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Il grottesco in Parlamento

Dal vaffa di Grillo a Berlusconi
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Da anni oramai siamo costretti a ridere davanti agli atti dei nostri parlamentari senza che questo riso sottintenda una qualche forma di allegria. Anzi a volte si tratta di un riso amaro e di tristezza. Il Cavaliere di Arcore ci ha abituati da anni al paradossale, al goffo, all'innaturale e all'incredibile; a lui ha tenuto dietro, e per molti tratti l'ha pure sorpassato, Umberto Bossi, l'uomo dal dito medio alzato e altre carnevalate. Se all'inizio hanno divertito qualcuno, senza dubbio hanno provveduto a peggiorare il clima della nostra democrazia. Poi è venuto il comico genovese che con il suo vaffa ha esteso il regno del grottesco, così come la comparsa sullo scranno della seconda carica dello Stato di un ex missino - per cui, come suggerisce Filippo Ceccarelli, c'è il dubbio: un simpatico marpione o un fantasista esibizionista? - conferma il tutto. Non sarà che il grottesco è parte sostanziale del carattere nazionale? O fo…

Da anni oramai siamo costretti a ridere davanti agli atti dei nostri parlamentari senza che questo riso sottintenda una qualche forma di allegria. Anzi a volte si tratta di un riso amaro e di tristezza. Il Cavaliere di Arcore ci ha abituati da anni al paradossale, al goffo, all'innaturale e all'incredibile; a lui ha tenuto dietro, e per molti tratti l'ha pure sorpassato, Umberto Bossi, l'uomo dal dito medio alzato e altre carnevalate. Se all'inizio hanno divertito qualcuno, senza dubbio hanno provveduto a peggiorare il clima della nostra democrazia. Poi è venuto il comico genovese che con il suo vaffa ha esteso il regno del grottesco, così come la comparsa sullo scranno della seconda carica dello Stato di un ex missino - per cui, come suggerisce Filippo Ceccarelli, c'è il dubbio: un simpatico marpione o un fantasista esibizionista? - conferma il tutto. Non sarà che il grottesco è parte sostanziale del carattere nazionale? O forse è Roma che produce in chi vi approda per governare l'Italia, la volontà di seguire questo genere artistico, che presuppone l'unione intangibile di tragedia e comico? Roma caput mundi.

Grottesco viene dal ritrovamento nei resti sotterranei della Domus aurea di Nerone di pitture parietali che mescolano forme vegetali a piccole figure umani e animali strani e mostruosi, insieme a piccole scene narrative. Stavano nelle cosiddette "grotte", da cui la parola grottesche e il sottogenere grottesco, così ben presente nella commedia all'italiana, che ha dominato non solo le pellicole dagli anni Sessanta e Novanta, ma anche in una precisa forma mentis assai diffusa. Vasari, descrivendo quelle pitture che influenzarono così tanto Raffaello per le Logge del Palazzo Apostolico, così da contagiare persino gli ambienti vaticani, parlava al riguardo di "una specie di pitture licenziose e ridicole molto". Proprio dall'unione di queste due caratteristiche nasce il grottesco: il licenzioso, che è improntato al disprezzo delle norme del pudore e del ritegno, e il ridicolo, che è invece manifestazione dell'ilarità scaturita dallo scherno, dalla derisione, oltre che dalla bizzarria e dall'assurdità. Non sarà il medesimo grottesco cui assistiamo in queste settimane seguite alla vittoria della Destra nelle elezioni del 25 settembre? Poteva ridursi peggio un Parlamento che elegge personaggi la cui specialità è quella di produrre effetti grotteschi, senza avvedersi di questa loro degradante facoltà?

L'esagerazione è una delle caratteristiche della nuova classe politica chiamata a determinare i destini dell'Italia nei prossimi cinque anni - ammesso e non concesso che la coalizione dominante duri in carica così a lungo e non si scomponga e collassi. Quello che colpì Raffaello nell'abbracciare questa forma di decorazione fu il miscuglio di rigore e inconsistenza, la sua natura ibrida, e quindi altamente immaginativa, dove si condensano, come ha scritto André Chastel nel suo libro La grottesca, le fantasie di una vitalità torbida e sfuggente al medesimo tempo, ma nettamente erotizzata nel dettaglio. Ora per quanto ci sia una differenza tra le grottesche propriamente dette e il grottesco, non ricordano le storie della igienista dentale lanciata dal suo Pigmalione verso un ministero di peso, o quelle del va... del medesimo rivolto alla seconda carica dello Stato durante la sua elezione in pieno Parlamento? E poi l'appunto scritto ancora dal Cavaliere, che definisce la propria alleata con parole poco lusinghiere, fotografato da un giornalista? Non è tutto questo grottesco? In fondo non si tratta di eventi più eclatanti di quelli a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni, eppure indicano l'installarsi del paradigma del grottesco nel Pantheon nazionale cui nessuno riesce più a sottrarsi, così che, anche chi li commenta, compresi parlamentari di altri partiti, deve dimostrarsi spiritoso e bizzarro almeno quanto i goffi autori del grottesco. Ci siamo abituati in una forma di mitridatismo televisivo e social alla buffoneria istrionesca di tanti personaggi pubblici di cui sottolineiamo con divertita compiacenza le continue esibizioni mediatiche. Una festa burlesca del linguaggio, per dirla con Chastel, che non sembra finire mai, trasferita come si è dalle scene teatrali e cinematografiche alla vita quotidiana di quel gran teatro della vita che è il Parlamento della Repubblica, e non solo lì.