Caro Direttore,
ho letto sul suo giornale le considerazioni sul progetto di flat tax della Lega, fatte dal professor Carlo Cottarelli, candidato nelle liste del Pd per le prossime elezioni. Non mi dilungo sui limiti ideologici dell'intervento e arrivo al dunque.
L'utilizzo della definizione "ricco" non ha un valore scientifico e pertanto non dovrebbe essere utilizzata per analisi che vorrebbero avere natura esclusivamente tecnica.
Il professor Cottarelli dovrebbe spiegarci il suo personale indicatore economico di "ricchezza" e non lo fa. Quindi la domanda è: il 94,5% dei suoi lettori e degli italiani che hanno un reddito lordo entro i 50 mila euro si considerano ricchi? Ciascuno si risponderà da solo.
Aggiungo che purtroppo, dati …
Caro Direttore,
ho letto sul suo giornale le considerazioni sul progetto di flat tax della Lega, fatte dal professor Carlo Cottarelli, candidato nelle liste del Pd per le prossime elezioni. Non mi dilungo sui limiti ideologici dell'intervento e arrivo al dunque.
L'utilizzo della definizione "ricco" non ha un valore scientifico e pertanto non dovrebbe essere utilizzata per analisi che vorrebbero avere natura esclusivamente tecnica.
Il professor Cottarelli dovrebbe spiegarci il suo personale indicatore economico di "ricchezza" e non lo fa. Quindi la domanda è: il 94,5% dei suoi lettori e degli italiani che hanno un reddito lordo entro i 50 mila euro si considerano ricchi? Ciascuno si risponderà da solo.
Aggiungo che purtroppo, dati alla mano, l'Italia è un Paese sempre più povero.
Il ministero delle Finanze ci dice che su 41 milioni di contribuenti, poco più di 30 mila persone hanno un reddito superiore a 300 mila euro lordi e solo qualche centinaio di soggetti superano il milione.
La verità è che le tasse le pagano e ne pagano troppe i lavoratori del ceto medio, le famiglie che hanno redditi complessivi al massimo di 70 mila euro.
Si facciano due conti i lettori così potranno verificare se si sentono ricchi a lavorare in due guadagnando entro i 35 mila euro lordi ciascuno magari con due figli a carico, mutuo da pagare, spese per la scuola e oggi purtroppo anche quelle spropositate per le bollette.
La proposta è chiara, per chi non è offuscato dai paraocchi ideologici. Si tratta di lasciare tredici miliardi di euro nelle tasche di queste famiglie.
Ma ciò che Cottarelli non cita è proprio la famiglia. Perché è sulla famiglia che punta il nostro sistema.
Una famiglia monoreddito con 37 mila euro di reddito lordo e due figli risparmierebbe 2.897 euro. Questa è una famiglia ricca?
Gli esempi fatti dal professor Cottarelli sono capziosi perché egli cita l'esempio di un single con reddito a 28 mila euro che rientra nello "scivolo" del sistema il quale prevede l'aliquota secca effettiva fino al massimo del 15% entro 26 mila euro, caso questo in cui il risparmio netto del contribuente volendo anche considerare le spese sanitarie sarebbe di 688 euro.
I calcoli fatti dallo studio citato dal professor Cottarelli prendono in considerazione tutte le detrazioni e le deduzioni possibili applicate al massimo degli importi. Anche questo non può essere considerato un dato scientifico.
Infatti se da una parte le detrazioni per le spese sanitarie sono utilizzate dal 70% dei contribuenti quelle per il mutuo ipotecario solo dal 18%, quelle per l'istruzione dal 10%, quelle per le spese sportive dal 7%. Inoltre, per le varie fasce di reddito analizzate nello studio, le detrazioni medie utilizzate sono inferiori agli importi massimi considerati. Quando si prepara una riforma fiscale bisogna guardare l'intera platea dei contribuenti e studiare approfonditamente i dati del Mef, non analizzare casi limite che servono solo a fare demagogia.
Riformare e semplificare il sistema Irpef non è semplice, noi abbiamo la nostra proposta, che è frutto di otto mesi di lavoro e confronto con docenti universitari, esperti e tecnici dell'Amministrazione finanziaria dello Stato. A Cottarelli e al Pd non piace? Liberi di proporne un'altra. Al momento quello che si legge nel loro programma è aggiungere uno stipendio a tutti (senza limiti di reddito a quanto pare) che costerebbe 54 miliardi. Mentre aspettiamo notizie sulle coperture, al momento sappiamo solo che secondo Letta dovrebbero essere per la metà a carico delle imprese. Nessun problema, avrà pensato, tanto sono ricchi.
L'autore è senatore della Lega e candidato alla Camera alle elezioni del 25 settembre
Caro Direttore,
nella sua risposta l'On. Siri cerca di confondere un po' le acque disquisendo del significato del termine ricco. Non nega però la realtà: la sua flat tax comporta un regalo che è crescente al crescere del reddito. Se la Lega voleva tagliare le tasse sui redditi familiari intorno, per esempio, ai 27.000 euro lo poteva fare (ed è questo che fa la proposta del Pd di tagliare le tasse sul lavoro). Ma la flat tax taglia le tasse in modo spropositato al crescere del reddito. Ho fatto l'esempio di chi ha un reddito di 600.000 euro che riceverebbe uno sconto 112 volte più alto di chi ha un reddito di 30.000 euro, su cui poi ricadrebbero i tagli dei servizi pubblici che, penso, saranno inevitabili per finanziare la flat tax. Siri nota anche che gli esempi scelti per illustrare i problemi della sua app per calcolare la flat tax nella "fase II" sono estremi. Non mi sembra che colga il punto. Gli esempi illustravano l'esistenza di un problema, di una piccola "dimenticanza" che rende inaffidabile la tanto sbandierata App. Suggerirei di correggerli. Quanto alle coperture della proposta del Pd, come ho già spiegato a Siri nel corso di una trasmissione televisiva, si utilizzerebbe il recupero dell'evasione (ex post, non come speranza ex ante). Ma per ridurre l'evasione occorre essere disposti a usare gli strumenti giusti (come, in passato, la fatturazione elettronica), non alimentare l'evasione con condoni di varia natura (che ora chiamano pace fiscale). (Carlo Cottarelli)