Vedo quella folla di pretendenti che striscicano i piedi avanti e indietro sui pianerottoli di Palazzo Chigi. Sono tutti in attesa di una scelta, che, dati i loro meriti e il loro passato, non può mancare.
Lei tiene la porta chiusa e fa sapere di dover continuare e finire altri lavori prima di uscire,parlare, scegliere.
La folla dei pretendenti mostra esultanza per una vittoria che non è di nessuno di loro, e incalza nella sua corte stressante alla padrona di casa. Impossibile non pensare a Penelope e ai Proci, anche se qui non è atteso nessun Ulisse, e Telemaco avrebbe potuto essere un partito che che non c’è.
Questi proci sono tutti ex, non di Penelope ma del potere. Hanno avuto tutti più di un incarico di governo, c…
Vedo quella folla di pretendenti che striscicano i piedi avanti e indietro sui pianerottoli di Palazzo Chigi. Sono tutti in attesa di una scelta, che, dati i loro meriti e il loro passato, non può mancare.
Lei tiene la porta chiusa e fa sapere di dover continuare e finire altri lavori prima di uscire,parlare, scegliere.
La folla dei pretendenti mostra esultanza per una vittoria che non è di nessuno di loro, e incalza nella sua corte stressante alla padrona di casa. Impossibile non pensare a Penelope e ai Proci, anche se qui non è atteso nessun Ulisse, e Telemaco avrebbe potuto essere un partito che che non c’è.
Questi proci sono tutti ex, non di Penelope ma del potere. Hanno avuto tutti più di un incarico di governo, con risultati che nessuno ricorda salvo bancarotte e morti in mare.
Adesso si sono convinti che tocca di nuovo a loro, freschi e preparati per il nuovo incarico, anche se le loro facce mostrano stanchezza e tempi andati, e ogni tanto bisogna riaprire una porta sul retro per far rientrare un Bossi (personaggio un tempo sacro ) che era stato lasciato fuori. Intelligente l’idea di fare aspettare (chissà se il ricordo dell’Odissea ha contato più del Signore degli Anelli?) perché l’attesa logora i pretendenti e dà il tempo di trovare una strategia per sfoltire o cambiare la lista e le reclamate gerarchie. Intanto Giorgia-Penelope ha fatto alcune cose, come parlare alla Coldiretti, agli esperti di energia, ai tecnici di inflazione.
Soltanto un ex amico, Vladimir Putin, ha cercato perfidamente di guastarle la festa (la serie di comportamenti guidati da logica e convenienza) ricordando con cattiveria la storia dell’ostilità di estrema destra contro le libere e legittime scelte di vita (la cantilena dei due padri. “Sono impazziti? Vogliono il padre uno e il padre due. Questo è l’Occidente che noi combattiamo!” ). E c’è stato uno strano errore di un personaggio che molti di noi amiamo e che qui ha certamente sbagliato, (Rula Jebreal) nel ricordare che il padre della neo eletta aveva avuto (ma altrove e tanti anni prima) una vita sbagliata. Ma se tagliamo dal diario della giornata Meloni di fine settembre i due incidenti, ci troviamo di fronte ad una serie di mosse prudenti e pensate: allontanare le nomine e avvicinare le possibili soluzioni dei problemi. E allora si deve concludere che è certamente una buona cosa che la memoria adulta di Itaca abbia prevalso sul ricordo infantile degli Hobbit.