L'altra legge del mare
di Furio Colombo , di Furio ColomboDel discorso di presentazione alla Camere di Giorgia Meloni si è parlato e si parlerà a lungo, dalle espressioni del volto al tono della voce, dalle rivelazioni psicologiche (decisione, coraggio, tenacia) al linguaggio del corpo. Non una parola è stata dedicata al suo angusto passaggio dedicato a un problema che - tra i Paesi del mondo - riguarda sopratutto l’Italia e soprattutto l’Italia è costretta ad affrontare: le onde di immigrazione. Il poco - niente che il presidente Meloni ha dedicato alle continue traversate di fuggitivi del mare nel Mediterraneo non è più comparso in riassunti e commenti perché si tratta di poche parole identiche alla micro-visione del mondo di Matteo Salvini, un personaggio modesto che, come nella fiaba di Collodi, pensa solo ai carabinieri che vengono ad acciuffare il burattino. Perciò, senza i poteri che non ha e le possibili soluzioni a cui non ha pensato, Salvini ha convocato l’am…
Del discorso di presentazione alla Camere di Giorgia Meloni si è parlato e si parlerà a lungo, dalle espressioni del volto al tono della voce, dalle rivelazioni psicologiche (decisione, coraggio, tenacia) al linguaggio del corpo. Non una parola è stata dedicata al suo angusto passaggio dedicato a un problema che - tra i Paesi del mondo - riguarda sopratutto l’Italia e soprattutto l’Italia è costretta ad affrontare: le onde di immigrazione. Il poco - niente che il presidente Meloni ha dedicato alle continue traversate di fuggitivi del mare nel Mediterraneo non è più comparso in riassunti e commenti perché si tratta di poche parole identiche alla micro-visione del mondo di Matteo Salvini, un personaggio modesto che, come nella fiaba di Collodi, pensa solo ai carabinieri che vengono ad acciuffare il burattino. Perciò, senza i poteri che non ha e le possibili soluzioni a cui non ha pensato, Salvini ha convocato l’ammiraglio Carloni, comandante della Guardia Costiera per ordinare i bloccare l’ingresso nel mare e nei porti italiani delle navi di soccorso straniere cariche di naufraghi salvati all’ultimo istante. Sarebbe come impedire a una ambulanza francese che trasporta un grave ammalato di passare il confine se l’ospedale è dall’altra parte.
La ragione della meraviglia che cogliete in queste righe è che nulla, nella lunga elaborazione di Giorgia Meloni su se stessa, la Storia e il mondo, è uguale a nulla di già pensato o detto da Salvini. Molte volte la voce di Meloni si è incrinata nel nominare storie e persone da lei considerate sacre (molto spesso con buone ragioni). Mai per coloro che tentano con disperazione di traversare il mare perchè si sentono inseguiti dalla morte, le denominazioni da usare sono “clandestini” oppure “fuori legge” e per giunta salvati da navi straniere perché a tutte le navi italiane è stato reso impossibile di operare, benché non siano mai state contestate ad alcuna di esse violazione delle leggi, persino le assurde leggi speciali del gerarca Salvini da cui ora si reca a rapporto il Comandante della Guardia Costiera italiana.
Nel buio del mondo, visto con tetro sguardo uguale da Meloni e Salvini, gli emigranti sono soltanto “clandestini” (definizione impossibile per chi non può entrare in segreto, e per prima cosa viene conosciuto e riconosciuto da tutte le polizie) o “illegali”, altra definizione impossibile (dunque falsa) per una situazione in cui non esiste legalità a cui sia possibile conformarsi.
Giorgia Meloni è stata ammirata per il nastro di parole ora promettenti, ora civili e portate alla comprensione, ora riconoscente, ora implacabilmente severa. Ma si è sentita in dovere di rendere omaggio a un associato di vita, sentimenti e politica che compare nella lista tra i leader più pericolosi del mondo. Parlo di Victor Orbán il capo di governo integralmente fascista d’Ungheria che, attraverso le accuse continue e false contro il grande avversario George Soros (che ha dovuto lasciare l’Ungheria e l’università da lui fondata) torna a essere, anche nella versione di Meloni, anche se non nominato, come uno dei responsabili della finta emigrazione organizzata dal grande mondo degli affari per varie e diverse e sconosciute ragioni che il nuovo presidente italiano ha mostrato di accettare. A questo punto la conclusione triste è che anche per Giorgia Meloni, e non solo per personaggi come Salvini e Orbán, gli emigranti salvati dal mare o morti in mare sono “clandestini” o “fuori legge” ma non persone, non esseri umani da soccorrere.
Nonostante il good looks della nuova leader e le sue rassicurazioni retoriche, una brutta Italia continua.