✕

Un tregua per avere la pace

Serve una soluzione politica al conflitto tra Russia e Ucraina. Ma alcuni punti sono irrinunciabili
2 minuti di lettura

Mossi da una sincera e vasta inquietudine si moltiplicano appelli a fermare le armi e cresce la mobilitazione che invoca la ricerca di una soluzione politica al conflitto russo-ucraino. Ed è naturale che sia così. Nessuno può restare insensibile di fronte alle morti, alle sofferenze e alle devastazioni che da sette mesi sconvolgono la vita di quelle terre. E il proseguimento della guerra, in una escalation che non esclude nemmeno una precipitazione nucleare, suscita angoscia e paura. A cui si aggiunge l'inquietudine provocata dalle conseguenze che la guerra dilata sulla vita di persone, famiglie e imprese dell'intera Europa. Perché l'invocazione di pace non si esaurisca in una domanda senza risposta è indispensabile chiedersi quale pace sia possibile e a quali condizioni. Interrogativo che si pone per prima la diplomazia internazionale alla ricerca di uno spiraglio, anche minimo, che consenta di fermare il conflitto.

Una prima cond…

Mossi da una sincera e vasta inquietudine si moltiplicano appelli a fermare le armi e cresce la mobilitazione che invoca la ricerca di una soluzione politica al conflitto russo-ucraino. Ed è naturale che sia così. Nessuno può restare insensibile di fronte alle morti, alle sofferenze e alle devastazioni che da sette mesi sconvolgono la vita di quelle terre. E il proseguimento della guerra, in una escalation che non esclude nemmeno una precipitazione nucleare, suscita angoscia e paura. A cui si aggiunge l'inquietudine provocata dalle conseguenze che la guerra dilata sulla vita di persone, famiglie e imprese dell'intera Europa. Perché l'invocazione di pace non si esaurisca in una domanda senza risposta è indispensabile chiedersi quale pace sia possibile e a quali condizioni. Interrogativo che si pone per prima la diplomazia internazionale alla ricerca di uno spiraglio, anche minimo, che consenta di fermare il conflitto.

Una prima condizione è non accettare l'equivalenza tra aggredito e aggressore. Questa guerra è stata scatenata da Putin per sottoporre l'Ucraina a una "sovranità limitata" in funzione delle esigenze di sicurezza della Russia. Non essendo riuscito a ottenerlo per via politica, l'obiettivo è stato affidato alla violenza delle armi, alla efferatezza dei massacri, alla brutalità delle deportazioni e alla mutilazione dell'Ucraina con l'annessione forzata del Donbass. Ogni appello alla pace perciò non può non essere accompagnato da una inequivoca denuncia delle responsabilità di Mosca e dalla conferma del sostegno attivo e concreto all'Ucraina nella difesa della sua libertà e sovranità.

Ne discende una seconda condizione: la pace non può trasformarsi in una legittimazione dell'invasione russa e in una resa dell'Ucraina. Quando si invoca un negoziato occorre chiedersi quale sia l'oggetto del negoziato. Putin non intende in alcun modo restituire a Kiev il Donbass, tanto più dopo averlo annesso. E peraltro i dirigenti ucraini legittimamente non intendono partecipare a negoziati che li obblighino ad arrendersi a una mutilazione della loro nazione. Esito - bisogna esserne consapevoli - che rischia di prodursi anche con un cessate il fuoco permanente, stante che il congelamento delle ostilità lungo la linea del fronte consoliderebbe lo stato di fatto e dunque l'occupazione russa del Donbass.

Nonostante i margini per una pace siano esigui, non ci si può tuttavia rassegnare a una guerra infinita. Primo passo è ottenere almeno una "tregua" che nell'immediato fermi il ricorso alle armi, eviti ulteriori sofferenze e devastazioni e consenta di verificare quali spazi vi siano per una soluzione politica del conflitto e quali iniziative si possano attivare. Sapendo che, stante l'asprezza drammatica della guerra, anche l'obiettivo minimo di una tregua richiede una forte iniziativa della comunità internazionale e dei suoi principali attori - dagli Stati Uniti alla Cina, dall'Ue ai Brics, dall'Onu all'Osce - così come delle opinioni pubbliche. Ed è su questo obiettivo che vanno concentrate l'azione diplomatica e la mobilitazione popolare.


L'autore è deputato del Partito democratico