Venti di destra europei
di Juan Luis Cebrián , di Juan Luis CebriánStretto rapporto tra Meloni e Olona, l'ex portavoce di Vox, che per ora si è ritirata
Molti pensano che la Giorgia Meloni spagnola abbia già un nome: Macarena Olona. E questo benché l’ex portavoce del partito Vox al Congresso dei Deputati abbia annunciato, poco più di due mesi fa, il suo ritiro dalla politica. Lo ha fatto dopo le elezioni regionali in Andalusia, in cui il Partido Popular ha ottenuto per la prima volta nella storia la maggioranza assoluta e si è liberato dell’alleanza con il partito di estrema destra che per quattro anni aveva sostenuto il governo del Pp in Parlamento. In un comizio a Marbella, poco prima delle elezioni, Meloni non aveva risparmiato gli elogi per Olona e per il leader del partito, Santiago Abascal. Lo stretto rapporto ideologico e personale tra Fratelli d’Italia e Vox era evidente. Questo partito, che rappresenta l’estrema destra spagnola e che può essere definito il franchismo sociologico, è il terzo in ordine di grandezza nell’arco parlamentare spagnolo e governa …
Molti pensano che la Giorgia Meloni spagnola abbia già un nome: Macarena Olona. E questo benché l’ex portavoce del partito Vox al Congresso dei Deputati abbia annunciato, poco più di due mesi fa, il suo ritiro dalla politica. Lo ha fatto dopo le elezioni regionali in Andalusia, in cui il Partido Popular ha ottenuto per la prima volta nella storia la maggioranza assoluta e si è liberato dell’alleanza con il partito di estrema destra che per quattro anni aveva sostenuto il governo del Pp in Parlamento. In un comizio a Marbella, poco prima delle elezioni, Meloni non aveva risparmiato gli elogi per Olona e per il leader del partito, Santiago Abascal. Lo stretto rapporto ideologico e personale tra Fratelli d’Italia e Vox era evidente. Questo partito, che rappresenta l’estrema destra spagnola e che può essere definito il franchismo sociologico, è il terzo in ordine di grandezza nell’arco parlamentare spagnolo e governa con i conservatori spagnoli, oppure li sostiene, in alcune regioni autonome e consigli comunali, tra cui Madrid.
Il ritiro di Olona dalla politica, annunciato per motivi di salute, potrebbe non essere definitivo, dopo che la leader ha completato il suo pellegrinaggio sul Cammino di Santiago pochi giorni fa. Al suo arrivo alla Cattedrale dell’Apostolo si è rifiutata di fare commenti politici e ha affermato che l’“amore per le persone” è stata l’esperienza fondamentale del suo pellegrinaggio, durante il quale, tuttavia, aveva dichiarato di essere “come un toro impaziente di entrare nell’arena” e “un cavallo che aspetta che venga dato il segnale di via”, il che ha dato adito a varie speculazioni sul suo ritorno alla politica attiva.
Qualunque sia il destino personale di questa avvocatessa dello Stato, che si è distinta in parlamento per la sua dialettica aggressiva e sprezzante contro il governo socialista, non ci sono dubbi sulla stretta relazione tra Vox e Fratelli d’Italia, che la stessa Meloni ha recentemente rivendicato in dichiarazioni alla stampa spagnola. La decisione di Max Weber, presidente del Partito Popolare Europeo, di appoggiare l’alleanza di Berlusconi con Salvini e Giorgia, affinché quest’ultima diventi primo ministro italiano, rafforza l’ipotesi che alle prossime elezioni spagnole il Partito Popolare scalzerà Pedro Sánchez dal governo, con l’appoggio di Vox se necessario. Gli ultimi sondaggi collocano ancora una volta il partito di Abascal al terzo posto, in grado di mantenere gli attuali 52 seggi e di contribuire a formare una maggioranza assoluta di destra insieme al Partito Popolare. La conferma dei cristiano-democratici tedeschi, che consentono alleanze conservatrici con partiti di estrema destra, spianerebbe la strada verso il potere all’attuale leader del Pp. Tutto questo in un contesto di incertezza per l’attuale governo, una coalizione instabile di socialisti e comunisti, che oltre tutto ha bisogno dell’appoggio parlamentare degli indipendentisti catalani e baschi e persino di Bildu, formazione politica erede della banda terroristica Eta.
L’attuale apparente sforzo di Giorgia Meloni di apparire moderata servirebbe anche come pretesto per un’alleanza tra i conservatori e Vox. Del resto, non si tratta di un partito fascista nel senso usuale del termine, ma di una sorta di resurrezione del franchismo.
I recenti comizi elettorali in molti Paesi occidentali evidenziano l’ascesa dell’estrema destra e, soprattutto, le difficoltà della democrazia liberale a convivere con la società digitale, il neocapitalismo finanziario e la formazione dell’opinione pubblica, infiammata dall’uso e dall’abuso dei social network. Le Pen in Francia, Meloni in Italia, Orbán in Ungheria e Morawiecki in Polonia sono il risultato di questo processo. Si pensi alle democrazie ibride o illiberali. La pandemia, la guerra in Ucraina e la crisi energetica hanno alimentato l’indebolimento del parlamentarismo in Occidente, l’abuso delle partitocrazie e le tensioni autoritarie dei governi. I governi giustificano il loro comportamento, più simile a quello di una sorta di autocrazie a bassa intensità, con l’eccezionalità delle circostanze. Si sentono sostenuti dalla paura dei cittadini e dal peggioramento delle loro condizioni di vita. A questo contribuiscono anche incapacità di molti governanti, il declino della socialdemocrazia in molti Paesi e la polarizzazione ideologica e politica.
In altre parole, siamo nei guai. Mentre l’Europa attende il passaggio dei poteri in Italia da un vecchio banchiere liberale che non si è mai presentato alle elezioni a una giovane leader populista e neofascista, sostenuta da milioni di voti, in Spagna risuona ancora una volta il vecchio motto dei generali romani: “Forza e onore”.
traduzione di Luis E. Moriones