo dal governo proprio quando il suo esecutivo stava dando in pieno i suoi frutti. Meloni ha capito che non le conveniva essere fra i traditori, e si era messa all'opposizione subito. E ci è restata con l'intenzione di tenersi a distanza da Salvini, da Berlusconi e dalle schegge ex sinistra a cui è impossibile dare un senso.
A questo punto i fatti giocano a suo favore. Ogni mossa, di ogni candidato, smuove persone e persuasioni in un modo e nell'altro. Meloni sposta territori. Non si tratta di cambiare idea, ma di traslocare. Il fenomeno non si deve al fatto che Meloni ha inventato un nuovo territorio, ma ha creato un'impressione forte di fatti nuovi dove lei va a insediarsi.
Per esempio, è lei, Giorgia Meloni, a offrire presenze (se non alleanze ) con chi veniva creduto avversario. O, dal punto di vista di chi aveva militato con lei fin qui, dovrebbe rivelarsi un infido. Non ha cambiato bandiera. Ha spostato il suo territorio offrendo ai suoi seguaci un'impressione orgogliosa di coerenza, e una nuova vita, con banche e finanza.
In altre parole, si è acquartierata in un posto che prima non c'era. Meloni non era e non è una sostenitrice di Draghi. Non era e non è in una posizione che potrebbe accostarla ai due partiti non piccoli ma isolati, Pd e 5Stelle. I suoi alleati, benché dichiarati da cine-abbracci alla Jules and Jim, sono tiepidi marciatori di retroguardia che non hanno alcun progetto (o ideale) da dichiarare ma possono aggiungere numeri alla stagione felice di FdI.
Meloni non ha niente da chiedere e non deve rivedere i suoi piani. Avrete notato che, da brava prima della classe, si fa carico anche delle materie facoltative. Per esempio sa benissimo che, in questo momento e in questo Paese, nessuno le chiederebbe conto di un suo silenzio sulla invasione ucraina e in tanti pensano che sia un bene per l'Italia non fare sgarbi a Putin. Ma, da intelligente secchiona, non corre rischi e, data la spaccatura del mondo, intende stare dalla parte che dà più affidamento.
Non è opportunismo, è intelligenza politica, che è il suo forte. Nell'accampamento Meloni sono ragionevolmente ottimisti. Ma nessuno vuole cambiare e acquisire più dote, più trovate, più espedienti per vincere. Abbiamo il leader, ti dicono. Qui comincia un regime.