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Le famiglie con due mamme

Peppa Pig 

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Dal diktat di FdI sul cartone con due mamme l'occasione per interrogarsi su tanti altri personaggi storici e di fantasia
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Gesù nasce in una famiglia con una madre e due padri, di cui uno invisibile, Scimmiotto, che giungerà a diventare Buddha, ha come famiglia di origine, ha per madre, una montagna. La famiglia di Oliver Twist è molto numerosa infatti non c’è abbastanza cibo e il padre e la madre non ci sono, in compenso c’è un intero orfanotrofio di fratelli. Della famiglia di Pinocchio sappiamo chi è il padre, dunque non è nemmeno sempre vero che solo la madre è certa. Le rappresentazioni di Masaccio e Leonardo — a considerare due opere bellissime — con Sant’Anna e la Vergine Maria descrivono due donne con un bambino e potrebbero essere, dunque, a non saperne niente di storia religiosa, l’immagine di una famiglia con due madri (con Leonardo è più facile, sembrano a un pic-nic). Il re Salomone quando deve decidere a quale madre assegnare il bambino non si preoccupa che la creatura abbia due madri &m…

Gesù nasce in una famiglia con una madre e due padri, di cui uno invisibile, Scimmiotto, che giungerà a diventare Buddha, ha come famiglia di origine, ha per madre, una montagna. La famiglia di Oliver Twist è molto numerosa infatti non c’è abbastanza cibo e il padre e la madre non ci sono, in compenso c’è un intero orfanotrofio di fratelli. Della famiglia di Pinocchio sappiamo chi è il padre, dunque non è nemmeno sempre vero che solo la madre è certa. Le rappresentazioni di Masaccio e Leonardo — a considerare due opere bellissime — con Sant’Anna e la Vergine Maria descrivono due donne con un bambino e potrebbero essere, dunque, a non saperne niente di storia religiosa, l’immagine di una famiglia con due madri (con Leonardo è più facile, sembrano a un pic-nic). Il re Salomone quando deve decidere a quale madre assegnare il bambino non si preoccupa che la creatura abbia due madri — sono lì, entrambe, a reclamare il pargolo — ma di mostrare con un paradosso (va bene fate metà bambino ciascuno e andate per la vostra strada) che non si può dividere il bene dal male in ciascun essere umano, il bambino va tenuto intero, e chi capisce questo, che abbia figli o no, è madre.


Si potrebbe continuare così per sempre, o comunque molto a lungo, ma non ha senso perché senza scomodare miti, leggende, favole e religioni ciascuno di noi — anche chi milita in partiti come Fratelli d’Italia — sa che le famiglie sono tutte diverse, ciascuno ha la propria. Quando Gerard Durrell scrive una parte della sua autobiografia, la intitola infatti La mia famiglia e altri animali (Adelphi, trad. A. Motti) non solo perché è un grande zoologo e naturalista ma perché in effetti le famiglie non sono composte solo di umani ma anche di altre specie, sono fatte di materia organica e inorganica. Ci sino infatti i cimeli di famiglia o i mancati cimeli di famiglia. Le
tombe di famiglia anche.
Così, questa polemica sul cartone animato Peppa Pig dove gli sceneggiatori hanno introdotto una famiglia con due mamme, mi pare sia, da parte di chi ha alzato questo polverone — quelli che sanno o pensavo sapessero che ognuno ha la propria famiglia, che di famiglie ce ne siano tante — un segnale di poca adesione alla realtà.
Quale è l’affidabilità di un politico che nega i dati di fatto — sentimentali, statistici, esperienziali — e propone una immaginazione dei fatti — sentimentali, statistici, esperienziali — che invece di aprire, chiude. Se la famiglia è quella costituita da un uomo e una donna allora molti di noi famiglie non ne hanno. E invece sappiamo di averle. E sappiamo anche quanto è talvolta faticoso stare nella propria famiglia.


Non ne faccio dunque nemmeno una questione di credo o colore politico, ma di affidabilità politica. Una persona che è in grado di negare la propria esperienza diretta o indiretta — che ciascuno ha la propria famiglia e che le famiglie sono tutte diverse — come può candidarsi a governare un paese. Partire da sé è chiaramente insufficiente, ma non possiamo fare altro. L’errore di valutazione nelle cose siamo sempre noi, non possiamo essere altro che noi. L’attenzione e la cura servono a minimizzare l’errore che noi stessi rappresentiamo.


Dunque, in questa vicenda di Peppa Pig, i casi sono due. O chi si è scagliato contro l’episodio di Peppa Pig non si conosce (e se non ha investito tempo a conoscersi come investirà tempo a conoscere un intero paese o una piccola comunità) oppure si conosce e si tradisce (e se tradisce se stesso come farà a non tradire un intero paese o una piccola comunità)? Su questo struggente interrogativo torno a riflettere su tutte le cose trasmesse dalla televisione pubblica italiana — il punto è anche questo secondo il politico di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, la Rai acquista i programmi, e anche Peppa Pig, col canone pagato da tutti gli italiani — che non rappresentavano la mia visione del mondo ma che ho guardato, o non guardato, scegliendo volta per volta se quel particolare programma o fotogramma ampliasse il mio modo di guardare. Non è perché sono buona, è perché sono curiosa e penso, come credo tutti, che non esista una sola famiglia da rappresentare. E che dirlo è una spia di scarsa immaginazione politica.