Di Eugenia Roccella, classe 1953, si possono leggere molte cose. La prima è che viene da una famiglia radicale e che, a un certo punto, sceglie il femminismo. Quale femminismo si vedrà poi. Anzi, si vede ora che ha accettato un ministero il cui nome è della Famiglia e della Natalità. Con quella doppia preposizione articolata che assona al trattato di Beccaria, Dei delitti e delle pene. Il ministero della Natalità e della Famiglia, neonato, con delega alle Pari opportunità. Come una donna, e prima di tutto persona e cittadina della Repubblica, possa accettare di governare una istituzione con questa nomenclatura, rimane uno struggente interrogativo. Senza risposta.
Le famiglie felici si assomigliano tutte ha scritto, per tutti noi Lev Tolstoj, aggiungendo poi che tutte le famiglie infelici sono infelici a modo loro. Dunque diverse. Se vale questo - e noi a Tolstoj crediamo - figuriamoci se la famiglia può essere solo una, formata…
Di Eugenia Roccella, classe 1953, si possono leggere molte cose. La prima è che viene da una famiglia radicale e che, a un certo punto, sceglie il femminismo. Quale femminismo si vedrà poi. Anzi, si vede ora che ha accettato un ministero il cui nome è della Famiglia e della Natalità. Con quella doppia preposizione articolata che assona al trattato di Beccaria, Dei delitti e delle pene. Il ministero della Natalità e della Famiglia, neonato, con delega alle Pari opportunità. Come una donna, e prima di tutto persona e cittadina della Repubblica, possa accettare di governare una istituzione con questa nomenclatura, rimane uno struggente interrogativo. Senza risposta.
Le famiglie felici si assomigliano tutte ha scritto, per tutti noi Lev Tolstoj, aggiungendo poi che tutte le famiglie infelici sono infelici a modo loro. Dunque diverse. Se vale questo - e noi a Tolstoj crediamo - figuriamoci se la famiglia può essere solo una, formata da una donna e da un uomo e solo così. Le altre famiglie, l'altra famiglia, riducendo a uno la meravigliosa varietà del mondo e dei sentimenti, non sarebbe, secondo Roccella "non più legata a un nucleo forte di spontaneità e corporeità connesso alla maternità naturale ma che possa essere qualsiasi cosa vogliamo".
Che la maternità sia naturale e non una scelta è un errore politico e civile. Che la spontaneità dei corpi sia esclusiva della riproduzione è falso. I corpi ballano, parlano, si toccano, si allontanano con grande naturalezza. Che a questo punto della storia umana si faccia differenza tra natura e cultura è pericoloso ed è antiecologico, perché solo assumendo la propria cultura come natura è possibile correggere gli eccessi dovuti al percepirsi una specie che ha diritto di vita e di morte sulle altre. Dunque, se il primo gesto di questo governo, oltre all'istituzione di un ministero siffatto, sia assegnare tale ministero a una persona, una donna, le cui posizioni limitano le possibilità degli esseri umani e impediscono loro i movimenti e mettono a repentaglio uno stato di diritto che altri corpi hanno garantito, allora io ho paura. E tutti dobbiamo averla.
È possibile che le dichiarazioni di Roccella, prima di diventare ministro della Repubblica, si attenuino quando su queste cose, oltre che esprimere opinioni, bisogna decidere. È vero però che la memoria del passato è nello stesso posto dell'immaginazione del futuro, e dunque la memoria del passato di Eugenia Roccella fa temere riguardo la sua immaginazione del futuro. Che però è il nostro.