Volevo scrivere un pezzo che confutasse una per una le ragioni che sento elencare tutto attorno a me, le ragioni per cui — ti dicono — “io questa volta a votare non ci vado”, ma temo di aver fallito. Sono difatti tutte ragioni validissime. Forse ho sbagliato il metodo. Siccome stentavo a pareggiare i conti a mente, ho proceduto difatti come ci hanno insegnato a scuola da piccoli: fai due colonne, pro e contro. Una è diventata subito lunghissima e molto convincente. Sono certa che ciascuno può proseguire mettendoci del suo, intanto appunto qui le ragioni del no che ho segnato — sono comunque questioni politiche, da affrontare prima o poi. Perché tutti si riempiono la bocca con l’ambiente, il green, la tutela del mondo in cui viviamo ma poi quando c’è da scorporare il costo del gas da altri fonti energetiche spariscono tutti, o meglio te lo propongono in campagna elettorale ma quando c’era da fare non l’ha…
Volevo scrivere un pezzo che confutasse una per una le ragioni che sento elencare tutto attorno a me, le ragioni per cui — ti dicono — “io questa volta a votare non ci vado”, ma temo di aver fallito. Sono difatti tutte ragioni validissime. Forse ho sbagliato il metodo. Siccome stentavo a pareggiare i conti a mente, ho proceduto difatti come ci hanno insegnato a scuola da piccoli: fai due colonne, pro e contro. Una è diventata subito lunghissima e molto convincente. Sono certa che ciascuno può proseguire mettendoci del suo, intanto appunto qui le ragioni del no che ho segnato — sono comunque questioni politiche, da affrontare prima o poi. Perché tutti si riempiono la bocca con l’ambiente, il green, la tutela del mondo in cui viviamo ma poi quando c’è da scorporare il costo del gas da altri fonti energetiche spariscono tutti, o meglio te lo propongono in campagna elettorale ma quando c’era da fare non l’hanno fatto. Per tempo, diciamo così, erano distratti e non ci hanno pensato. Greta era Gretina. Sarà un problema di interessi di Stato, di guadagni intoccabili? Dubbio legittimo.
Poi però si inondano le Marche, vien giù la Marmolada, si contano e si piangono i morti da bravi coccodrilli. Troppo tardi, sempre. Perché la violenza contro le donne è priorità in un paese civile, la Spagna ha appena approvato una legge che dice finché non hai detto sì vuol dire no anche se taci — pensa te. E però noi no, noi usiamo gli stupri nei parchi come materia di campagna elettorale (se succede in un comune di destra è uno scandalo, se in un comune di sinistra bisogna vedere, capire meglio come sono andate le cose) e sempre bisogna capire bene come sono andate le cose se un potente immune da giudizio dice di essere vittima di una donna che lo accusa di abusi, magari è pazza, può succedere no?, perché non ha sporto subito denuncia ai carabinieri?, materia scivolosa, glissiamo. E comunque i consultori, che sarebbero l’unica cosa che serve se hai paura e non sai a chi dirlo, li hanno chiusi quasi tutti. Perché che senso ha votare per chi dice di volere ancora Draghi se Draghi non vuole restare. Perché non si capisce più chi sta con chi, se si tocca votare uno che fino all’altro giorno ti insultava fai fatica, se speri nella destra ma poi vedi che anche lì non vedono l’ora di fare lo sgambetto a chi arriva prima e affilano i coltelli dietro la schiena, magari finisce a schifìo, se avresti voglia di un voto dilettevole ma ti dicono lascia perdere, tanto quello allo sbarramento non ci arriva. Vota utile. Perché un lavoro per i figli sarebbe l’unica cosa da pretendere ma al massimo gli possiamo dare una paghetta, una mano per tirare a campare ma le pensioni non si toccano, vengono prima i vecchi che hanno maturato diritti i giovani ci pensino da soli — si arrangino.
Le tasse? La progressione? Ma ti sembra un tema da nominare? Vuoi perdere i moderati? Va bene, i diritti della persona, allora. Cose come la vita, la morte, l’identità, il rispetto delle volontà di ciascuno. Ma no, sono temi divisivi. Sono troppo politici, un po’ come Bella Ciao. E poi chi se ne frega del diritto a morire in pace, ad abortire trovando un medico disposto ad assisterti come vuole la legge, ad adottare un bambino anche se non sei “famiglia secondo tradizione”, parliamo delle licenze balneari e dei tassisti, piuttosto. Di Peppa Pig, se abbiamo voglia di ridere, poi ciao. Del resto. Siamo un popolo credulone e scettico, sentimentale e cinico, pronto a infiammarsi per un giorno e dimenticare quello dopo. Siamo disposti a credere che ci abbiano impiantato i chip sottopelle e che il comizio dell’altro giorno sia stato uno scherzo, ora guarda che compostezza, che giacca da statista. E basta con questa storia dei soldi russi, non li hanno presi tutti forse i soldi dalla Russia e dall’America, negli anni passati? Vogliamo fare le mammole adesso con Putin, vogliamo davvero parlare di Orbán? Chi se ne importa della guerra, della politica estera, fateci al massimo piuttosto vedere com’è vestita Kate ai funerali. Che poi, avete sentito? Gli americani hanno detto che noi i soldi dai russi non li abbiamo presi. E’ tutto ok. Chi è stato amico, è stato amico gratis e pazienza se ha rovinato la piazza ai conferenzieri a provvigione, quelli che ai dittatori emettono fattura — lì è tutto limpido, no? è pur sempre un lavoro e va pagato. Bene.
Sono arrivata un po’ giù di umore alla fine del mio incompleto elenco ma poi mi sono ricordata di quando ho compiuto diciott’anni e di mio nonno, che aveva una scheggia della spalla che gli faceva male con la pioggia: ora sei grande, ora decidi tu — mi disse fiero. A certi vecchi ebrei che ho intervistato da giovane, ormai sono morti quasi tutti, che mi hanno detto sai, non si capiva subito quello che stava succedendo: alcuni di noi erano fascisti, si era votato, eravamo sicuri.
E ho pensato a mio figlio quello piccolo, che votare non può perché vive fuori e anche questa sarebbe stata una cosa bella da fare, far votare i ragazzi che sono andati altrove, ma non recriminiamo. Madre, tu ci vai a votare? Mi ha chiesto. Ho detto sì, senza esitare. E perché? Mi sa che è inutile — ha risposto. Perché è un dovere, gli ho detto senza riflettere e mi sono sentita subito meglio. D’altra parte sono cresciuta così, in un altro tempo: quello in cui fare il tuo dovere era fatica ma ti faceva stare bene. Era giusto. Lo so, suona sentimentale e persino retorico ma tanto di cinici ce n’è parecchi, in giro, a pareggiare il conto. Non gliela darei vinta troppo facilmente.