Terra Madre 2022: ecco cosa possiamo fare per ripartire dal cibo
di Carlo Petrini , di Carlo PetriniChe cosa significa per me la parola rigenerazione? Una domanda che da due giorni mi viene posta da più parti. Il motivo è l'avvio a Torino della quattordicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, l'evento di Slow Food che ha come filo conduttore il concetto di rigenerazione.
Lasciatemi dire che l'umanità di Terra Madre presente a Torino, ossia tutti i soggetti (indigeni, produttori, attivisti, pescatori etc.) che hanno a cuore le sorti dei sistemi alimentari, è formata da giovani: l'espressione più rappresentativa della rigenerazione. Molti di questi erano bambini quando nel 2004 decidemmo di organizzare il primo meeting internazionale delle comunità del cibo. Allora qualcuno ci dava degli utopisti, altri dei nostalgici. Sta di fatto che l'opinione pubblica aveva difficoltà a capire il valore di un incontro che chiedeva rispetto per il pianeta e per i frutti che ci offre, per le persone che se ne prendono cur…
Che cosa significa per me la parola rigenerazione? Una domanda che da due giorni mi viene posta da più parti. Il motivo è l'avvio a Torino della quattordicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, l'evento di Slow Food che ha come filo conduttore il concetto di rigenerazione.
Lasciatemi dire che l'umanità di Terra Madre presente a Torino, ossia tutti i soggetti (indigeni, produttori, attivisti, pescatori etc.) che hanno a cuore le sorti dei sistemi alimentari, è formata da giovani: l'espressione più rappresentativa della rigenerazione. Molti di questi erano bambini quando nel 2004 decidemmo di organizzare il primo meeting internazionale delle comunità del cibo. Allora qualcuno ci dava degli utopisti, altri dei nostalgici. Sta di fatto che l'opinione pubblica aveva difficoltà a capire il valore di un incontro che chiedeva rispetto per il pianeta e per i frutti che ci offre, per le persone che se ne prendono cura anziché depredarlo con l'unico fine di un profitto facile e immediato.
Oggi però la situazione è profondamente mutata. Sostenibilità è un vocabolo di uso quotidiano, gli effetti della crisi climatica sono davanti agli occhi di tutti e sono causa di sofferenze. In Pakistan la quasi totalità della superficie è ricoperta dall'acqua a causa dalle violenti piogge che si sono abbattute sul Paese. Ma guardiamo anche cosa succede a casa nostra: non possiamo parlare di brutto tempo riferendoci alla bomba d'acqua che si è scagliata nelle Marche: questa è un'evidenza lampante della crisi climatica in atto.
Nonostante la situazione allarmante non voglio lasciarmi sopraffare dal pessimismo della ragione, mantengo l'ottimismo della volontà. I delegati di Terra Madre, con questa altissima componente di giovani, mi danno la forza per continuare ad alimentare questo barlume di positività. Rispetto alla sua nascita, 18 anni fa, la rete di Terra Madre si è infatti già rigenerata aprendosi a nuovi soggetti che incarnano i principi di attenzione verso l'ambiente e verso un'economia più giusta che mette al centro i diritti umani.
Spero che questa Terra Madre rimanga nella storia per l'attualità dei valori che incarna. Mettendo al centro il cibo, Terra Madre propone una svolta epocale nel modo di fare politica, sconvolgendo paradigmi di vita ormai obsoleti. D'altronde il cibo è la prima fonte di energia che permette la vita.
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Dobbiamo riparare il cortocircuito per cui oggi il nostro modo di alimentarci è il primo responsabile dello sconquasso ambientale, di profonde ingiustizie sociali e di forme di malnutrizione contraddittorie che consentono la convivenza di fame e obesità all'interno della stessa area geografica. Proporre una rivoluzione dei modi di stare al mondo a partire dal cibo non solo è possibile, ma è un diritto universale che può essere conquistato con la partecipazione di tutti.
Dobbiamo metterci in testa che le nostre scelte alimentari sono atti politici di tutto rispetto. Le politiche di governo continueranno ad avere una loro influenza, ma saranno affiancate da una politica del popolo che si realizza nel quotidiano attraverso semplici gesti.
Ridurre lo spreco e fare come facevano le nostre nonne quando preparavano piatti come la ribollita o la pasta ripiena con gli avanzi della settimana: praticando quella che oggi definiremmo economia circolare, ci hanno consegnato il meglio della cucina italiana. Ridurre il consumo di proteine animali e approcciarsi con curiosità ad esempio alla diversità di legumi presenti in ogni territorio. Smettere di comprare alimenti avvolti in metri di imballaggi plastici quasi fossero mummificati. Diminuire il consumo di cibi ultra processati in favore di ingredienti locali e freschi che fanno riscoprire la bellezza e la diversità che le stagioni ci offrono.
Coinvolgiamo tutte le persone che conosciamo e facciamo la rivoluzione a partire da queste azioni. Non c'è più tempo per rimettere tutto nelle mani della politica. La crisi climatica corre più veloce delle decisioni di chi ci governa. Da Torino, da questa Terra Madre deve partire questa nuova politica. Funzionerà? Non lo so. Ma qui la maggior parte delle persone che danno vita a Terra Madre sono giovani. Quindi la rigenerazione è già in essere.