Da dove vengono i fascisti che stanno aggirandosi un po’ dovunque in Europa e sembrano affacciarsi in modo sempre più audace ad ogni feritoia disponibile con vista sui governi? Li avevamo visti andar via mostrando due inclinazioni caratteriali, la nostalgia (di cui la fiamma di Predappio sulla tomba del duce è il simbolo nel vessillo dei Fratelli d’Italia) e la rabbia, che manifestavano facilmente se li si costringeva a incontrare evidenze del loro progetto interrotto, per esempio il 25 aprile.
L’impressione sbagliata che molti di noi avevano o volevano avere di quei due cortei, nostalgico e rabbioso, era di vederli di spalle. Dicevamo: si, hanno portato una grande disgrazia ma adesso vanno via…
Da dove vengono i fascisti che stanno aggirandosi un po’ dovunque in Europa e sembrano affacciarsi in modo sempre più audace ad ogni feritoia disponibile con vista sui governi? Li avevamo visti andar via mostrando due inclinazioni caratteriali, la nostalgia (di cui la fiamma di Predappio sulla tomba del duce è il simbolo nel vessillo dei Fratelli d’Italia) e la rabbia, che manifestavano facilmente se li si costringeva a incontrare evidenze del loro progetto interrotto, per esempio il 25 aprile.
L’impressione sbagliata che molti di noi avevano o volevano avere di quei due cortei, nostalgico e rabbioso, era di vederli di spalle. Dicevamo: si, hanno portato una grande disgrazia ma adesso vanno via via. È diventato presto evidente che non andavano via. Molti hanno cominciato abbastanza presto a far girare, senza imbarazzo, i curricula del tempo a cui restano legati, e anzi avevano il coraggio, nonostante l’enorme cumulo di vittime di cui erano stati esecutori, da soli o come partners, di auto celebrarsi, prima in luoghi appartati e poi con un pubblico sempre meno ristretto. È stata la Svezia, leggendaria casa della Socialdemocrazia europea, a subire il colpo. Uno dei partiti di estrema destra che formano la coalizione vincente di queste ultime elezioni nasce, senza camuffamenti e senza finzioni, dal ramo apertamente nazista dell’estrema destra del mondo. Profeticamente Umberto Eco lo aveva predetto, senza sbagliare neppure un dettaglio, nel suo“ Fascismo eterno”, testo di una lezione alla Columbia University nella classe di cui ero titolare, il 25 aprile 1995 (in Italia pubblicato da “La Nave di Teseo”, 2018), e infinitamente citato o riprodotto nel mondo. La chiarezza storica e logica del testo di Eco non ha scoraggiato coloro che continuano a portare le fiaccole del fascismo che torna e che ritiene di avere già pagato il suo tributo di buona creanza sulla guerra (la seconda guerra mondiale) e i suoi delitti.
Però adesso gli eventi negazionisti della guerra fascista si rafforzano e si ripetono. Quasi negli stessi giorni della Svezia che ospita la memoria hitleriana come valore e come modello, c’è il voto rabbioso e orgoglioso di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini a sostegno e difesa del fascismo di Orbán, contro tutta la maggioranza del Parlamento europeo. Qui nasce una domanda che non trova risposta neppure nei fervidi comizi che durano ore. la Meloni è, di volta in volta, appassionata, scatenata (ricordare Vox ) irritata e scortese quando le sembra efficace, sempre in grado di non rispondere o di dare risposte assurde (vuole che entri in vigore anche la “seconda parte” della legge 194, che vuol dire intimidire e dissuadere) e di spiegare il voto isolato ed estraneo di Meloni e Salvini al Parlamento Europeo come sostegno e approvazione del fascismo sfacciato di Orbán, ma per incoraggiarlo a non lasciare la Ue e a restare insieme mentre il nemico è Putin. E ignora il fatto che Putin è temporaneamente avversario di Meloni, (problemi suoi con Biden) ma l’amicizia Salvini—Putin rimane intatta.
E così accade che ogni incontro organizzato per spingere la figlia della Lupa a svelarsi, ci parla di una Meloni in armonia solo col suo mondo, pronta a considerarsi offesa se la domanda è sgradita o stonata. Stonato, per lei, è tutto l’antifascismo. Lei non si nasconde. Da questa Meloni ti aspetti comandi, non opinioni, e vedi subito che non c’è niente da dibattere. Il discorso è già avvenuto altrove, dove i patrioti sanno qual è l’interesse nazionale. E tratteranno da traditori, come ai vecchi tempi, chi si sottrae all’appello. Non dimenticate che Giorgia Meloni, candidata a guidare l’Italia, ci dice che il “traffico umano” dell’ immigrazione (quelli con i bambini che muoiono in mare di fame e di sete ) sono il grande affare di un ungherese ebreo nemico di Orbán, da cui Orbán stesso ha avvertito subito Salvini e Meloni di stare in guardia. Orbán può contare sulla loro ubbidienza.